mercoledì, 22 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Inps, Apsi e incentivo per l’auto imprenditorialità
Pubblicato il 03-02-2014


In via sperimentale, per ciascuno degli anni (2013 già trascorso), 2014 e 2015, il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell’indennità Aspi può richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento pari al numero di mensilità non ancora percepite:

– al fine di intraprendere un’attività di lavoro autonomo;

– per avviare un’attività in forma di auto impresa o di micro impresa;

– per associarsi in cooperativa;

– per sviluppare a tempo pieno un’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente la cui cessazione ha dato luogo alla prestazione Aspi o mini – Aspi (art. 1, DM 29 marzo 2013).

Tale possibilità è riconosciuta nel limite massimo di 20 milioni di euro per ciascun anno a valere sulle risorse del Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell’incremento in termini quantitativi e qualitativi dell’occupazione giovanile e delle donne. La liquidazione della prestazione è effettuata dall’Inps. Per la determinazione dei limiti, condizioni e modalità di tale intervento è stata necessaria l’emanazione di un apposito decreto ministeriale (Inps, circ. 142/2012). I lavoratori che intendono avvalersi della liquidazione in unica soluzione della prestazione devono trasmettere telematicamente all’Istituto di previdenza un’apposita istanza recante la specificazione circa l’attività da intraprendere o da sviluppare. La domanda dovrà essere corredata dalla documentazione comprovante ogni elemento che attesti l’assunzione di iniziative finalizzate allo svolgimento dell’attività che dà titolo all’erogazione. Nei casi in cui, per l’esercizio di tale attività, sia richiesta un’espressa autorizzazione ovvero iscrizione ad albi professionali o di categoria, dovrà essere documentato il rilascio dell’autorizzazione ovvero l’iscrizione agli albi medesimi. Per quanto concerne l’attività di lavoro associato in cooperativa, dovrà essere certificata l’avvenuta iscrizione della cooperativa nel registro delle società presso il tribunale, competente per territorio, nonché nell’Albo nazionale degli enti cooperativi. In tutte le ipotesi di fruizione dell’indennità Aspi o mini-Aspi, se il lavoratore, associandosi ad una cooperativa già esistente o partecipando alla costituzione di una nuova cooperativa, instauri un rapporto di lavoro subordinato, la liquidazione della prestazione per le mensilità spettanti, ma non ancora percepite compete alla cooperativa o deve essere conferita dal lavoratore al capitale sociale della cooperativa (art. 3, Dm 29 marzo 2013).

La richiesta di accesso all’operazione deve essere inoltrata entro i termini di fruizione della prestazione mensile Aspi e mini-Aspi e, comunque, entro 60 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o dell’associazione in cooperativa. Importante, l’indennità economica anticipata dovrà essere restituita, nel caso in cui il lavoratore instauri un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo spettante di trattamento corrisposto in forma anticipata. Il lavoratore dovrà, pertanto, dare formale comunicazione scritta dell’avvenuta assunzione alla Sede territoriale dell’Ente assicuratore che ha liquidato l’anticipazione medesima, entro 10 giorni dall’inizio dell’attività dipendente.

Inail, rinviato al 16 maggio il termine di pagamento assicurazioni infortuni 

Rinviato al 16 maggio il termine per il pagamento dell’assicurazione infortuni. Ad annunciarlo in una apposita nota è stato direttamente l’Inail. La legge di stabilità, è stata riportato nell’informativa, ha ridotto per il 2014 i premi e i contributi a carico dei soggetti tenuti all’obbligo assicurativo per un importo complessivo di 1 miliardo di euro in relazione all’andamento infortunistico aziendale. La misura percentuale dell’agevolazione e i soggetti beneficiari saranno individuati con uno specifico decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali emanato di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze su proposta dell’Inail. L’Istituto sta intanto provvedendo all’elaborazione degli andamenti infortunistici di ciascuna azienda ai fini dell’adozione della predetta decretazione. Per la rapida applicazione del beneficio, in attesa del citato provvedimento e per consentire i necessari adeguamenti dei software gestionali, i ministri dell’Economia e del Lavoro hanno preannunciato quindi il differimento al 16 maggio 2014 della data di scadenza dell’autoliquidazione.

Sono posticipati alla stessa data i pagamenti dei premi speciali non soggetti all’autoliquidazione con date di scadenza antecedenti al 16 maggio 2014. L’onere del differimento è interamente a carico dello Stato. La positiva ricaduta della proroga è duplice: da un lato consente alle imprese di beneficiare pienamente della riduzione del costo del lavoro nel corso del 2014 senza bisogno di successivi conguagli, dall’altro migliora le condizioni di liquidità delle imprese stesse. L’Inail provvederà quanto prima a comunicare le necessarie istruzioni operative per l’applicazione della riduzione.

Per una comunicazione più diretta: l’agenzia delle entrate sbarca su Twitter

Dopo il canale YouTube, creato poco più di un anno, fa l’Agenzia delle entrate apre una nuova finestra di comunicazione in tempo reale con i cittadini, per consentire aggiornamenti, anche via mobile, sulle novità e le scadenze del fisco. L’Agenzia infatti approda su Twitter con l’obiettivo di ridurre al minimo le distanze che tradizionalmente separano amministrazione e cittadini. Come il canale YouTube anche questa nuova iniziativa – si sottolinea in una nota – è stata realizzata in house, a costo zero.

Previdenza complementare: i fondi di categoria meglio di quelli individuali

I fondi pensione di categoria o negoziali chiudono il 2013 con rendimenti di tutto rispetto, superiori al 5,7% da fine 2012, ossia oltre tre volte la rivalutazione del trattamento di fine rapporto (Tfr) e oltre quattro volte quello dell’inflazione. Il dato è particolarmente rilevante se si confronta con il risultato 2013 delle linee individuali: l’analisi dei fondi pensione aperti registra performance finanziarie meno incoraggianti, con rendimenti vicini all’1,7% e con una frenata rilevante nella seconda parte del 2013, che ha riguardato in particolare le linee a maggior componente azionaria. Circostanza che non ha interessato le forme collettive, che sui comparti più aggressivi ottengono rendimenti spesso a doppia cifra. E’ la conferma che una governance attiva in materia di gestione finanziaria può fare la differenza.

Da segnalare che non tutti i fondi negoziali hanno pubblicato sul proprio sito web i valori quota relativi al mese di dicembre, per cui qualche discostamento del dato è possibile. Tuttavia il trend è evidente, soprattutto per quanto concerne la capacità dei fondi pensione di relazionarsi con i gestori cui affidano i mandati di gestione e con cui dialogano (a volte anche in modo serrato) per ottenere performance adeguate; e mantenere bassi i costi, che incidono negativamente sui rendimenti. La conferma viene dai risultati di alcune linee garantite, talvolta non troppo lontane da quelli dei comparti bilanciati.  Per quanto riguarda i fondi aperti resta positivo il bilancio a 3 anni 8,02%, mentre se si calcola la variazione delle quote a partire dall’inizio del 2007 – ossia dalla riforma del Tfr – il rialzo è del 9,78%. Che si traduce in un +1,39% medio annuo: risultato poco esaltante, in linea di massima, ma nemmeno disastroso se si tiene conto che in questi sette anni è esplosa la peggiore crisi finanziaria degli ultimi 90 anni (che non mostra di esser davvero finita).

Inps,  Mastrapasqua si è dimesso

Mastrapasqua alla fine ha lasciato. Il presidente dell’Inps, indagato dalla Procura di Roma per una presunta truffa ai danni dello Stato nel suo ruolo di direttore generale dell’Ospedale israelitico, ha  consegnato le sue dimissioni al ministro del lavoro, Enrico Giovannini, che le ha accettate. La sua, ha commentato a caldo il premier Enrico Letta, è “una scelta saggia” che “ha colto l’iniziativa dell’esecutivo: non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività”. Ora si è di fatto aperta la corsa alla successione, con l’ex ministro del lavoro Tiziano Treu considerato il candidato più accreditato. Mastrapasqua ha pagato il conflitto di interessi fra le innumerevoli, fino a 25, cariche pubbliche e private che ha ricoperto negli ultimi anni.

La magistratura della capitale sta ora indagando sia sul presunto giro di false cartelle cliniche dell’Ospedale israelitico al fine di ottenere rimborsi gonfiati dal servizio sanitario nazionale, sia sulle operazioni di compensazione che lo stesso presidio ospedaliero ha fatto dal 1993 in poi tra i crediti vantati nei confronti delle Asl e i debiti previdenziali dovuti verso l’Inpdap, oggi confluito nell’Inps. Il Governo, almeno formalmente, ha ringraziato il manager per il suo operato alla guida dell’Ente previdenziale. “Voglio dare atto del suo lavoro in questi anni, fatto in modo corretto”, ha evidenziato il presidente del Consiglio, ricordando passaggi importanti quali l’unificazione tra Inpdap e Inps. E anche Giovannini, nell’esprimere “anche a nome di tutta la compagine governativa, apprezzamento per la sensibilità dimostrata” da Mastrapasqua lo ha ringraziato “per l’attività svolta in questi anni per il rinnovamento dell’Inps e il complesso processo di riorganizzazione dell’Istituto derivante dall’incorporazione dell’Inpdap e dell’Enpals”.

Di certo, però l’accelerazione impressa da Letta ha inciso in maniera determinante sulla decisione assunta da Mastrapasqua. L’esecutivo, infatti, ha stabilito di accelerare il processo di ridisegno della governance dell’Inps e dell’Inail e ha varato un apposito disegno di legge per disciplinare l’incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali, prefigurando, per quelli di particolare rilevanza, un regime di esclusività, volta a prevenire situazioni di conflitto d’interesse. E lo stesso premier, proprio riferendosi alla norma recentemente deliberata dal Consiglio dei Ministri, è tornato ad auspicare che per il nuovo assetto “ci sia un’opportuna velocizzazione dei tempi”.

Del resto, l’esigenza condivisa da tutte le posizioni espresse in queste ore, sia sul fronte politico sia su quello sindacale, è esattamente quella di voltare pagina. Netta pure la posizione del M5S, che ha ritenuto le dimissioni, un atto obbligato”e comunque tardivo”, “soltanto il primo passo di quello che deve essere il riscatto e il rilancio dell’Ente assicuratore”. Per la governance dell’Inps, il presidente della Commissione lavoro della Camera Cesare Damiano, ha proposto di “adottare la proposta di legge del Partito Democratico presentata già un anno fa. In essa si prende a riferimento il ‘sistema duale’ che assegna alle parti sociali compiti di sorveglianza sull’Istituto. Su questo punto Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un avviso comune nel 2012”. Intanto, è partita ufficialmente la corsa alla presidenza dell’Istituto previdenziale.

Le dimissioni di Mastrapasqua, consegnate al ministro del lavoro Enrico Giovannini, accelerano un processo già in moto negli ultimi giorni, quando l’ipotesi di un passo indietro si era fatta più concreta. Il profilo del prossimo numero uno dell’Inps, secondo quanto  trapela, pare quello di una figura ‘politica’ che possa svolgere un ruolo di garanzia e il nome di Tiziano Treu, ex ministro del lavoro, sembra quello più accreditato. In campo ci sono anche le candidature di altri due ex ministri del lavoro, Maurizio Sacconi (Ncd) e dello stesso Cesare Damiano (Pd). Entrambi titolari di importanti incarichi parlamentari, rispettivamente alla presidenza delle commissioni lavoro di Senato e Camera, lascerebbero però libera la loro attuale poltrona, aprendo un problema politico per la sostituzione in una fase già difficile per gli equilibri all’interno della maggioranza. Sacconi, da parte sua, ha già smentito: “In relazione ad alcune disinformate fonti che mi considerano un candidato o candidabile alla guida dell’Inps preciso di non essere né l’uno né l’altro”.

In piena trasformazione della governance degli enti previdenziali, su cui per altro il governo intende velocizzare, come ribadito ulteriormente pure in questi giorni, appare meno probabile una scelta più tecnica. Quale sarebbe il ricorso a un manager come Massimo Sarmi, il cui nome è stato fatto anche per la presidenza di Telecom e che comunque è impegnato nella partita Poste-Alitalia, o anche il ricorso alla promozione di una risorsa interna, come quella del direttore generale Mauro Nori. Antonio Mastrapasqua era presidente dell’Inps dal luglio 2008. Il suo incarico era stato rinnovato dal decreto legge Salva-Italia fino al 31 dicembre 2014 per guidare la fusione in Inps di Inpdap ed Enpals (soppressi dallo stesso decreto). La nomina a presidente dell’Inps segue l’incarico di consigliere di amministrazione per i precedenti quattro anni (2004-2008). Dal luglio al dicembre 2008 è stato commissario straordinario del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps. Per poco più di un anno (ottobre 2008 – novembre 2009) è stato presidente del Comitato di settore degli Enti pubblici non economici (Epne).

Rappresenta l’Inps nella partecipata Equitalia, come vicepresidente, ed è arrivato a ricoprire fino a 25 incarichi in aziende pubbliche e private, tra cui quello di direttore generale dell’Ospedale israelitico di Roma. Classe 1959, sposato, padre di un figlio. E’ stato definito ”un manager privato in prestito alla Pubblica Amministrazione”. Ha conseguito la laurea in Economia e commercio presso l’Università degli studi di Roma ‘La Sapienza’. E’ titolare dello Studio Mastrapasqua di Roma ed è iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma, al Registro dei Revisori Contabili e all’Ordine Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti. Ha svolto per gruppi industriali e di servizi interventi di risanamento aziendale seguendo gli aspetti finanziari, organizzativi e societari. Nel corso dell’attività professionale ha effettuato lavori di revisione, di natura contabile e fiscale e ha svolto consulenza di carattere tributario e societario nei confronti di aziende industriali o di servizi, di società ed enti pubblici e privati.

Carlo Pareto

  

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento