lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Inps, lavori usuranti: la domanda entro il 1° marzo
Pubblicato il 24-02-2014


L’Inps ha pubblicato il messaggio n. 2668 con il quale disciplina la presentazione delle domande di riconoscimento del lavoro usurante, con possibilità di consegna delle richieste entro il 1 marzo 2014 per quei lavoratori che maturano i requisiti agevolati per l’accesso al trattamento pensionistico a decorrere dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2014. Queste, in breve, tutte le principali indicazioni contenute nella nuova informativa dell’ente previdenziale. Per quanto attiene i beneficiari dell’intervento, il documento distingue i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti da quelli che lavorano in turni notturni. Tra i primi rientrano soprattutto i lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”; conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo. Costoro, a condizione che perfezionino i requisiti nel 2014, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 61 anni e 3 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 97,3, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 62 anni e 3 mesi, fatto salvo il conseguimento di quota 98,3.

Per i secondi, invece, il messaggio Inps distingue tra gli occupati per un numero di giorni lavorativi pari o superiore a 78 all’anno, quelli occupati per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno e quelli occupati tra i 72 e i 77 giorni all’anno. Tra i tre, per quelli occupati oltre 78 giorni sono prescritte le stesse condizioni richiamate per i lavoratori impegnati in mansioni faticose e pesanti. Per quelli occupati meno di 72 giorni, ma oltre i 64, è stabilito che possono essere ammessi al trattamento pensionistico nel caso risultino in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 63 anni e 3 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 99,3, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 64 anni e 3 mesi, fatto salvo il conseguimento di quota 100,3. Infine, per quelli occupati per un numero di giorni lavorativi compresi tra i 72 e i 77 all’anno, è possibile accedere all’assegno previdenziale di quiescenza ove siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 62 anni e 3 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,3, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 63 anni e 3 mesi, fatto salvo il conseguimento di quota 99,3.

Per quanto attiene il regime delle decorrenze, l’Inps ricorda che le finestre mobili vedranno la prima decorrenza utile fissata trascorsi 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per coloro che accedono al trattamento pensionistico a carico di una delle gestioni dei lavoratori dipendenti, o trascorsi 18 mesi dal perfezionamento dei requisiti, per i lavoratori che sono ammessi alla prestazione di quiescenza a carico della gestione speciale dei lavoratori autonomi. Per presentare l’istanza di riconoscimento del beneficio è necessario scaricare la modulistica disponibile sul sito internet inps.it, nella sezione dei moduli (codice AP45) e procedere alla consegna presso la competente struttura territoriale entro il 1 marzo 2014 per coloro che soddisfano le condizioni stabilite entro il 31 dicembre 2014. In proposito, nel messaggio l’Inps rammenta che “nell’ipotesi in cui l’interessato presenti la richiesta entro il 1° marzo 2014, senza ancora aver maturato i prescritti requisiti ma sia nelle condizioni per poterli perfezionare entro il 31 dicembre 2014, l’Istituto, entro il 30 ottobre 2014, comunicherà l’accoglimento della domanda con riserva. L’efficacia del provvedimento di accoglimento resta subordinata al successivo accertamento amministrativo dei requisiti entro il 31 dicembre 2014”.

Crisi, la situazione preoccupa gli italiani

Gli italiani, nel complesso, per il 2013 danno una sufficienza piena alla propria vita (6,8), esattamente come nel 2012. La media del voto è leggermente calata rispetto agli anni precedenti, quando si superava il 7. La situazione economica, ovviamente, è tra i fattori che preoccupano di più: in dieci anni le persone che dichiarano di essere ”molto” o ”abbastanza” soddisfatte sono crollate del 14,5% passando dal 57,3% del 2002 al 42,8% del 2012. E’ quanto emerge dalle tabelle dell’Istat sulle ‘aspettative e percezione dei cittadini’ e sulla ‘soddisfazione dei cittadini’. Nel 2013 la situazione economica, in generale, è migliorata per il 3% delle famiglie, è rimasta invariata per 38% mentre un 42,3% la considera po’ peggiorata e il 16,1% molto peggiorata. Le risorse economiche sono ritenute ottime da meno di una famiglia su dieci (0,7%), che si concentrano soprattutto nel centro-nord del paese (nord-ovest 0,8% nord-est 1,2% centro 0,8%), mentre al sud e isole si riduce ulteriormente (rispettivamente 0,3% e 0,6%).

Le risorse economiche, per il 2013, sono valutate ”adeguate” dal 48,6% dei nuclei familiari, che si concentrano, anche in questo caso, nel centro-nord (nord-ovest 54,2% nord-est 54,4% centro 49,3%), mentre al sud e isole si scende, rispettivamente, al 39,6% e 39,7%. Una situazione economica ”scarsa” viene denunciata dal 42,3 degli interpellati, che si raggruppano principalmente nel mezzogiorno (48%) e nelle isole (47%), mentre nel resto del paese i valori si riducono: 42,6% al centro; 39,1% al nord-ovest; 37,9% al nord-est. Infine le risorse vengono valutate insufficienti dal 7,6% delle famiglie, che anche in questa ipotesi si trovano in percentuale maggiore al sud (11,3%) e nelle isole (11,6). Nel resto d’Italia, invece, si flette sotto la media, con il centro che si ferma al 6,4%, in nord-est al 6% e il nord-ovest al 5,5%.La situazione lavorativa, quest’anno, è soddisfacente per il 73,2% degli italiani, che si dividono tra un 15% ”molto soddisfatto” e un 58,2% ”abbastanza soddisfatto”. I più soddisfatti sono gli abitanti del nord-est (76,3%) e del nord-ovest (74,1%), mentre il centro si colloca in una posizione intermedia (73,3%) seguito dal sud (71,2%) e dalle isole (66,3%).

Carlo Pareto

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