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Opinioni e commenti
 

Governo. Il vertice di maggioranza non scioglie i nodi
Pubblicato il 20-02-2014


Vertice maggioranzaPer Graziano Delrio, ministro per gli Affari regionali, il vertice di maggioranza «è andato benissimo». Eppure, a largo delle Fratte, il clima non sembra essere dei migliori. La composizione della squadra di governo sembra non essere un risultato così facile da portare a casa, soprattutto per quello che riguarda il nodo del ministero del Tesoro. Del resto, lo stesso Delrio si è affrettato a precisare che l’incontro tra i vertici dei partiti di maggioranza è servito a «una sintesi dei documenti portati da ogni singolo partito». Aggiungendo poi: «É evidente, tuttavia, che c’è una distanza di vedute tra le diverse parti come è accaduto ad esempio tra le richieste del Nuovo centrodestra i Socialisti sulle scelte riguardanti i temi etici».

Una distanza non di poco conto. «Non si tratta di capricci. La pervicacia socialista nel trattare diritti civili e diritti sociali non è una novità e soprattutto è in linea perfetta con gli orientamenti espressi dalla UE, sia nei deliberati del Parlamento che nei principi fondamentali cui le istituzioni comunitarie si ispirano», dice infatti Riccardo Nencini in riferimento all’incontro al quale ha partecipato il presidente dei deputati socialisti Marco Di Lello.

Dopo la riunione del vertice di maggioranza, infatti, riferendosi al dibattito in corso sui temi etici, il segretario socialista ha sottolineato di «temere che l’Italia sia nella posizione sbagliata» se «segue una strada diversa da quella di tutti gli Stati europei dove governi di destra e di sinistra, tenuto conto delle profonde trasformazioni sociali, approvano leggi in favore delle unioni civili, per valorizzare la scuola pubblica, per consentire il voto ai sedicenni».

Deciso sul tema dei diritti anche Marco Di Lello: «Le nostre proposte sui diritti civili, dallo ius soli al riconoscimento delle coppie di fatto, al divorzio breve, oltre che sulla nostra richiesta di nuovi investimenti nella scuola pubblica, hanno trovato ascolto nelle altre forze che sostengono il governo», ha detto il deputato socialista sottolineando che, in merito, «arrivano risposte incoraggianti». Il ruolo che Di Lello rivendica per i socialisti nel nuovo esecutivo è chiaro: «Saremo le sentinelle della laicità. Angelino Alfano e il Ncd evitino tatticismi inutili e soprattutto se ne facciano una ragione».

Nel frattempo aumenta la conflittualità dentro il PD con Pippo Civati che alza il tiro e ipotizza una possibile spaccatura: l’esponente democratico, infatti, ha detto di valutare insieme ai suoi se sussistano o meno le condizioni per appoggiare il nascente esecutivo aggiungendo che, nel caso in cui decidessero di non votare la fiducia, la spaccatura sarebbe inevitabile.

Anche dall’NCD nulla di rassicurante: «Non vogliamo all’Economia qualcuno affezionato a tasse, qualcuno che ritiene aumento tasse politica sviluppo. Priorità è diminuzione tasse», twitta Angelino Alfano, mentre Schifani sottolinea che «senza accordo sul programma non parliamo di Ministri». Pressing su tutti i fronti visto che Saccomanni rilancia: «Ci sono molte criticità nel programma di governo». Su tutti il Cavaliere che non poteva essere più esplicito: «Prepariamoci alle europee, ma dobbiamo essere pronti anche per le politiche che dovrebbero arrivare tra un anno». Insomma, nuvole nerissime su Palazzo Chigi.

E, mentre cresce la curiosità rispetto alla squadra che Renzi riuscirà a mettere in piedi dopo le difficili negoziazioni, sul fronte dei sondaggi arriva una doccia fredda per il Presidente del consiglio incaricato. Secondo quanto emerge da un sondaggio Tecnè, infatti, il PD sarebbe in discesa a fronte di un guadagno dei penta stellati. Stabile il partito di Berlusconi. Per quello che riguarda le coalizione lo scenario non sarebbe molto diverso: trend negativo per quella di centrosinistra, ma anche per quella di centro-destra, che però mantengono le due prime posizioni con un distacco crescente (7 per cento) a vantaggio del raggruppamento di Berlusconi. Il movimento di Grillo, naturalmente, si attesta in terza posizione, separato di oltre 14 punti dal centrodestra pur essendo l’unico, insieme a Sel, a guadagnare. Su tutti incombe la crescita dell’area degli incerti/non voto: ormai ne farebbe parte circa un italiano su due.

RdA!

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