mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

NO DEI SOCIALISTI AL “BR”
Pubblicato il 04-02-2014


Socialisti-Legge-Berlusconi-Renzi

«Il rischio è che il centrosinistra, che con Matteo Renzi ha preso l’iniziativa della modifica della legge elettorale se non si dà una coalizione credibile, finisca per non essere competitivo alle prossime elezioni». Una preoccupazione seria quella che ha espresso il segretario del PSI, Riccardo Nencini, che ha riunito la segreteria socialista nella sede di via Santa Caterina da Siena. Un allarme che trova riscontro nelle parole del presidente Romano Prodi che, secondo quanto riportato in un articolo del Secolo XIX, ha paragonato il piano del giovane Renzi alla “brillante” operazione veltroniana del 2008. Per il Professore, infatti, l’operazione di Renzi sulla legge elettorale rischia «non solo di resuscitare Berlusconi, ma di farlo vincere, che è molto peggio». Un rischio che l’ex primo ministro vede annidarsi soprattutto nella “vocazione maggioritaria” del PD è che, per la tanto sbandierata voglia di vincere, vera e propria litania del segretario democratico, si vada a tagliare fuori quella parte importante della realtà socialdemocratica, liberale e riformista italiana che non necessariamente si identifica nel “contenitore” democratico.

Proprio rispetto a questo aspetta centrale del futuro politico dell’Italia, il segretario socialista afferma che «con o senza una nuova legge elettorale urge la formazione di una coalizione della sinistra riformista». Nell’analisi di Nencini «se c’è già un leader, manca invece una cornice credibile che renda la sinistra italiana competitiva alle prossime elezioni politiche». Per questo, il leder del PSI propone di «aprire il cantiere con il Congresso del  Pse a Roma. Siccome in Europa l’alleanza tra socialisti e liberaldemocratici è nei fatti, siano il PD e il PSI a invitare al congresso del PSE sia Scelta Civica che SEL, si discuta allo stesso tavolo e si assuma un impegno per il futuro a cominciare dalla legge elettorale. Comprendo il testa a testa con Berlusconi, non capirei l’assenza di una valutazione comune con quei partiti con i quali si stanno preparando le elezioni amministrative».

Per Nencini, infatti, «in molti Paesi europei siamo di fronte a coalizioni di governo che possono essere riassunte in tre tipi diversi: i governi di solidarietà nazionale, come nei casi tedesco, austriaco e italiano». Poi i «governi figli di maggioranze elettorali schiaccianti come quello di Cameron che governa nel Regno Unito» e, infine, «i governi che possiamo definire di centrosinistra con le forze socialiste alleate con liberaldemocratici». Proprio la direzione che Nencini e la segreteria socialista indicano: «Noi bisogna rafforzare in Italia la collaborazione tra sinistra riformista e forze liberaldemocratiche».

Come fare? Per Nencini l’occasione del congresso del PSE che si terrà a Roma e viene organizzato in collaborazione tra PD e PSI, rappresenta la possibilità di aprire un «cantiere», invitando «come osservatori sia SEL che Scelta Civica con cui, pur avendo loro candidati alla Commissione europea diversi da Schulz, è possibile allearsi in Parlamento per eleggere alla presidenza il più favorito che spero sia Schulz. Il dialogo tra socialisti liberaldemocratici può essere rilanciato a partire dall’Italia».

Tornando sulla legge elettorale, Nencini ribadisce di essere molto preoccupato «che sia Berlusconi a urlare vittoria. È una possibilità che può scaturire dalla proposta di legge così come presentata». Se la proposta di legge non viene modificata, infatti, questa finisce per «offrire sono troppi vantaggi alla destra, tra i quali il “salva Lega” che rientra nel novero dei regali fatti a Berlusconi così come la soglia per accedere al premio eccessivamente bassa».

Significa che il PSI non voterà la legge se non fosse emendata? «La nostra preoccupazione è quella di fare una buona legge elettorale, non di far saltare l’accordo a due perché ci sono buone ragioni per sostenere che questa non è la migliore tra le leggi elettorali possibili». Un’alternativa, per Nencini potrebbe essere, ad esempio, «una legge con collegi uninominali piccoli».

Su questo e su altri punti, il segretario socialista ha detto che si sta «lavorando ad un blocco di emendamenti già presentato alla Camera. Non mettiamo un limite alle sorprese», aggiunge. Una battaglia che verrà «sostenuta con le altre forze politiche che si trovano nella nostra condizione e con cui stiamo costruendo un’unità di intenti».

La segreteria ha poi deliberato una serie di incarichi di lavoro, confermando tra gli altri, Mauro Del Bue alla direzione di questa testata.
Questi gli altri incarichi: Maria Cristina Pisani portavoce, Bobo Craxi responsabile internazionale, Luca Cefisi responsabile dei  rapporti con l’Internazionale socialista e con il Pse. Per quanto riguarda le aree d’inziativa a Silvano Rometti è stata affidata la responsabilità delle Autonomie locali, ad Angelo Zubbani le Istituzioni e le relazioni pubbliche. Enzo Maraio, Luciano Bacchetta e Giovanni Papasso alla Consulta degli amministratori socialisti.
La segreteria ultimerà il conferimento degli incarichi di lavoro una volta conclusi i congressi locali e regionali, con l’obiettivo di coinvolgere l’intero partito.

Roberto Capocelli

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Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Stiamo ragionando ancora come se si dovesse fare una legge elettorale a vantaggio di qualcuno o contro quell’altro. Non concordo su questo, credo che Renzi stia mettendo italiani di fronte alle loro responsabilità. Renzi ha coraggio, ha capito che l’agenda riformista può favorire la sinistra, e quando mai dopo gli anni, nostri, della Grande Riforma, qualcuno aveva risollevato il tutto con impegni e scelte, calendarizzate in Parlamento. Caro Segretario, hai la mia completa riconoscenza ma il tuo discorso sulla alleanza riformista non è mai stata accettata prima e tu sai perché. Dove vuoi andare con Di Pietro, Vendola (vero e proprio statalista, niente di liberale) e i piccoli partitini comunisti, verdi, ecc. La realtà è che, ancora una volta, dobbiamo aspettare come uscirà la legge elettorale, poi si vedrà, ma l’ala massimalista del PD esiste ed è con questa che si dovrà fare i conti. Aspettiamo le scelte di Renzi.

  2. Il problema è governare coi voti, cioè democraticamente. Qui si vuole vincere senza prendere la maggioranza. In quale paese esiste una legge che fissa la vittoria al 37 per cento e la sconfitta al 63?

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