sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pronostici infausti
Pubblicato il 05-02-2014


Legge elettorale

Il PD sarebbe il primo partito alle europee, seguito a ruota dal Movimento 5 Stelle e subito dopo da Forza Italia. Sembra una profezia di vittoria e invece è l’annuncio di una cocente sconfitta, pari se non peggiore di quella ‘conquistata’ da Veltroni nel 2008. Si sa, i sondaggi sono sondaggi e i risultati un’altra cosa. L’esperienza ha più volte impartito delle lezioni amarissime, soprattutto al centrosinistra, perché la distanza tra i pronostici e i risultati è sempre stata molto forte nel senso però che questi sono stati ben peggiori delle aspettative.

Un buon risultato sarebbe il miglior viatico per il neosegretario del PD, Matteo Renzi, che potrebbe stringere nell’angolo compagni, amici e alleati e aiutarlo a dettare l’agenda politica in vista del vero appuntamento, quello delle politiche. Ma, … ma a ben guardare i sondaggi e facendo un raffronto con le elezioni precedenti, le indicazioni suggeriscono di essere molto molto prudenti.

Rispetto alle elezioni europee del 2009, il totale dei partiti del centrosinistra col 30,8% è più basso di 8 punti circa. I partiti di centro perderebbero circa 6 punti percentuali mentre quelli di centrodestra avrebbero un risultato attorno al 37/38%.

Se si travasano questo risultati teorici nelle urne delle elezioni politiche utilizzando la legge inventata da Renzi e Berlusconi, la disfatta del centrosinistra sarebbe completa e il Cavaliere supererebbe la soglia del 37% ottenendo una maggioranza schiacciante in Parlamento. Non è difatti difficile pronosticare, com’è sempre avvenuto, un riversamento dei voti delle diverse liste della destra cui si aggiungerebbero quelli di centro, nel bacino capeggiato da Forza Italia che farebbe così salire il totale al 39% circa dei consensi, dieci punti in più del centrosinistra.

Potrebbe Renzi raccogliere con altrettanta facilità i voti dei ‘partitini’ di sinistra e centrosinistra? Non è detto perché c’è una calamita fortissima che potrebbe attrarre i consensi soprattutto della sinistra radicale e si chiama Beppe Grillo. Il Movimento 5 Stelle potrebbe così superare le previsioni che già lo danno al 25,4%. Alla fine, comunque, il centrosinistra guidato da Renzi starebbe dieci punti sotto.

Armando Marchio

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