mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Gavorrano. Doppia vittoria
del sindaco socialista
Pubblicato il 25-02-2014


Iacomelli_ElisabettaGavorrano è un Comune della Maremma grossetana, bellissimo borgo dalla storia antica, sede di un’importante miniera di pirite, la seconda in Europa, oggi vive di agricoltura e turismo. Domenica 23, nella Casa del Popolo, subito a ridosso del centro abitato, si è tenuta una festa inconsueta. Motivo del rendez-vous è stato infatti il reintegro nelle proprie funzioni del sindaco, l’avvocato socialista Elisabetta Iacomelli.

Ma perché questo reintegro? La prima spiegazione mi arriva da Alberto Parlanti, coniuge del Primo Cittadino.

“Tutto ha inizio – spiega – con le elezioni del 26 e 27 maggio 2013. All’appuntamento il centrosinistra giunge diviso malgrado i tentativi non riusciti del Segretario della locale sezione socialista, Rossana Galletti, di rimettere assieme i cocci. Così alle elezioni si presentano due liste di centrosinistra, il ‘Centrosinistra unito’ con PD, PSI, PDCI e la lista civica ‘Gavorrano democratica’, con candidato a sindaco Elisabetta Iacomelli, dall’altra il ‘Centrosinistra per Gavorrano’ composto da SEL, VERDI e la lista civica ‘Gente comune’ con candidato a sindaco, Massimo Borghi. Allo spoglio il risultato fu: Lista con Iacomelli 49,7%, Lista con Borghi 40% mentre la lista di centrodestra si fermava al 9,8%.

Beh, un risultato chiaro.
“La mia vittoria sembrava scontata e invece no – spiega la stessa Iacomelli – perché Borghi, facendosi forza di una sentenza del Consiglio di Stato, ricorreva al TAR eccependo l’irregolarità di autenticazione sulle firme raccolte, da parte di un Assessore Provinciale sulla base di una sentenza che aveva introdotto accanto al consueto limite territoriale anche un ulteriore ‘paletto’ legato alla pertinenza. Cioè, secondo il Consiglio di Stato gli Amministratori Provinciali potevano autenticare le sottoscrizioni solo per le elezioni della loro Amministrazione, cioè la Provincia, e non per quelle di altri livelli gestionali. Il TAR della Basilicata respingeva un ricorso analogo, mentre quello della Toscana accoglieva l’istanza di Borghi sia pur in modo parziale. Infatti il Tribunale Amministrativo, pur dichiarandomi decaduta da Sindaco, non dava il via alla sostituzione. Quindi comune commissariato”.

E allora?
“A questo punto siamo proponiamo ricorso al Consiglio di Stato che dà ragione ed io vengo reintegrata nel mio ruolo istituzionale. E non poteva essere che così visto che la sentenza d’origine, quella che ha portato al commissariamento, era successiva di cinque giorni alla scadenza del termine di presentazione delle liste e quindi successiva alle autenticazioni de quo”.

Quindi doppia vittoria…
“Ora partiamo davvero e subito cominciamo con i veri test che interessano la gente: il Parco minerario, il Regolamento edilizio, l’ambiente. Quanto ai rapporti con l’opposizione soccombente in giudizio, beh vedremo i comportamenti futuri. Certo non si è partiti col piede giusto, ma quattro anni sono lunghi … staremo a vedere”.

Mi guarda severo un Palmiro Togliatti scolpito in pietra accompagnato dalle parole: veniamo da lontano ed andremo lontano. Lontano non so, ma sicuramente nel PSE, dove Renzi condurrà una buona parte degli eredi del PCI. Se anche Gavorrano, già detta ‘La Stalingrado della maremma’ ha un Sindaco socialista, se anche il PD è pronto per fare i conti con il socialismo riformista europeo, sono i fatti che parlano da soli, è la Storia.
Fabrizio Manetti

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