mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Corte dei Conti: il buco non c’è, ma il futuro è incerto
Pubblicato il 20-02-2014


cortecontiLa legge di stabilità per il 2014 non presenta vuoti di gettito, ha rimarcato il Ministero dell’Economia e Finanze. Il dubbio si era insinuato dopo che la Corte dei Conti aveva pubblicato la periodica disamina della copertura finanziaria delle leggi approvate in Parlamento, tra cui, per l’appunto, la legge di stabilità. Eppure alcuni degli appunti che la Corte dei Conti muove al Governo uscente sono condivisibili e, ci si augura, possano rappresentare materia per future correzioni da parte del Governo che verrà.

SI PREVEDONO TAGLI, MA IN REALTA’ SI AUMENTA LA SPESA – La più importante critica riguarda la traslazione dei tagli alla spesa a fronte di un aumento della spesa corrente nel 2014. In altri termini, il più alto organo di controllo dei conti dello Stato mette in evidenza le contraddizioni della legge di stabilità che, da un lato prefigura consistenti tagli alla spesa, crescenti nel 2015 e 2016, ma dall’altro incrementa la spesa nel 2014 di circa 4,6 miliardi di Euro. Inoltre, sostiene sempre la Corte dei Conti, da un lato si preannuncia che i proventi della spending review saranno destinati a ridurre la pressione fiscale, ma dall’altro si omette di evidenziare che buona parte dei previsti tagli di spesa sono stati già ipotecati per evitare un incremento del prelievo fiscale.

DISTRIBUZIONE A PIOGGIA DEGLI INCENTIVI  – Un’altra delle osservazioni che la Corte dei Conti fa alla legge di stabilità riguarda la frammentazione delle misure di sostegno all’economia, che né incidono in maniera significativa sulle prospettive di crescita dell’Italia né sono in  grado di garantire un rassicurante rientro del disavanzo pubblico.  Gli interventi di incremento della spesa previsti nella legge di stabilità sono infatti oltre 130 per quanto riguarda la spesa corrente, con un impatto medio di poco superiore ai 30 milioni di Euro, e circa 50 per quanto riguarda la spesa in conto capitale, con un importo medio inferiore ai 70 milioni di Euro.

MISURE A SOSTEGNO DELLA CRESCITA INEFFICACI – Secondo la Corte dei Conti, i principali interventi espansivi attuati, come il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione e l’alimentazione dei fondi a sostegno del credito, pur segnando il bilancio pubblico, non hanno ancora prodotto gli esiti sperati in termini di crescita. Inoltre, il ricorso a misure di spesa con copertura affidata ad anticipazione di entrate future, comporta il rischio di trasferire lo squilibrio attuale sui prossimi anni, senza peraltro cogliere oggi gli effetti positivi.

SPESA PER INTERESSI SOVRASTIMATA – Un altro appunto che la Corte dei Conti muove alla legge di stabilità del 2014 è l’importo sovrastimato della spesa per interessi. Se confrontata con le previsioni di alcuni istituti indipendenti, il Governo uscente avrebbe sovrastimato la spesa per interessi di circa 3,5 miliardi di Euro nel 2014 e di oltre 4 miliardi nel 2015 e 2016. In effetti, le recenti emissioni di titoli di Stato sembrano confermare un trend di riduzione del tasso di interesse pagato dallo Stato italiano.

Le critiche della Corte, pur condivisibili, vanno però inquadrate nella cornice in cui si è mosso il Governo Letta e il Ministro Saccomanni. Alcune misure, come la restituzione dei crediti alle imprese, erano corrette e di fatto obbligate; altre misure, come l’inversione di tendenza nella spesa, erano dichiarate; altre ancora, come la sovrastima della spesa per interessi, erano dettate dalla prudenza dinanzi a mercati finanziari che hanno mostrato, negli scorsi anni, come le condizioni possano rapidamente mutare. Alcuni altri interventi, come la copertura delle spese con anticipi di entrate futura, dettate forse dal fatto che ormai è stata raggiunto il massimo della curva di Laffer, per cui ad ulteriori aumenti di imposta non corrispondono aumenti di gettito, per cui tanto vale anticipare gli introiti futuri. Quello che invece resta non accettabile è il traslare al futuro i problemi ed il perseverare nella politica degli annunci.  Auguriamoci che il mood cambi con il Governo entrante.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. Anche ad alto livello gli Italiani si comportano da furbetti. Comodo incrementare la spesa nel 2014 e tagliarla nel futuro.Che intelligenza ! Qui si coglie la statura dei nostri statisti. Inetti e irresponsabili. Il loro unico scopo è resistere al potere ricorrendo a qualsiasi marchingegno. E pensare che c’è chi ha difeso il governo Letta !

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