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Opinioni e commenti
 

Elezioni, simboli dei partiti con affiliazioni europee?
Pubblicato il 11-02-2014


Elezioni-europee-simboliPer la prima volta da quando si vota per le elezioni europee, quest’anno, il 25 maggio, accanto al simbolo dei partiti nazionali potrebbe anche esserci quello che indica la rispettiva affiliazione, se ce l’hanno, ai partiti europei. Per intenderci, il PD, se si iscriverà, potrebbe avere affianco quello del PSE, così il PSI se si presentasse mentre SEL che appoggerà il comunista greco Alexis Tsipras e non il socialdemocratico Martin Schulz, dovrà decidere cosa indicare sulla scheda.

Il risultato si deve all’iniziativa parlamentare del PSI. Un indiscusso successo difatti per la pattuglia di parlamentari socialisti  che ha visto approvare oggi pomeriggio dalla Camera la sua per chiedere l’indicazione dell’affiliazione dei partiti nazionali a quelli europei con 321 sì, 119 no (57 gli astenuti). A favore hanno votato: PSI, PD, Ncd, SC e PI. I no sono stati quelli della Lega Nord, del M5S e Fratelli d’Italia. Forza Italia si è astenuta”.

“Grazie alla mozione del Psi – scrivono in una nota congiunta il presidente dei deputati socialisti, Marco Di Lello e la deputata del Psi, Pia Locatelli, presidente onorario dell’Internazionale Socialista Donne – l’Italia è il primo Paese a recepire la raccomandazione dell’Europa. La mozione del Psi – hanno spiegato i deputati del Psi – impegna il Governo e il Parlamento ad adottare in tempi brevi la raccomandazione della Commissione della Ue, dove si chiede che i partiti nazionali indichino ai cittadini a quale famiglia europea intendono affiliarsi e quale candidato sostenere alla presidenza della Commissione. Noi la scelta l’abbiamo fatta da tempo e tra poche settimane a Roma si terrà il congresso di una di delle grandi famiglie politiche europee, quella del PSE, di cui il Psi è membro fondatore. Negli ultimi anni la nostra scarsa rilevanza in Europa è figlia anche della leggerezza dei partiti italiani nelle grandi famiglie Europee”- aggiungono Di Lello e Locatelli. “E questa raccomandazione risulta ancor più urgente in quanto per la prima volta, a maggio, il Presidente della Commissione Europea non sarà più indicato dai governi, ma verrà eletto dal Parlamento europeo e dall’indicazione dei cittadini. Sapere che il proprio voto, il voto di ciascuno di noi, avrà una conseguenza diretta su come saranno costituite, da chi saranno presiedute e che indirizzo politico avranno le istituzioni europee può arginare la deriva euroscettica. L’Italia, per una volta può essere d’esempio”- hanno aggiunto i deputati socialisti. Dobbiamo dare nuovo vigore alla dimensione sovranazionale dell’ Unione: una politica che si faccia europea e non somma di partiti nazionali spesso riottosi a cedere sovranità alla loro stessa famiglia europea. Vogliamo dare una nuova direzione ai sentimenti verso l’Europa, rafforzare il senso di appartenenza ad un grande progetto comune. Mai come in questa fase la convergenza tra nuove politiche economiche e ispirazioni ideali ci aiuta a rilanciare le ragioni originarie del progetto europeo: l’Unione federale dell’Europa. In Ucraina – concludono Di Lello e Locatelli – molti stanno rischiando la vita per il sogno europeo. Facciamolo rivivere anche da noi”.

Redazione Avanti

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Commenti all'articolo
  1. Essere comunisti oggi fa ridere visto come sono finiti i comunisti italiani. Diverso è il caso di Tsipras che è stato costretto a creare il partito Syriza dopo l’attacco finanziario alla Grecia che ha messo alla fame l’intero popolo greco.
    Ritengo opportuno che il congresso del PSE inviti Tsipras e ci venga ad esporre i motivi del suo dissenso nei confronti dell’Europa. Un PSE che voglia veramente impegnarsi per la costruzione degli stati uniti di Europa dovrà farsi carico di tutte le istanze provenienti da ogni paese che voglia partecipare alla costruzione dell’Europa Unita.

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