sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Efe Bal: la prossima volta sotto Equitalia
Pubblicato il 19-02-2014


Efe-bal-int“Mi assumi? Vorrei pagare le tasse e ricevere una pensione in futuro”. Questo in sintesi il senso dell’annuncio apparso stamane sulle pagine dell’edizione locale de “Il Corriere della sera”, firmato – e accompagnato da una foto piuttosto sobria – da Efe Bal, nota transessuale-escort, turca di origine e italiana da otto anni, autrice del libro “Efe. Quello che i mariti non dicono – confessioni di una trans”, e ospite in alcune trasmissioni televisive. La prostituzione in Italia è legale, e su questo non ci sono dubbi. Dubbi e lacune emergono per coloro che il meretricio lo praticano e che non hanno alcuna normativa fiscale di riferimento, né dunque una forma di assicurazione sul proprio futuro economico. Oltre al non poco costoso annuncio sul quotidiano milanese – rivolto ai lettori e politici per cambiare lo status quo – Efe si è anche denudata proprio a via Solferino per protestare contro l’ingiunzione di Equitalia a pagare oltre 400 mila euro per la sua professione.

Efe, perché ha scelto la sede del quotidiano milanese?

Dopo aver acquistato un’intera pagina del quotidiano – che sa che faccio propaganda anche per mezzo di affissioni – sono stata ignorata. Voi giornalisti dovreste scrivere su questo tema: si parla di tanti argomenti, ma non di 50 o 60 mila prostitute che vogliono, ma non possono pagare le tasse. Non posso pregare quattro mesi, e non posso pagare migliaia di euro per farmi sentire. Eppure sono stata lì, nuda sotto la pioggia a manifestare il mio dissenso.

Perché tutto questo slancio a voler pagare le tasse. Un’intenzione piuttosto bizzarra in un Paese rinomato per l’evasione fiscale.

Faccio il mio lavoro onestamente, non ho mai fatto male a nessuno. Per pagare le tasse ho venduto tutti i miei beni e in cambio non ho nulla: se pago le tasse, perché non devo avere la pensione? Perché non posso accendere un mutuo? Ci sono realtà come Olanda, Germania, Austria e Svizzera dove la prostituzione è legale e regolamentata.

Nel frattempo ha ricevuto una cartella esattoriale da Equitalia di oltre 400 mila euro.

Negli ultimi cinque anni sul mio conto corrente sono approdati oltre 900 mila euro. Mi sono poi arrivati tre bollettini per un totale di quasi mezzo milione di euro. Il redditometro dovrebbe riconoscere tutte le attività, eppure la prostituzione non la considera. Cosa dovrei pagare dunque? Non rubo, non commetto alcun reato. Sono due anni che porto avanti la mia battaglia perché la classe dirigente regolarizzi la prostituzione con delle riforme serie e che sia riconosciuta ufficialmente. Non si può continuare con questa ipocrisia. Ecco perché ho voluto compiere questo gesto eclatante, e forse la prossima visita la farò ad Attilio Befera (direttore dell’Agenzia delle Entrate e presidente di Equitalia, ndr).

Silvia Sequi

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