giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

INPS. Vittorio Conti, Commissario straordinario a tempo
Pubblicato il 12-02-2014


VITTORIO CONTI COMMISSARIO STRAORDINARIO FINO AL 30 SETTEMBRE

Vittorio Conti è il nuovo commissario straordinario dell’Inps. Il decreto è stato firmato dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ed è ora alla firma del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni.
L’incarico di Conti, che succede al dimissionario Mastrapasqua, ha scadenza al 30 settembre. “Credo che sia una persona all’altezza del compito, ha esperienza ed è un manager, quello che volevamo per un istituto fondamentale per i lavoratori ma chiediamo al governo di affiancare al commissario una proposta di nuova governance perché le parti sociali abbiano un potere di verifica sul bilancio”. Così si è espresso in proposito il leader Cisl, Raffaele Bonanni. ”Un augurio al neo commissario dell’Inps affinché col suo lavoro, anche se breve, riesca a dare il via alla riforma della governance dell’ente assicuratore” è arrivato anche dal segretario generale della Cisl Pensionati, Gigi Bonfanti. ”Ciò che auspichiamo – ha rimarcato il segretario della Fnp Cisl – è che tale nomina sia solo il primo passo verso la riforma e la messa in sicurezza dell’Istituto previdenziale per dare di nuovo tranquillità e fiducia a lavoratori e pensionati”.
”Auguriamo buon lavoro al nuovo Commissario dell’Inps, Vittorio Conti”. Ad affermarlo in una apposita nota è stato pure il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, che ha aggiunto che ”mentre l’Ente sta ritrovando stabilità nella gestione, sebbene a tempo, un tempo ben definito, è importante procedere spediti quanto più è possibile nella riforma della governance del maggiore Istituto previdenziale italiano, con il contributo di tutte le parti sociali, per conferire maggiore trasparenza nelle decisioni e capacità di controllo da parte del Civ, quindi da parte delle medesime parti sociali rappresentate nell’Inps”. Infine, ha concluso Centrella, ”va sottolineata e apprezzata la tempestività del governo nell’individuazione del nuovo Commissario con un alto profilo tecnico”.
Insomma, “è un bene – evidenziato anche dalle confederazioni sindacali di categoria – che si sia usciti dallo stallo con la nomina del commissario Vittorio Conti, a cui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro e la disponibilità ad aprire subito un confronto sulla riorganizzazione dell’ente. Ma è proprio questo il punto dolente: non basta il mandato a tempo, serve un progetto di governance chiaro. Di per sé un mandato a scadenza così breve non è una garanzia e rischia solo di dilatare i tempi della riforma del nuovo Inps”. É stato questo il commento di Rossana Dettori, segretaria generale della Fp-Cgil Nazionale, riguardo alla nomina del nuovo commissario dell’Inps. ”L’era Mastrapasqua – ha continuato la sindacalista – ha mostrato, al netto dei rilievi delle indagini in corso e dei conflitti di ruolo per le troppe cariche ricoperte, la necessità di una ristrutturazione dell’Istituto e di una nuova governance. Una occorrenza ancor più impellente all’indomani dell’accorpamento con Inpdap ed Enpals, avvenuto in assenza di una visione più generale di politica previdenziale”. ”L’accorpamento poteva essere l’occasione per rilanciare l’ente. Oggi rischiamo che anche questo avvicendamento sia un’opportunità mancata di riforma e – ha terminato Dettori – non crediamo che il Paese possa permettersi ulteriormente di tergiversare”.
Non collima invece perfettamente il giudizio formulato dal segretario generale della Cgil. Il commissariamento dell’Inps – ha infatti sottolineato Susanna Camusso in merito alla nomina del commissario straordinario, Vittorio Conti – deve essere breve e servire a definire il piano industriale. ”La vera risposta – ha detto a margine della presentazione di un libro di Antonio Passaro ‘Alla ricerca del salario perduto’ – è affrontare la riforma della governance che sia efficace”.

LAVORO IRREGOLARE: OLTRE 1 AZIENDA SU 2

Nel 2013 sono state ispezionate nel complesso 235.122 aziende (il 15% delle imprese con dipendenti) e ne sono risultate irregolari 152.314, il 64,8% del totale. Lo rileva il Ministero del Lavoro spiegando che si registra una crescita rispetto al 63% del 2012 ”a conferma di una più attenta capacità di selezione preventiva” dei controlli. I dati sulle aziende controllate e sui contributi evasi recuperati (1,4 miliardi con un calo del 13% sul 2012 sono emersi oggi alla riunione della Commissione centrale di coordinamento, della quale fanno parte tutti i soggetti che effettuano attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale. Il numero dei lavoratori che sono risultati irregolari è stato pari a 239.020 unità (-19% rispetto al 2012), mentre quello dei lavoratori totalmente “in nero” è stato pari a 86.125, anch’esso in calo (-13%) rispetto a quello riscontrato nell’anno precedente. Tali risultati – scrive il ministero – ”sono direttamente legati alla crisi occupazionale, che si ripercuote anche sui fenomeni patologici legati alla gestione del rapporto di lavoro, anche se il fenomeno del lavoro “nero”, nonostante l’impegno degli ispettori, costituisce ancora un fenomeno rilevante nel sistema economico italiano, al punto tale che la percentuale dei lavoratori “in nero” (36%) sul totale dei lavoratori irregolari individuati nel corso delle verifiche svolte nel 2013 riscontra un incremento di due punti percentuali rispetto al 2012”. La pianificazione 2014 – rimarca il ministero – prefigura almeno 230.000 verifiche (135.000 da parte del Ministero del lavoro, circa 25.000 da parte dell’Inail e circa 70.000 dall’Inps). La programmazione postula una specifica articolazione sul livello regionale che declina, nei singoli contesti, i fenomeni di maggiore criticità legati alle caratteristiche economiche di ciascun territorio.
Il ministero evidenzia la necessità di “reingegnerizzazione” del sistema complessivo della vigilanza, da orientare verso due obiettivi: la crescente interazione fra le banche dati disponibili e la possibilità di accedere in tempo reale a tali informazioni da parte del personale ispettivo. Su questa linea di intervento già sono stati rinnovati gli accordi di collaborazione tra Ministero del lavoro, Inps, Inail e Agenzia delle Entrate: ”l’obiettivo che si intende perseguire nel 2014 – si legge nella nota – è quello di utilizzare tali informazioni in chiave non solo gestionale, ma anche e soprattutto di intelligence, per l’individuazione, “a monte” dei processi ispettivi, di quegli indicatori di rischio indispensabili per meglio orientare l’attività di verifica”. Il ministero osserva che va posto in essere ”uno specifico filone di controllo sulla legittimità circa l’utilizzo delle risorse pubbliche con finalità assistenziali. In particolare – si espone nell’informativa – va attentamente monitorato il fenomeno delle cig in deroga e, a tal fine, sono pianificati almeno 5.000 interventi su tutto il territorio nazionale”

Carlo Pareto

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