mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Dal giaguaro al gattopardo a Passera…
Pubblicato il 11-02-2014


Chissà perché nel mirino finiscono sempre gli animali della giungla. Dalla
smacchiatura del giaguaro di bersaniana memoria all’uccisione del gattopardo che Alan Friedman agita nel titolo del suo libro-denuncia sulla verità dell’avvento di Monti, con trama inedita del Colle, si finisce sempre per far del male a quei poveri, anche se feroci, esemplari della foresta. Forse perché la politica ha assunto i caratteri di una caccia grossa. Forse perché è diventata così astiosa, crudele, e soprattutto invisa alla pubblica opinione. Quando si vuole menar scandalo il paragone é sempre riferito a loro.

Cosa emerge dal libro così pubblicizzato, e tra poco così venduto, di Friedman? Da quel che si è riferito, nulla o quasi nulla. Che in Italia tutti sapessero che Monti, già dall’estate del 2011, fosse in plancia di lancio per salire al Colle, solo i malinformati possono negarlo. Tanto che i più attenti alla cose della politica avevano cominciato a leggere con curiosa attenzione i suoi editoriali sul Corriere e a interpretare quella sua equidistanza tra i poli come una disponibilità ad accogliere un invito imminente a formare un governo di larghe intese. L’Italia attraversava una crisi pericolosa. Lo spread era impazzito e già salito verso i 400, il governo traballava dopo il distacco di Fini che a dicembre aveva sfiorato il colpo alla Camera. L’Europa ci guardava con perplessità e anche con divertita supponenza come testimoniavano gli sguardi del binomio Merkel-Sarkozy. Era evidente che le cose non potevano restare ferme. Cosa rivela dunque Friedman?

Che Monti era stato avvertito, che a Prodi e De Benedetti avesse egli confidato questa eventualità? Semmai la notizia è il programma di Passera. Davvero ottimo. Con spunti da estremista di sinistra, come la patrimoniale per raccogliere subito 85 miliardi di euro, per portare la crescita sopra il due per cento, il debito al 100 per cento del Pil e il deficit a zero. Da sottoscriverlo. Ma tanto poco efficace da rimanere lettera morta per il suo governo. Perché Passera, una volta accertato che il governo di cui faceva parte era orientato diversamente, non ha dato le dimissioni? Non è un animale della foresta, e neppure tanto aggressivo, ma Passera poteva almeno volare via…

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Commenti all'articolo
  1. Hai ragione direttore nel dire che le cose riferite da Alan Friedman, sono note.
    Ma i video con le interviste a Monti, De Benedetti e Prodi, ci devono porre alcuni interrogativi.
    Uno: Monti quali meriti ha per essere Senatore a vita?
    E’ giusto che continui ha percepire l’indenità a carico dei contribuenti?

  2. Si sa che i comunisti in generale e sir George Napolitano in particolare, fine gentiluomo da sempre, hanno sempre guardato con interesse e attenzione ai personaggi dei salotti buoni, meglio se finanzieri d’assalto, o fighetti bocconiani come Monti. Per cui se si deve pensare ad un nuovo governo mica vorrai parlarne con i capigruppo parlamentari o con i segretari dei partiti? troppo spesso volgari con quei calzini corti e quelle cravatte da supermercato. Molto meglio rivolgersi a un vero lord come il Professore con quella testa bianca così affascinante: lo si fa “Baronetto”, cioè senatore a vita e il gioco è fatto, così come il nuovo governo. Peccato che la realtà sia diversa dai minuetti salottieri, ed eccoci oggi alle prese col Rottamatore e i suoi nemici. Alegher!!

  3. Ricordo in quella estate che a Sinistra sembrava andasse bene persino un nuovo Governo guidato da Tremonti, pur di far fuori Berlusconi. Monti è e rimane un gran Signore, che non avendo una propria forza politica ha dovuto subire i forti condizionamenti di berlusconi e del PD. Non dimentichiamoci che aveva presentato la Legge di stabilità con la riduzione dell’IRPEF a livello pià basso e in Parlamento Brunetta per il Centro-Destra e Barretta per il PD, relatori, hanno cancellato tali norme per farlo apparire come l’uomo delle Tasse in vista delle Elezioni. Ha fatto buone mediazioni per la RAI e disposto l’incompatibilità nei diversi Consigli di Amministrazione delle Banche, risultando inviso proprio al mondi dei Banchieri.

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