sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Europa. La forza
propulsiva dei socialisti
Pubblicato il 25-02-2014


Emilia_Romagna_EuropaChiedo ospitalità all’Avanti (un Avanti sempre più, fresco, stimolante, voce viva del dibattito politico) per recare il mio contributo al dibattito in corso in occasione del congresso regionale.

Farò perno sulla mozione 1, a sostegno della candidatura di Francesco Castria, che è il solo compagno che conosco e che mi pare portatore di idee e proposte meritevoli di consenso.

Di questa mozione apprezzo in particolare  l’esigenza di passare da una sommatoria di federazioni provinciali alla costituzione di una vera cabina di regia regionale dei socialisti dell’Emilia-Romagna. È un processo che esige una rottura con il passato, alla vigilia della “rottamazione” delle Province come ente elettivo e mentre prendono corpo le unioni comunali.

Suggerisco di rafforzare questo processo di regionalizzazione politica, sollecitando i socialisti ad approfondire le ragioni di critica e di proposta nei confronti della politica legislativa e di governo della nostra Regione. Sono consapevole che si tratta di contrastare la grande bonaccia, dovuta anche alla scarsa incisività dell’opposizione. Ecco alcuni spunti.

1.- Dopo aver reclamato, nell’era Bassanini, competenze concorrenti nel campo della politica estera e del commercio estero, la Regione è ferma come un gatto di piombo: non promuove incontri e confronti di carattere internazionale ed inter-europeo, non si inserisce nelle iniziative delle Camere di Commercio. Si presenta così uno scollamento fra la grande realtà economico-produttiva della nostra terra, di caratura sicuramente internazionale, e il tran-tran rigorosamente domestico della politica regionale. Noi possiamo concorrere alla fuoruscita dal cono d’ombra di questo regionalismo asfittico, coinvolgendo nella critica e nell’azione le Università, il mondo della cultura e la classe dirigente delle imprese. Le elezioni per il Parlamento di Strasburgo saranno un interessante banco di prova;

2.- La crisi della componente cooperativa dell’economia della nostra regione è sotto gli occhi di tutti. Le coop non sono più il fiore all’occhiello dell’ex Emilia Rossa. Ma questa recessione nella recessione è passata sotto silenzio. È gran tempo di avviare una riflessione, che non nasconda la crisi, ma cerchi le vie per superarla. Erano giganti con i piedi d’argilla? Si tratta di una sacca di economia protetta, che si schianta quando viene meno la protezione? Anche per le cooperative incombe la sfida dell’internazionalizzazione;

3.- Dopo il terremoto, il territorio regionale, e non soltanto quello del nostro Appennino, è stato devastato dalle frane e dalla esondazioni dei torrenti. Abbiamo voluto conquistare poteri e competenze nel campo della difesa del suolo per le Regioni, ma la nostra non ha allocato alcuna risorsa per contrastare lo sfasciume idrogeologico. Facciamo autocritica ed eleviamo a priorità assoluta questo problema. Vengono in rilevo i poteri regionali in campo agricolo e forestale, di importanza vitale per mantenere in sicurezza il territorio. Dopo quello che è accaduto, ci saremmo attesi una mobilitazione più incisiva per affrontare l’emergenza e una azione decisa nei confronti dello Stato per la costruzione di un piano nazionale per la difesa del suolo. Una forza politica “minore” come la nostra, che può rivendicare una sua coerenza in questo campo, può esercitare un’azione di stimolo e di proposta. Il piano per la difesa del suolo sarà anche fonte di lavoro, se gli investimenti a sostegno del programma saranno consistenti: nella consapevolezza che il costo delle opere di prevenzione sarà molto inferiore a quello necessario per riparare i danni che l’incuria avrà provocato;

4.- La mozione Castria rimarca giustamente l’importanza di una politica di alto profilo in campo turistico. Si fatica a scorgere programmi e obiettivi di questa politica, che pure appartiene alla competenza primaria della Regione. Certo, la grande riviera adriatica fa da sé, ma c’è spazio per migliorare l’offerta e la promozione. Anche progettando ed operando in questo settore si diventa attori di politica estera. Serve anche una integrazione fra politica della cultura e della protezione ambientale e turismo, compreso quello di natura termale. Si può e si deve fare meglio a sostegno del turismo naturalistico ed escursionistico e per la valorizzazione dei parchi e delle riserve naturali, per i quali è essenziale garantire alle popolazioni del luogo un ruolo di protagonisti della tutela ambientale riguardata anche come fonte di sviluppo;

5.- Mi fermo qui, auspicando che su questi temi potremo giovarci di altri interventi. Serve in ogni caso recare un contributo per superare il livello di ordinaria amministrazione, spesso sinonimo di mediocrità, che è oggi il connotato della politica dei grandi partiti nella nostra regione. La sconfitta di Bersani, la scelta non entusiasmante della rappresentanza emiliana nel governo (penso alle vicende dei ministri Idem e Kienge) non appartengono alle pagine “gloriose” della nostra Regione. Brilla ora la stella di Graziano Delrio. Speriamo che le incombenze nazionali non lo tengano lontano dalla realtà e dalle esigenze di rinnovamento della sua regione.

Intanto le elezioni per il Parlamento europeo sono alle porte. Il nostro PSI, modesto come consenso elettorale, ma depositario della nobile tradizione del riformismo emiliano, può esercitare una funzione propulsiva, capace di mobilitare le energie migliori, scuotendo i grandi partiti dalla routine ed anche dai loro sonni ovattati di mediocrità. È tempo di guardare alto e lontano.
Buon lavoro, compagni!

Fabio Fabbri

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