giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Renzi cerca il tesoro
ma non è nella Cassa
Depositi e Prestiti
Pubblicato il 26-02-2014


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Non solo taglio dell’Irpef per dare più soldi ai lavoratori, e dell’Irap, per abbassare il costo del lavoro delle imprese, ma anche un «ragionamento» sull’alleggerimento degli oneri sociali. Così Matteo Renzi delinea il quadro per il taglio del ”cuneo” fiscale, davanti alle telecamere di Ballarò. Un messaggio di speranza per gli italiani.

Per mettere in cantiere il faraonico piano di trasformazione dello Stato, il presidente Renzi rassicura tutti: le coperture «arriveranno entro un mese», dice. Ci saranno i tagli alle spese della revisione «e risorse che arriveranno dagli accordi internazionali, come quelli con la Svizzera» sul rimpatrio di capitali. Un accordo, quello con gli elvetici, in realtà arenatosi da tempo su nodi critici molto profondi e che, in molti, escludono si possa concretizzare, tantomeno in tempi brevi.

Inoltre, promette Renzi, si dovrà contare anche su un possibile aumento del prelievo sulle rendite finanziarie visto che il governo ha intenzione di valutare un «aumento delle tasse sulle rendite pure». «Non direi sui BOT», sottolinea incerto Renzi smentendo, di fatto, le parole del suo vice Delrio di appena 3 giorni fa.

Ma il, pezzo forte, il vero cuore del piano di rilancio dell’Economia, concordato con il ministro Pier Carlo Padoan, partirà da una forte «effetto shock», garantisce il Presidente del Consiglio, grazie a «un’immissione di risorse alle imprese: il pagamento dei debiti della PA e il fondo di garanzia per le PMI. Tutti e due strumenti che passano per la Cassa Depositi e Prestiti. In 15 giorni sarà tutto pronto, abbiamo già preparato due emendamenti e questo permetterà di sbloccare 60 miliardi».

Ecco, dunque, la vera carta segreta di Renzi, quella che lui stesso indica come la «cassaforte», la pietra filosofale che dovrebbe permettere al Presidente di colmare, citando Bersani, lo “spread tra parole e fatti”: le riserve della Cassa Depositi e Prestiti.

Grazie a quei fondi, Renzi garantisce lo «sblocco totale», e sottolinea scandendo «to-ta-le, dei debiti della Pubblica Amministrazione». Peccato che a raffreddare gli animi sia arrivata, quasi subito, la smentita del presidente stesso della Cassa, Franco Bassanini, che frena la “corsa” dell’ex sindaco di Firenze: «La Cassa ha un ruolo solo sussidiario – spiega – e di ultima istanza perché i crediti delle imprese verso la P.A., una volta garantiti dallo Stato, verrebbero acquistati principalmente dalle banche». Lo stesso Padoan ha, stemperato molto i toni affermando che sul tema il meccanismo è «ancora precisare». Inoltre, Bassanini, in un’intervista a porta a Porta, offre una spiegazione piuttosto fumosa e contorta del meccanismo con cui i crediti delle imprese verso la PA dovrebbero essere ceduti alla CDP.

Il tema, infatti, non è affatto semplice e dalla stessa CDP sottolineano chiaramente che la Cassa non può in alcun modo essere utilizzata come riserva e che, ad oggi, nessun piano del governo è stato sottoposto agli organismi deputati. Dubbi arrivano anche da parte degli economisti esperti della questione.
Intanto, si fa notare, c’è «un problema di indipendenza nella gestione delle riserve e il governo non può disporre di quelle riserve a piacimento, salvo una modifica sostanziale della normativa di riferimento».

Ma, il nodo, anche ammettendo un ipotetico superamento della normativa attuale, risiederebbe nella natura stessa delle attività che il governo ha intenzione di mettere in cantiere con le risorse finanziarie della Cassa. Completamente escluso, salvo colpi di mano, l’utilizzo annunciato per l’edilizia scolastica visto che nella CDP transitano i fondi delle Poste e dei correntisti detentori dei depositi postali che non possono essere utilizzati per finanziare spesa pubblica.

Tutto al più si potrebbe pensare a degli investimenti, ma con quali garanzie che questi siano remunerativi e non vadano ad intaccare i risparmi dei cittadini?

Lo spread tra parole e fatti sembra ancora essere molto alto.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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