giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Giornalisti, che ignoranti…
Pubblicato il 16-02-2014


Non è un’offesa. Dal verbo ignorare. In questi giorni ne ho sentite di tutti i colori, pronunciate e scritte da giornalisti che rappresentano televisioni e giornali importanti. Partiamo dalla questione della mancata elezione del premier. Renzi come Letta e Monti non sarebbe stato votato dagli elettori. E quando mai qualcuno lo è stato in Italia? Come è noto siamo in una repubblica parlamentare e non presidenziale e il presidente del Consiglio, che non è un premier, viene nominato sempre dal presidente della Repubblica. E non è neppure vero che qualcuno in passato sia stato designato dagli elettori. Non esiste la designazione del capo dell’esecutivo. Vi è solo una designazione implicita, col nome del leader della coalizione che generalmente figura nella lista del partito più grande. Per la verità nelle ultime consultazioni quello di Bersani non vi figurava neppure. Al massimo possiamo parlare dunque del candidato supposto…

Proseguiamo con il precedente della sostituzione di Letta. Anche il bravissimo Bruno Vespa dice una cosa errata. E cioè che la Dc cambiava i presidenti ogni volta che convocava un congresso. Se qualcuno mi riferisce il caso di un presidente del Consiglio cambiato con un voto a maggioranza di un organo della Dc, vuol dire che non conosco la storia. Semplicemente non esiste. La Dc cambiava i presidenti perché o si dimettevano da soli, certo anche su sollecitazione della maggioranza del suo partito, com’è il caso di Tambroni, o perché finivano sotto in Parlamento, vedasi i diversi governi De Gasperi, Moro, Rumor, o perché glielo imponevano i partiti alleati, com’è il caso di De Mita, logorato da Craxi. Il caso di Fanfani del 1987 fu solo un gioco parlamentare per sciogliere le Camere, quello di Pella del 1954, fu originato dalla famosa frase sul “governo amico”. Mai si era verificato il caso di un segretario che ha sostituito col voto della direzione il presidente del Consiglio del suo stesso partito. Continuo.

Tutti si stupiscono che Alfano abbia chiesto un tempo ragionevole per sciogliere le sue riserve. E cosa dovrebbe mai fare, lui che è determinante e può decidere della vita e della morte di Renzi? Regalargli un’intera legislatura gratis? Ma Alfano non è il capo di un partito di centro-destra? Logico che chieda di riflettere. Assurdo stupirsene. E che dire di coloro che hanno anche previsto una riduzione di ministri del Nuovo centrodestra? Alla fine potrebbero anche essere di più. Si paga la determinanza numerica. Soprattuto alla luce del mancato afflusso di voti vendoliani e forse anche grillini. E poi perché stupirsi delle parole di Berlusconi pronunciate in occasione dell’incontro con Napolitano? Perché mai Berlusconi avrebbe dovuto palar male di Renzi che non solo lo ha rilegittimato, prima di Napolitano, ma che lo ha considerato essenziale per produrre riforme elettorali e costituzionali? E su queste ultime, ma davvero i giornalisti non conoscono la Costituzione e non sanno che la legge per l’elezione del Senato è contemplata nell’articolo 57 che non si può modificare con legge ordinaria? E che dunque la legge costituzionale per la trasformazione del Senato è propedeutica alla nuova legge elettorale della Camera? Non si potrebbe indire un corso di cultura politica per i cronisti politici? È vero che la politica non è un mestiere. Ma una disciplina che deve essere imparata questo sì. In un mondo di dilettanti non si può essere professionisti solo nello stipendio…

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Commenti all'articolo
  1. Non è questione di ignoranza o di cultura.
    Qui si parla soltanto in funzione del potente da lisciare.
    O Renzi ha qualche “arma segreta” (ti ricordi gli ultimi fuochi della seconda guerra mondiale?) oppure è nelle mani di Alfano.

  2. Caro direttore
    Come ti dissi al congresso , tu saresti un ottimo segretario del partito., sapessi quante volte ho spiegato llla gente , che noi abbiamo un ” Presidente del Consiglio” che sta a significare ” Colui che presiede non colui che comanda “. ma come possiamo urlare nella testa della gente che no n si possono interpretare le notizie , le leggi pert porle al servizio del servilismo verso il presunto potente di turno????
    Coraggio Mauro contiamo su di te
    fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari . fed. di Torino

  3. Quando ero poco più di un ragazzo mi avvicinai al giornalismo. Ebbi un grande maestro, anche lui socialista: Ugo Ronfani. Collaborai, per qualche anno, all’inserto scientifico del quotidiano Il Giorno di cui Guglielmo Zucconi era direttore e Ronfani vice. I miei articoli erano belli e molto letti ma avevo il difetto di scrivere con il contagocce. Il motivo era che, prima di raccontare la storia di una ricerca, scoperta o invenzione volevo capire perfettamente ciò di cui scrivevo, fino a reinventarlo. Ugo mi rimproverava perché non avevo capito il mestiere del giornalista che era quello di raccontare e di far parlare gli altri con una prosa accattivante. Non era indispensabile approfondire per una letteratura che veniva bruciata nello spazio di un giorno. Oggi però le cose sono cambiate: c’è internet. Tutto quello che si scrive rimane ed è immediatamente accessibile a tutti in qualsiasi momento. Anche il mestiere del giornalista è cambiato e le giuste rimostranze di Mauro Del Bue sono in linea coi nostri tempi moderni e migliori.

  4. Ma sarà solo ignoranza oppure falsa informazione?
    I quotidiani più diffusi fanno politica. I loro opinionisti e i loro direttori dettano la linea politica. E la linea politica ha certamente un fine che spesso si palesa a giochi fatti.
    Caro Mauro, quanti leggono il tuo Avanti! ?
    Comunque, coraggio! Continua così e vedi di essere stimolo per il partito.

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