lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Inps, commercianti: torna l’indennizzo
Pubblicato il 26-02-2014


Nel settore del commercio tornano gli aiuti numerari per chi cessa l’attività. La originaria norma che prevedeva l’indennizzo per il triennio dal 1996 al 1998 è stata più volte prorogata e viene, ora, ripristinata fino al 31 dicembre 2016. Una misura fortemente voluta dalla Confcommercio, vista la persistente crisi del settore. La prestazione infatti funziona come un vero e proprio ammortizzatore sociale, e serve ad accompagnare fino alla quiescenza coloro che lasciano definitivamente l’attività. In pratica la riconsegna delle licenze al comune potrà consentire di percepire dall’Inps, per il periodo intercorrente dalla chiusura fino alla data della pensione di vecchiaia, una somma di circa 500 euro al mese. L’intervento è finanziato con un contributo dello 0,09 per cento a carico dei commercianti, che sarebbe andato in scadenza al 31 dicembre 2014 e che viene anch’esso prorogato al 31 dicembre 2018.

Le richieste di ammissione al beneficio previdenziale dovranno essere presentate entro il 31 gennaio del 2017. La previsione è contenuta nel comma 490 della legge di stabilità 2014, che interviene modificando l’articolo 19-ter del decreto-legge n. 185/2008 convertito in legge n. 2 del 28 gennaio 2009 ( c.d. decreto anti-crisi). Destinatari del provvedimento sono in particolare: i titolari di attività commerciali al minuto in sede fissa o loro coadiutori ( a nulla rilevando la eventuale somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; i titolari di attività commerciali su aree pubbliche o loro coadiutori; gli esercenti di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; gli agenti e rappresentanti di commercio.

Per accedere all’operazione devono essere perfezionati alcuni precisi requisiti che consistono in: aver compiuto 62 anni di età se uomo o 57 se donna, al momento della cessazione (secondo l’interpretazione seguita dai Ministeri vigilanti ed enunciata espressamente dall’Inps con il messaggio n. 9656 del 13 giugno 2013) fino all’età massima di 66 anni e 6 mesi per gli uomini e 61 anni e 6 mesi per le donne (sempre che non si consegua, prima di tali limiti, la decorrenza del trattamento pensionistico). A questo proposito non può non osservarsi la distonia fra la finalità dell’indennizzo (accompagnare il commerciante in crisi economica fino al momento della quiescenza) e la soglia indicata dai Ministeri, assai lontana dal dato anagrafico occorrente che dall’1.1.2014 vale per il pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici autonome (64 anni e 9 mesi); al momento della cessazione il soggetto deve essere iscritto alla gestione speciale commercianti dell’Inps da almeno cinque anni; l’attività deve essere terminata in maniera definitiva; le licenze per l’esercizio commerciale devono essere restituite al comune.

Con riferimento al contributo obbligatorio dello 0,09 per cento a carico dei commercianti; va evidenziato che anch’esso viene differito al 31 dicembre 2018, ed è posto a carico degli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali presso l’Inps, in aggiunta ai contributi previdenziali dagli stessi dovuti. Per ottenere l’erogazione dell’assegno in questione, sono quindi necessari: la chiusura definitiva dell’attività commerciale; la consegna dell’autorizzazione per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (nel caso in cui quest’ultima sia esercitata congiuntamente all’attività di commercio al minuto); la cancellazione del titolare dell’attività dal Registro delle imprese presso la Camera di commercio competente; la cancellazione del titolare dal registro degli esercenti il commercio per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; la cancellazione dal ruolo provinciale degli agenti e rappresentanti di commercio. Importante, l’indennizzo è incompatibile con l’esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato ed è pertanto revocato a far data dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale sia stata ripresa l’attività lavorativa sia essa dipendente che autonoma, circostanza che deve essere segnalata dall’interessato entro trenta giorni dalla ripresa. L’importo dell’indennizzo – come detto – è pari al trattamento minimo di pensione spettante ai commercianti iscritti alla gestione ed il periodo in cui viene riscosso è riconosciuto figurativamente ai fini del diritto e della misura al trattamento pensionistico.

Inail, evasione ed elusione nel mirino dell’istituto

Indirizzare l’attività di vigilanza verso settori di attività e imprese che presentano indicatori di rischio di evasione o elusione contributiva e del probabile impiego di lavoro nero. È questo l’approccio che negli ultimi anni ha consentito alla business intelligence dell’Inail, attraverso il ricorso a strumenti tecnologici e all’incrocio delle informazioni presenti in banche dati interne ed esterne, di ottenere risultati importanti, anche a fronte di una contrazione delle risorse ispettive a disposizione.“Gli accertamenti orientati da liste di evidenza informatizzate”. “Per ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili – ha precisato Agatino Cariola, direttore centrale Rischi dell’Istituto – negli ultimi anni il nostro sistema di vigilanza è stato informatizzato e potenziato con l’obiettivo di ottenere liste di evidenza di aziende potenzialmente irregolari. Queste liste, inserite in un’apposita procedura informatica, sono gestite e utilizzate a livello territoriale per orientare nella direzione giusta i successivi accertamenti ispettivi. Le analisi che precedono l’azione ispettiva si basano su specifici indicatori di rischio che tengono conto dei comportamenti delle aziende in rapporto a diversi fattori, come l’incidenza degli infortuni e il confronto tra i dati in possesso dell’Inail e quelli di altri enti”.Nel 2013 controlli a segno in oltre l’87% dei casi.

A confermare l’efficacia di questo approccio sono i risultati dei controlli condotti nel 2013, presentati recentemente durante la riunione della Commissione centrale di coordinamento delle attività di vigilanza presieduta dall’ex ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che vede la partecipazione, tra gli altri, di Inps e Inail. I 351 funzionari di vigilanza dell’Istituto impegnati nelle ispezioni, nove in meno rispetto all’anno precedente, hanno infatti riscontrato delle irregolarità (lavoratori in nero o irregolari, evasioni retributive, violazioni formali…) in 20.752 aziende, pari all’87,65% delle 23.677 imprese sottoposte alle verifiche.Regolarizzati oltre 70mila lavoratori. Attraverso i controlli condotti lo scorso anno sono stati regolarizzati 70.092 lavoratori in nero e irregolari, oltre il 30% in più rispetto al 2012 e di nazionalità italiana in quasi tre casi su quattro. I lavoratori totalmente in nero emersi grazie alle ispezioni, in particolare, sono stati 7.983: 5.410 italiani, 1.293 extracomunitari e 1.280 comunitari. Rispetto alla media nazionale di 0,34 lavoratori in nero per azienda ispezionata, il dato più elevato è quello rilevato nel settore noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (0,93), seguito dalle altre attività di servizi (0,68), dalle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (0,54) e dalle attività manifatturiere (0,54).Accertati premi evasi per quasi 140 milioni di euro. I premi evasi accertati dai funzionari di vigilanza dell’Inail nel 2013 ammontano a 89.936.474 euro. Il totale dei premi evasi che sono stati accertati lo scorso anno, però, sfiora quota 140 milioni: ai circa 90 milioni rilevati grazie alle ispezioni vanno infatti sommati i quasi 18 milioni provenienti dalla lavorazione dei verbali di altri enti e di conciliazione monocratica e gli oltre 32 milioni frutto delle attività di verifica svolte dal personale amministrativo dell’Istituto.

Un approccio sempre più efficace. La sempre maggiore efficacia raggiunta dalla business intelligence Inail emerge anche dalla media dei risultati conseguiti da ciascun funzionario di vigilanza, che rispetto al 2012 è aumentata sia per il numero dei lavoratori regolarizzati (da 160 a 198), sia per i premi accertati (da 171.026 a 254.054 euro). Un risultato ancora più significativo se si considera che lo stesso personale, oltre ad aver ispezionato 23.677 aziende, nello stesso arco di tempo ha redatto quasi duemila relazioni a uso interno relative a ditte fallite, cessate e irreperibili, e ha concluso 3.683 indagini ispettive per infortuni mortali, gravi, in itinere e malattie professionali.“Incrociati i dati di Inps, Unioncamere e Agenzia delle Entrate”.

“La programmazione dell’attività di vigilanza per il 2014 – ha evidenziato Cariola – punta a incrementare ulteriormente le entrate per premi assicurativi, attraverso il contrasto dell’evasione e dell’elusione contributiva, secondo quanto previsto dalle linee di indirizzo del Civ. Aziende e soggetti sconosciuti all’Inail saranno individuati attraverso l’incrocio dei dati messi a disposizione da Inps, Unioncamere e Agenzia delle Entrate, nell’ambito di apposite convenzioni già sottoscritte. Le verifiche riguarderanno, in particolare, le imprese artigiane, i soci di società senza dipendenti, le cooperative di facchinaggio che non hanno presentato gli elenchi trimestrali dei soci lavoratori e le aziende che hanno dichiarato all’Inail retribuzioni inferiori rispetto a quelle che risultano all’Inps”.Previste verifiche sulla correttezza del rischio assicurato. La nuova programmazione postula una specifica attività di verifica della correttezza del rischio assicurato, peculiare dell’Inail e finalizzata al recupero di premi evasi o elusi, che sarà rivolta verso le imprese che presumibilmente svolgono un’attività non coerente con la classificazione presente negli archivi dell’Istituto. Nel corso dell’anno, inoltre, saranno effettuati degli accertamenti anche in alcune aree portuali, nell’ambito dei progetti previsti dagli accordi sottoscritti dall’Inail con i comandi generali della Guardia di finanza e del Corpo delle capitanerie di porto.

“Formazione strategica per il miglioramento dei risultati”. Il miglioramento dei risultati ottenuti attraverso l’attività ispettiva – ha rimarcato Grazia Verduci, dirigente dell’ufficio Vigilanza assicurativa della Direzione Centrale Rischi – passa anche dal continuo aggiornamento e accrescimento professionale dei nostri funzionari di vigilanza, che sono destinatari di specifici percorsi formativi. Attualmente sono in corso quelli in materia fiscale, tributaria e di assicurazione marittima, che si aggiungono ai momenti di approfondimento sulle novità legislative in materia di lavoro e previdenza”.

Carlo Pareto

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