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Opinioni e commenti
 

IL CANDIDATO SOCIALISTA
Pubblicato il 27-02-2014


Schulz«Mi piace considerare l’ingresso del PD nel PSE come la prima tappa per costruire anche in Italia una sinistra riformista con una forte ispirazione europea, né tentata dal grillismo né dalla sinistra radicale». Così il segretario del Psi, Riccardo Nencini, ha commentato la prossima apertura dei lavori del congresso del Partito dei Socialisti Europei (PES), che lancerà la candidatura socialista di Martin Schulz alla Presidenza della Commissione Ue, in vista delle elezioni europee di fine maggio. L’appuntamento è per venerdì 28 febbraio e sabato 1 marzo a Roma presso il Centro Congressi dell’EUR. Nencini ha annunciato che «Renzi parteciperà assieme a noi ai vertici del socialismo europeo, quarto Presidente del Consiglio italiano».

Il manifesto per le elezioni europee è dunque pronto e aspetta solo il sigillo del Congresso per essere presentato il primo marzo prossimo. «Con il manifesto proponiamo una nuova visione della Ue – ha detto il presidente del Pse, Sergei Stanishev – negli ultimi 10 anni ci siamo opposti a Barroso. Le loro risposte alla crisi economica hanno creato una crisi sociale. Noi chiediamo un grande cambiamento». E il segretario generale del Pse, Achim Post, ha aggiunto: «Con il manifesto i partiti socialisti potranno spiegare ai loro elettori come vogliamo dare un impatto positivo alle loro vite».

Per la prima volta un manifesto sottoscritto anche dal principale partito della sinistra italiana, il PD, che si prepara ad entrare nella famiglia socialista europea.

Certo, il segretario Renzi si è affrettato a dire che il nome del PES dovrà cambiare per accontentare la compagine italiana, includendo la parola democratico. Compagine italiana che, infatti, si è presentata non unanime rispetto alla scelta. «Mi troverò in un’eccezionale solitudine, confido quindi nella vostra cortesia» è stato l’esordio di Beppe Fioroni che, intervenendo alla direzione del Pd, annuncia la «formalizzazione» del suo «netto dissenso» all’adesione dei Democratici al PSE. Un’adesione che, secondo Fioroni, avviene con una procedura troppo «semplificata» che non tiene conto «di dettagli essenziali e decisivi».

Voci fuori dal coro a parte, come ha ricordato il segretario socialista Nencini, il Congresso, forte del’adesione DEM al PSE, rappresenta «un’ottima occasione per chiedere assieme a Schulz il rispetto dei cardini della Carta di Lipsia a partire dagli Eurobond e dall’armonizzazione delle politiche fiscali ed economiche dell’Unione».

Nella famiglia dei socialisti europei, dunque, la discussione sul piano politico e programmatico in vista delle elezioni di maggio è già ad un livello avanzato ed esprime una forte spinta al superamento delle politiche dell’austerity e del rigore con una forte attenzione verso i temi dell’immigrazione. I partiti che aderiscono al PES sono concordi nel sostenere la ripresa economica attraverso interventi che mirino al lavoro e a diverse politiche fiscali.

Alle europee di maggio i socialisti dovranno affrontare i concorrenti, da Alexis Tsipras all’estrema sinistra, fino a Ska Keller e Josè Bové per i Verdi, passando per Guy Verhofstadt per i liberali, Marine Le Pen per l’estrema destra e probabilmente Jean Claude Juncker per i popolari. Ci sono poi i partiti euroscettici, per lo più non collegati tra loro.

In occasione del Congresso del PES, la rivista Mondoperaio diretta da Luigi Covatta ha presentato un numero speciale ricco di interventi di alto livello tra i quali quello dello stesso candidato alla Presidenza della Commissione Europea, Martin Schulz.

RdA!

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Commenti all'articolo
  1. Evento romano che ha un’importanza vitale per un’Europa che da troppo tempo ha avuto una tendenza verso destra ed è di buon auspicio l’adesione del PD al PSE. Forse è prematuro, ma ancora molti italiani vedono l’Europa come un qualche cosa di lontano ed oppressivo per l’autonomia dei popoli. In effetti in questi anni non sempre ha dato quei segnali di sviluppo che molti si aspettavano, anzi la recessione viene sempre più considerata la causa delle scelte di rigore europea, solo però per i paesi mediterranei, quindi c’è qualche cosa che è mancato. Effettivamente si è sempre più perseguita l’unità economica nella mancanza totale dell’Europa politica e dei popoli. I socialisti devono essere più che soddisfatti della scelta politica del maggior partito della sinistra di adesione al PSE, un po’ meno per la situazione dei socialisti in Italia, anche se, a mio avviso, con questa assemblea si potranno avere delle ricadute positive per il nostro partito. Ancora però, da parte della nostra dirigenza, non vengono prefissati degli obiettivi chiari per il nostro futuro prossimo e sembra quasi di vivere in un limbo da cui non si riesce ancora a capire se andremo sù o giù e con chi. Qualche cosa di più dovrebbe essere detto ai militanti che giornalmente operano in situazioni difficili e che faticano a dare risposte concrete sul nostro futuro. Con qualsiasi legge elettorale e con le nostre liste, noi avremo serie e concrete difficoltà ad entrare in Parlamento, ma l’alternativa ancora non è chiara per noi della base.

  2. Il male storico stà nel considerare l’Europa monetaria il collante perenne. Solo chi non vuol vedere la realtà dice che esiste un’Europa unita. La realtà è che l’Europa somiglia sempre di più a una sorta di “consiglio d’amministrazione” dove i componenti sono a loro volta delegati di altri consigli d’amministrazione con i propri interessi. La matematica non può essere un’opinione. Ci sono paesi e gruppi finanziari che vengono favoriti mentre altri paesi vengono messi in ginocchio. Probabilmente la socialdemocrazia mitteleuropea ha una sua storia diversa che vive in un contesto diverso dai paesi mediterranei (alcuni dei quali, come Spagna, Grecia e Portogallo, usciti dalle dittature solo verso la fine del secolo scorso). C’è poi la grandissima contraddizione che vede Regni, Repubbliche, Principati e Statarelli uniti senza una Costituzione…..ma forse proprio per il loro essere una Costituzione non potrà mai esserci.

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