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Inps, lavoratori domestici: i contributi 2014
Pubblicato il 20-02-2014


In vista della prossima scadenza del dieci aprile 2014 del versamento dei contributi dovuti dai datori di lavoro domestico per il primo trimestre solare di quest’anno, l’Inps, con un’apposita circolare interna, (la n. 23 del 10/02/2014) ha fornito gli importi da corrispondere e una serie di chiarimenti. Va subito precisato intanto che le nuove fasce di retribuzioni sono lievitate dell’1,10 per cento. L’incremento per il 2014 sarà pertanto abbastanza contenuto, discostandosi significativamente poco rispetto al 2013. Oltre all’aumento dei minimi salariali conseguenti al rinnovo del contratto (che interessa però più che altro il personale convivente) vi è da registrare il consueto rincaro dei contributi da pagare all’Ente assicuratore.

L’innalzamento – si sottolinea – è direttamente collegato sia alla crescita delle retribuzioni convenzionali (variazione dell’indice del costo della vita: più 1,10 per cento) su cui viene calcolata la contribuzione, sia alla recente revisione dell’aliquota del fondo pensioni (più 0,30%) a carico dei dipendenti, voluta espressamente dalla Finanziaria 2008. Inoltre, sulla contribuzione dovuta per i rapporti di lavoro domestico, a partire dal 1° gennaio 2013, hanno effetto alcune novità introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92, in particolare l’art. 2 del citato provvedimento ha previsto che l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (Ds) è sostituita dall’Assicurazione sociale per l’Impiego (Aspi). Pertanto il finanziamento dell’indennità di disoccupazione involontaria già presente nella contribuzione per attività di collaborazioni familiari, è sostituito dal finanziamento all’Aspi, ai sensi del comma 1 del predetto articolo 2, a cui concorrono gli oneri previdenziali di cui agli artt. 12, sesto comma (1,30%), e 28, primo comma (0,01%), della legge 3 giugno 1975, n. 160.

La misura del contributo da corrispondere (con inclusa l’aggiunta numeraria dello 0,50 per cento per le lavoratrici non soggette alla tutela Cuaf) cambia naturalmente in base all’orario osservato dalla colf.: se inferiore alle ventiquattro ore settimanali, l’onere assicurativo è commisurato a tre diverse fasce di retribuzioni; se invece è superiore la quota numeraria dovuta, per tutta la durata del servizio remunerato, è fissa. Il pagamento dell’obbligazione previdenziale – si ricorda – va effettuato con cadenza trimestrale, in particolare: dal primo aprile al dieci aprile, si versano gli oneri contributivi corrispondenti al primo trimestre dell’anno; dal primo al dieci luglio quelli riferiti al secondo trimestre; dal primo al dieci ottobre, quelli relativi al terzo trimestre; dal primo al dieci gennaio dell’anno successivo, i contributi del quarto ed ultimo trimestre dell’anno. Se però il rapporto di lavoro cessa prima del termine di versamento stabilito, l’obbligo assicurativo prescritto deve essere tassativamente assolto entro dieci giorni dalla data della sua risoluzione. Per quanto attiene l’Inail, poi, l’assunzione di una collaboratrice domestica, va di norma comunicata allo stesso Ente antinfortunistico entro le ventiquattro ore successive all’avvenuto impiego.

I contributi 2014

Retribuzione oraria   Contributo con Cuaf   Contributo  senza Cuaf*             

fino a 7,86 euro                       1,49 (0,35)                  1,50 (0,35)

da 7,86 fino a 9,57 euro          1,68 (0,39)                  1,69 (0,39)

oltre 9,57 euro                         2,04 (0,48)                  2,06 (0,48)

più di 24 ore settimanali          1,08 (0,25)                  1,09 (0,25)

N.B. Le cifre in parentesi costituiscono la quota a carico della lavoratrice. * Mentre l’esclusione dal versamento del contributo Cuaf (Cassa Unica Assegni familiari) è prevista soltanto nel caso di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini non oltre il terzo grado che siano conviventi (pareti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati).

Colf e assistenti familiari: i dirittti dei lavoratori domestici

I versamenti effettuati all’Inps dal datore di lavoro consentono al lavoratore domestico sia italiano sia straniero di accedere alle prestazioni assicurative e pensionistiche prefigurate per questa tipologia di assicurati, se ovviamente è in possesso dei requisiti richiesti dalla legge. Tra i trattamenti previdenziali a carico dell’Istituto ricordiamo: l’Assegno per il nucleo familiare; l’Indennità di disoccupazione; l’Indennità di maternità; l’Indennità antitubercolosi; le Cure termali; l’Assegno di invalidità; la Pensione di inabilità; la Pensione di anzianità; la Pensione di vecchiaia; la Pensione ai superstiti o di reversibilità; Nell’ambito delle prestazioni e tutele per i lavoratori domestici stranieri figura come detto L’assegno per il nucleo familiare. I lavoratori comunitari hanno diritto a tale trattamento aggiuntivo per sé e per i propri familiari residenti nel paese d’origine o in un paese convenzionato.

Mentre i lavoratori extracomunitari (ad eccezione di quelli con contratto di lavoro stagionale) hanno titolo alla stessa prestazione economica: soltanto per i familiari residenti in Italia, nell’ipotesi in cui lo Stato di provenienza del lavoratore straniero non abbia stipulato con l’Italia una Convenzione in materia di trattamenti di famiglia; ovvero anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il Paese di provenienza del lavoratore straniero abbia stipulato con l’Italia una Convenzione in materia di trattamenti di famiglia. Le prestazioni a carico dell’Inail sono le seguenti: indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta; rendita per inabilità permanente; rendita ed assegno una tantum ai superstiti in caso di morte. Sono altresì ammesse altre prestazioni particolari connesse all’infortunio come la fornitura di protesi e presidi ortopedici; le cure idrofangotermali e climatiche; le cure mediche e chirurgiche; le cure ambulatoriali in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Il Servizio sanitario nazionale garantisce, infine l’assistenza sanitaria (medica, farmaceutica, ospedaliera, ambulatoriale, specialistica). Ora basta un click per non pagarle

Equitalia, stop a cartelle pazze

Se c’è una “cartella pazza” che non deve essere pagata, per risolvere il problema ora basta un clic. Equitalia ha recentemente annunciato infatti di aver attivato sul proprio sito internet “un nuovo servizio telematico, semplice e veloce, che consente ai cittadini di inviare la richiesta di sospensione della riscossione comodamente dal proprio computer”. “La richiesta online – spiega Equitalia – si aggiunge alle altre modalità di presentazione della domanda già operative: allo sportello, via fax, via e-mail oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Si può richiedere la sospensione della riscossione direttamente a Equitalia in caso di annullamento del debito da parte dell’ente creditore, di un pagamento già effettuato o di una sentenza favorevole”. “Grazie a Equitalia il fenomeno delle cartelle pazze è ormai relegato al passato” ha affermato Benedetto Mineo, amministratore delegato di Equitalia.

“In questi anni – ha sottolineato – siamo riusciti a perfezionare i nostri sistemi informatici per evitare quelle situazioni ‘eccezionali’ che sostanzialmente si sono verificate prima della nascita di Equitalia, in cui si riscontravano divergenze tra i dati forniti dagli enti creditori e quanto riportato nelle cartelle notificate ai contribuenti”. “Qualche problema però si può ancora verificare quando l’ente fornisce a Equitalia informazioni errate o parziali, o quando omette di comunicare eventuali cancellazioni del debito. Per evitare disagi – ha aggiunto Mineo – abbiamo ampliato i nostri canali di assistenza intervenendo su questi disguidi non imputabili alla nostra attività e oggi è possibile risolvere la situazione anche dal computer di casa, senza dover andare allo sportello”.

Carlo Pareto




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