domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Compra, consuma, crepa
Pubblicato il 09-02-2014


Centri commerciali, file interminabili, pubblicità sempre più elaborate, volti sorridenti, parcheggi stracolmi e carrelli pieni.

Ecco il volto che ognuno di noi attribuisce al consumismo. Un consumismo che, come afferma l’economista Sergio Ricossa, porta alla continua produzione in larga scala di beni sempre più nuovi, e sempre meno di prima necessità, che cambiando senza sosta il nostro modo di vivere vengono dapprima “sperimentati” dai ceti più abbienti e poi diffusi come “l’ultima moda” in tutta la popolazione. Un consumismo che non solo dà sfogo ad un paranoico bisogno di comprare, ma che, come spiegava Vance Packard (giornalista e sociologo statunitense), dà conferma ad ogni compratore della sua potenza personale.

Questa frenesia del mercato, questo incontrollabile fenomeno comandato dal “dio denaro”, inoltre,non comprende solo adulti e ragazzi, ma anche bambini della più giovane età che, attirati soprattutto da prodotti come telefonini, computer e giochi elettronici di ogni tipo, presentano sempre più fenomeni di stress, di sonno agitato e di nevrosi. A segnalare il fenomeno è il professor Pier Luigi Tucci, presidente della federazione medici e pediatri, il quale dichiara anche che l’obesità, in netto aumento nel nostro Paese, nella maggior parte dei casi è la diretta conseguenza di pubblicità di cibi poco salutari e genitori troppo permissivi e disattenti a proibirne dosi esagerate e a creare un punto di riferimento in cui il bambino possa imparare le giuste abitudini.

Vittima del consumismo, inoltre, non è solo una popolazione del tutto priva di identità o di intendere e volere,ma anche l’economia di un Paese come il nostro, che ha visto un cambiamento radicale nel suo modo di far girare il denaro. I singoli negozi che per anni ci hanno sfamato e vestito, i piccoli centri commerciali, e le aziende artigianali e manufatturiere che hanno sempre portato in alto il nome della qualità italiana, si svuotano e chiudono, in favore di grandi centri dove il denaro va in mano a quelle poche persone, appartenenti spesso a multinazionali straniere,che li possiedono.

E sono proprio le multinazionali a godere di questo fenomeno e a mandarlo avanti. Deforestazione, animali allevati e uccisi in massa, bambini costretti a lavorare in miniere, popolazioni schiavizzate, guerre per il petrolio, e migliaia di fabbriche che inquinano l’ambiente ed emettono gas serra. Tutto questo per portare l’ennesimo prodotto nelle nostre tasche, o nella nostra pancia.

Ecco, questo è il volto nascosto di un consumismo che alcuni si propongono di “combattere”. Come se bastasse distribuire qualche volantino, diventare vegan, protestare davanti al McDonald’s o tirare del sangue animale contro chi indossa una pelliccia, per vedere la gente spendere meglio i propri soldi. Anche queste persone infatti sono vittime di uno dei tanti aspetti di questo fenomeno. Cos’è infatti il consumismo, se non una semplice conseguenza del neocapitalismo finanziario? Quale potrebbe essere la causa di esso, se non un sistema che basa la sua politica su un ceco e spietato profitto a tutti i costi,che va a danneggiare gravemente ciò che sono i diritti, il libero pensiero e la dignità dell’uomo? E in ultima analisi, cosa rappresenta allora il consumismo se non un modo di pensare da anni radicato nel nostro agire, che ci porta a quell’individualismo tanto dannoso per la democrazia?

“Nasci. Consuma. Crepa” recita un volantino. Speriamo non sia davvero così.

Enrico Maria Pedrelli

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