mercoledì, 16 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

“Madre Aiutami!” con Virna Lisi: i volti di una religione evangelica
Pubblicato il 17-02-2014


madre-aiutami-virna-lisiI mille volti della religiosità al centro di “Madre, aiutami!”, fiction di successo trasmessa da RaiUno per la regia di Gianni Lepre e conclusasi lo scorso 14 febbraio. I volti della serie tv sono quelli di suor Germana – interpretata da una superlativa Virna Lisi, che si dimostra una volta di più attrice e donna di classe – e delle sue consorelle. La giornata conclusiva, il giorno di San Valentino, non poteva essere più indovinata poiché al suo interno c’è molto amore, per la fede, verso Dio, ma anche quello più umano, per così dire, della gente comune o di un fratello per una sorella. E qui sono due i legami di sangue che faranno da colonne portanti a questa storia intensa che, soprattutto nell’ultima puntata, diventa ancor più incalzante: quello di suor Germana per il fratello Vittorio, che ha il volto di Francesco Salvi e di Matteo (Emanuele Bosi) per la sorella, suor Maria (Pamela Saino).

Merito a tutti gli attori di trasmettere un’intensità espressiva e un’empatia che raccontano la religione cristiana in maniera sincera, trasparente, senza omettere nulla, anche le verità più scomode, nel parlare di realtà dure, quali gli affari loschi illeciti della malavita organizzata e di gente senza scrupoli che, dal ricco Occidente, si legano a realtà povere quali il Congo, devastate da una guerra atroce e ingiusta, che porta solamente morte e distruzione, sofferenze, abusi su donne. Vittime innocenti ne sono soprattutto minori come Mikila, interpretata da Sylvia Sali, splendida bambina di colore dal sorriso straordinario, di una dolcezza e di una simpatia coinvolgenti, che suor Germana vuole proteggere ad ogni costo, restituendole quell’infanzia rubata, anche se spesso è difficile cancellare i ricordi brutti e i traumi vissuti da questi bambini, che restano impressi nella loro mente e riaffiorano come incubi.

Ma “le suore amano come le mamme e le nonne” e così suor Germana si prende cura di questa bambina come fosse una nipotina. È la rappresentazione di una Chiesa umanizzata in cui, più che suore col velo, siamo di fronte a donne coraggiose che credono fino in fondo nel loro progetto di fede, di evangelizzazione e soprattutto di aiuto, in Africa, ai più deboli. Per loro più che una missione è una scelta convinta, tanto che suor Germana deciderà di andare a morire in Africa, quella terra per cui tanto ha lottato. Perché la fede non è mai un’imposizione, ma una scelta deliberata appunto, anche quando sembra di dover rinunciare a tutto. Come quella di Suor Maria, di cui una valida Pamela Saino regala una struggente e commovente interpretazione, la cui profondità e intensità provocano qualche lacrima: è lo spirito di sacrificio di una giovane ragazza, di una donna che, pur avendo molti spasimanti e conducendo una tranquilla vita di commessa, preferisce la fede e il rischio di andare in Africa per aiutare i bisognosi.

Qui scoprirà un giro d’affari pericoloso, un traffico per l’acquisto di armi e kalashnikov da mettere nelle mani di bambini soldato. E lei non potrà tacere. Per scoprire questa verità metterà a repentaglio la sua stessa vita, subendo uno stupro e un rapimento. Da questa violenza “di gente senza scrupoli, che massacra anche le suore senza pensarci” (tanto da compiere attentati e atti intimidatori nel Convento stesso di suor Germana e delle consorelle, senza rispetto per un luogo sacro), nascerà il piccolo Angelo. Anche questa è la potenza della fede in grado di rispondere nel momento del bisogno (quando si grida quel “Madre aiutami!” che dà il titolo alla fiction, ndr), di sostituire una perdita donando una vita. Per non perdere mai la speranza, simbolizzata dalla statua di Cristo al centro del piazzale del convento, e la fede.

Anche quando essa vacilla. È il caso di suor Vera, la cui fragilità, il cui tormento per aver lasciato sola suor Maria, il suo essere divisa tra spirito e cuore, tra razionalità e istinto, tra religiosità e pulsioni carnali, la giovane, ma capace, attrice Mary Petruolo ben rende col suo sguardo un po’ smarrito che non sa se guardare in alto verso Dio, per trovare il coraggio che ha avuto suor Maria di dire ancora “sì” al Signore e alla sua forza, o verso il futuro, verso una vita sentimentale da condividere con Matteo. La stessa suor Germana le chiederà aiuto per salvare suor Maria. Ma nonostante la crudeltà e la corruzione che riesce a insediarsi anche nel Vaticano, e sebbene suor Germana sia prelevata (temporaneamente) dall’incarico di Madre superiora, la religione sa compiere quell’opera di redenzione per rendere giustizia a chi i suoi conti li ha pagati. Ossia Matteo, con piccoli precedenti penali e finito in carcere per furto e oltraggio a pubblico ufficiale per una rissa allo stadio da minorenne, giovane che cerca di farsi giustizia da solo, mettendosi spesso nei guai, inorridito e nauseato dai potenti: “La ricchezza non è mai pulita; se rubi una macchina ti mettono dentro, se rubi soldi sei dentro un cda”, afferma serafico. Eppure legato da un profondo affetto sincero alla sorella che non vuole perdere, ma ritrovare a rischio della vita, pronto ad andare in Congo, in mezzo a “una guerra di cui tutti fanno finta di non sapere e di non vedere”: sono le parole, non meno prive di rabbia (sebbene diversa da quella di Matteo) e rancore di fronte all’ingiustizia pronunciate da suor Vera. Oppure è la redenzione di Vittorio, apparentemente buono a nulla, non in grado di proteggere la sorella, suor Germana, che deve sempre correre in suo soccorso, quando invece si rivelerà l’esatto opposto, pronto a mettere in gioco la propria esistenza per quella della sorella.

E ancora quella di padre Giovanni – che ha il volto di Giancarlo Previati – personaggio oscuro e misterioso, che il ritorno di un passato un po’ losco unirà a suor Germana e a Vittorio. Già, sono molte le verità che dovranno venire a galla per giungere alla conoscenza. Verità che è meglio che vengano taciute, che possono coinvolgere anche le personalità più impensabili: esponenti religiosi, lo stesso padre di suor Vera, Guido Molnar (Rodolfo Bianchi). E per chi indaga non c’è via di scampo: riuscire a sfuggire alla morte è un vero miracolo. Lo sanno bene il giornalista d’assalto e d’inchiesta Oscar Freddi (Alessio Di Clemente) e il pm Lucia Cimeca (Vanessa Gravina). E la stessa suor Germana, che più volte rischia la vita con Mikila. Contro “la violenza così brutale” di questo mondo l’unica risposta è la Chiesa dei poveri, tra la gente e per la gente, di suor Germana, che è quella di Papa Francesco; la Chiesa evangelica che porta il suo messaggio tra gli ultimi, simbolo “di una Chiesa che è sulla strada del cambiamento”.

Nonostante tanto dolore, tante morti, tanta sofferenza non manca qualche sorriso regalato col cuore, soprattutto da questa che sì “è una monaca, ma c’ha gli attributi”, come definiscono suor Germana gli amici di Vittorio. Sembra di sentire le parole della canzone di Renato Zero, “Nei giardini che nessuno sa”: “quella suora ha un bel carattere, ci sa fare con le anime”. E soprattutto ha una profonda convinzione nell’aiuto del Signore. Se, anche quando tutto sembra perduto, ci si ricorda del più prezioso insegnamento che impartisce alle consorelle, “non lasciare che si arrugginisca il ferro che è in te”, allora c’è sempre una speranza per ricominciare. Anche altrove. Anche in Africa. Una storia inventata, ma quanto mai reale, vera, di tutti quei missionari/e che ogni giorno mettono a repentaglio la loro vita per l’altro. A tutti loro è dedicata questa che più che fiction è una rappresentazione dall’alta onestà intellettuale di quello che dovrebbe essere la religione. Non a caso i colori dell’abito indossato da suor Germana, il grigio e l’azzurro/celeste, richiamano quelli di un’altra piccola donna, ma una grande Religiosa: madre Teresa di Calcutta.

Barbara Conti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento