martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il governo secondo Matteo
Pubblicato il 17-02-2014


Napolitano ha incaricato Renzi. Com’era naturale, essendo egli il candidato ufficiale del suo partito. Renzi ha accettato con riserva. Ha iniziato gli incontri per formare programma e squadra di governo. Sappiamo che lo scoglio è l’atteggiamento del Nuovo centrodestra che deve essere adeguatamente retribuito per poter accettare di diventare forza determinante di un governo presieduto dal segretario del maggior partito di centro-sinistra. Tuttavia alla fine il governo si farà. È interesse di tutti. È interesse del Nuovo centrodestra che non può tirare troppo la corda col rischio di provocare elezioni anticipate con il Costituzionatellum, col rischio di perdere ogni funzione politica e di vedersi subito assorbito da chi ha definito i suoi esponenti “utili idioti”.

Non è interesse di Berlusconi, che si è visto, forse anche inaspettatamente, proiettato ancora sulla scena politica con un ruolo da protagonista proprio grazie a Renzi. E che nutre per il presidente del Consiglio incaricato notevole stima. Basterebbero le dichiarazioni di Bondi e soprattutto di Carlo Rossella che ha paragonato Renzi niente di meno che a Machiavelli e a Pico della Mirandola. Non è interesse di Scelta civica che vive fin che vive la legislatura e nemmeno della Lega e dei grillini che possono fare dello scempio istituzionale che reclamano la loro ragione ulteriore di vita al pari di Fratelli d’Italia. Ma non lo è soprattutto per gli oppositori di Renzi dentro il Pd. Se escludiamo Civati, gli altri attendono con ansia il suo cadavere, prima dentro il partito (già si parla di una possibile segreteria Fassino con la O) e poi magari anche a Palazzo Chigi, dove però Matteo deve assolutamente arrivare. Ma credo che a questo punto non sia interesse dell’Italia. Portare il Paese subito alle urne non risolverebbe nulla. Con questa legge elettorale al Senato difficilmente qualcuno potrebbe avvalersi di una maggioranza. E la situazione economica tenderebbe al peggio, dopo i timidi segnali parzialmente positivi degli ultimi mesi.

Più difficile immaginare che davvero Renzi riesca a centrare i suoi colpi. Subito Italicum e poi legge sul lavoro, riforma della pubblica amministrazione e il fisco, nel giro di tre mesi. Come una girandola di fuochi artificiali. Si renderà conto di non essere Mandrake e neppure Pico della Mirandola. E di quanto sia difficile oggi governare. Poi certamente avrà qualche pensiero più affettuoso per Letta. Certo se Renzi nei prossimi tre mesi riuscisse davvero a fare quel che dice nessuno più si ricorderà di come ha trattato il povero Letta. Se invece non ci riuscirà nel suo conto verranno messe non solo le cose non fatte ma anche il suo colpo di mano iniziale. Altro che Enricostaisereno…

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Commenti all'articolo
  1. Non è interesse neanche del nostro PSI perchè abbiamo bisogno di tempo per crescere e riorganizzarci. Le condizioni a mio avviso ci sono tutte perchè ultimamente ho ritrovato tanti socialisti che, ancora oggi, stanno alla finestra, basterebbe un po’ d’impegno di più da parte di tutti e dar loro un po’ di fiducia così potremo giocare con le nostre forze.

  2. Anche oggi leggiamo sulla stampa che due socialisti uno del nuovo ed uno del vecchio psi sono stati arrestati per tangenti, insomma vogliamo dire qualche cosa anche su questo, il Cittadino onesto quando gli si prospetta la possibilità di un ritorno ad avere fiducia del psi poi succedono queste cose ritorna ancora sulle posizioni ma voi quando imparerete ad essere socialisti onesti???

  3. salve,
    ma qualcuno può darmi gentilmente info sulle attività della sezione di firenze? giusto per rimanere in tema renzi…
    no perchè non si trova niente su internet, niente siti ufficiali nè pubblicità di attività. da questo punto di vista, se posso permettermi, la riorganizzazione del partito pare tutta in salita!
    grazie
    danilo

  4. Se Matteo Renzi fosse Macchiavelli allora si comporterebbe da vero principe circondandosi di alte personalità, tecnici come architetti, letterati, filosofi e militari e le sue mosse dovrebbero essere così astute da prevedere ogni mossa “nemica” e anticiparla. Se Matteo Renzi fosse Pico della Mirandola saprebbe la Divina Commedia a memoria, avrebbe un cultura ampia e approfondita su temi universali e scriverebbe le 900 tesi, non sulla filosofia o sulla religione, ma sul possibile dialogo fra le quasi estinte ideologie, per infine metterle d’accordo.

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