venerdì, 20 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Inps: domande di disoccupazione aumentate del 33% nel 2013
Pubblicato il 07-02-2014


Nel 2013 sono state inoltrate 2.134.975 istanze di disoccupazione, incluse Aspi e mini Aspi, con un aumento del 33,8% in confronto alle domande presentate nel 2012, che erano state 1.595.604. Lo ha rilevato direttamente l’Inps. Per analizzare i dati relativi a disoccupazione e mobilità, l’Istituto di previdenza ha ricordato che da gennaio 2013 è cambiata la normativa di riferimento. Considerando che i dati forniti attengono al mese precedente rispetto a quelli della cassa integrazione, cioè al mese di dicembre 2013, e che da gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove prestazioni per la disoccupazione involontaria, ASpI e mini ASpI, le eventuali richieste che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le relative istanze di accesso al trattamento economico di sostegno al reddito sono classificate come ASpI e mini ASpI. Per quanto concerne i dati specifici, nel mese di dicembre 2013 sono state trasmesse all’Ente assicuratore di via Ciro il grande 98.394 domande di ASpI, 33.500 richieste di mini ASpI e 410 istanze di disoccupazione tra ordinaria e speciale edile. Nello stesso mese sono state inviate 10.131 domande di mobilità, mentre quelle di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi sono state 82.CASSA INTEGRAZIONE – A gennaio sono state autorizzate 81,4 milioni di ore di cassa integrazione, tra interventi ordinari, straordinari e in deroga. Rispetto a gennaio 2013, quando le ore autorizzate erano state 90,8 milioni, si registra una diminuzione del -10,4%, determinata dal calo degli interventi di cassa integrazione ordinaria e in deroga (rispettivamente del -23,1% e del -16,1%), mentre la cassa integrazione straordinaria fa segnare un lieve progresso (+0,8%). Nel raffronto tendenziale con il mese di gennaio 2013, si riscontra la flessione delle ore autorizzate per la cassa integrazione ordinaria (Cigo), che a gennaio 2014 sono state 23,8 milioni, mentre quelle autorizzate a gennaio 2013 erano state 30,9 milioni (-23,1%). In particolare, la variazione è stata pari a -31,7% nel settore Industria, mentre al contrario nel comparto Edilizia vi è stata una ascesa del +21,0%, più sensibile a fattori meteorologici. Di segno opposto l’andamento tendenziale della cassa integrazione straordinaria (Cigs). Il numero delle ore autorizzate è stato a gennaio 2014 superiore a quello dello stesso mese dello scorso anno: 43,9 milioni, con un incremento del +0,8% rispetto a gennaio 2013, quando le ore autorizzate erano state 43,5 milioni. Gli interventi in deroga (Cigd), pari a 13,7 milioni di ore a gennaio 2014, fanno segnare invece un andamento decrescente (-16,1%) se confrontati con quelli del mese di gennaio 2013, nel quale furono autorizzate 16,4 milioni di ore.Inps, il sistema previdenziale è perfettamente in equilibrio

Il sistema previdenziale è “perfettamente” in equilibrio, e con la legge di stabilità il patrimonio “è protetto dall’erosione determinata dall’incorporazione Inpdap”. E’ una nota della stessa Inps a chiarire i dati contenuti nel bilancio di previsione 2014, sottolineando come “i recenti interventi legislativi e le riforme previdenziali degli ultimi anni consentono di garantire la tenuta del sistema previdenziale italiano certificata anche dagli organismi e dalle istituzioni internazionali”. “Fino all’incorporazione dell’Inpdap nel 2012, nonostante la crisi economica iniziata nel 2008, il patrimonio netto dell’Istituto presentava una sostanziale stabilità. Nel 2012, per effetto dell’incorporazione suddetta, il patrimonio ha subito una riduzione di circa 20 miliardi dovuta in parte al pregresso disavanzo patrimoniale dell’Ente soppresso (Inpdap) e in parte al disavanzo economico d’esercizio di due gestioni, sempre del predetto Ente, la cassa pensioni dei dipendenti degli enti locali (Cpdel) e la cassa pensioni dipendenti dello Stato”, spiega la nota.

“La situazione del pregresso disavanzo patrimoniale, che si ripercuoterebbe nel 2013 e nel 2014, è stata risolta grazie all’intervento prefigurato nella legge di stabilità del 2014 che ha considerato definitive le anticipazioni di bilancio disposte a favore dell’Inpdap fino al 31 dicembre 2011, con un miglioramento di oltre 25 miliardi di euro della situazione patrimoniale che sarà rilevato in occasione della prima nota di variazione al bilancio preventivo 2014 dell’Inps”, prosegue ancora l’informativa del maggiore organismo previdenziale italiano. La nota, dunque, riporta i dati ufficiali dei bilanci consuntivi (fino al 2012) e preventivi (2013 e 2014) dell’Inps, relativi al patrimonio netto dell’Istituto che registrano come nel 2009 ammontasse a 42,5 miliardi, nel 2010 a 43,5 miliardi, nel 2011 a 41,2 miliardi, nel 2012 a 21,8 miliardi, nel 2013 a 7,4 miliardi e nel 2014 a -4,5 miliardi. Per queste ragioni, rimarca ancora l’Inps, “i dati 2013 e 2014 non sono da considerarsi utili al confronto”. “Altri dati diffusi in queste ore sono privi di fondamento. Anzi è stato avviata a risoluzione, anche il disavanzo d’esercizio per la cassa pensioni dei dipendenti dello Stato (Ctps). Permane invece lo squilibrio della Cpdel previsto nel 2014 in 7,6 miliardi”, conclude la nota.

Carlo Pareto                                   

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