martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quel che ho detto sull’Italicum alla segreteria del Psi
Pubblicato il 03-02-2014


1) Il primo punto riguarda il rapporto della nuova legge elettorale con la Costituzione e la sua logica proporzionale. Non si possono eleggere presidenti di Camere e Senato, presidente della Repubblica, giudici della Corte e laici del Csm, cambiare regolamenti parlamentari col 37 per cento. Già nel 1993 il Psi presentò una proposta di legge in questo senso che venne approvata dalla Camera e poi ci furono le elezioni che la vanificarono. Nel 1995 tutti i gruppi presentarono proposte di legge sull’argomento, ma si votò poco dopo. Non si può sostenere che anche col Porcellum esista l’identico problema, perché c’è il deterrente del Senato. La nostra posizione può essere questa: assieme alla legge elettorale si deve approvare una legge di riforma costituzionale che introduca i due terzi come soglia minima da prevedersi in Costituzione.

2) In nessun paese al mondo si certifica che chi ottiene il 37 per cento governa il Paese. Ce lo ricorda anche Giovanni Sartori che ritiene l’Italicum estraneo a tutti i paesi democratici occidentali. Oltre alla Germania, dove vige il proporzionale con sbarramento, anche in Francia, dove esiste il doppio turno, ma di collegio, e in Inghilterra, dove esiste il turno unico, si è mai stabilito questo per legge. Anzi, si possono creare situazioni, come l’ultima inglese, in cui nessuno ha la maggioranza assoluta e si compongono governi di coalizione. Così in Spagna dove ci sono piccoli collegi e sbarramenti impliciti molto alti, ma nessun premio di maggioranza. Solo la legge Acerbo del 1923 stabiliva che bastava una maggioranza relativa per governare. Si trattava delle legge fascista. Mentre la legge truffa del 1953 includeva solo un premio di governabilità alla coalizione che fosse arrivata al 50 più uno per cento. In Italia si vuole passare dal rispetto politico della volontà popolare alla logica ciclistica del primo e del secondo. Mettendoci anche buona cose di doping. Io penso che noi dovremmo dire che il doppio turno scatta se nessuno al primo raggiunge il 50 per cento. Come del resto previsto nella legge dei sindaci.

3) La legge prevede che nelle coalizioni con lo sbarramento al 4,5 chi lo supera prende anche i voti di chi non lo supera. Così ad esempio nel centro-sinistra se il Pd ottiene il 28 per cento, Sel il 3 e altri insieme il 6, il Pd col 28 arriva al 53. Questo è folle. Si stabilisce che il 28 governa il paese e il 72 si oppone.Questo è il massimo dell’antidemocrazia. Per di più tutti i sondaggi affermano che le coalizioni ottengono più voti con la presenza di più liste, visto che la somma di partiti divisi è più alta dei voti ottenuti da un partito solo. E dunque i grandi partiti hanno tutto l’interesse alla presenza anche di liste che non otterranno lo sbarramento. Le quali saranno ad un tempo escluse dal Parlamento e probabilmente decisive. Bisognerebbe o non conteggiare i voti degli sbarrati o togliere lo sbarramento.

4) I listini bloccati sono come le liste bloccate. Il principio che non sono gli elettori a decidere, ma i vertici dei partiti, è intatto. Ci saranno listini da tre e sei candidati. Dunque si passa dai nominati lunghi ai nominati corti, ma sempre di nominati si tratta. Oltretutto senza garanzia per le donne. Qui o introduciamo preferenze o i collegi uninominali. Non si scappa.

Alla luce di tutto questo io non avrei timori o reticenze. Combatterei una battaglia non per noi, cioè per togliere lo sbarramento, che è oltretutto antipopolare. Ma per difendere i principi della democrazia, anche organizzando un Comitato come quello che promuovemmo anni fa. E venne anche ricevuto dal presidente della Repubblica. Ne potrebbero far parte Rino Formica, Intini, Maccaluso, Sel, Buttiglione, che si è schierato su questa posizione, ma anche altri come lo stesso professor Giovanni Sartori. Non i grillini che hanno scelto non la contestazione democratica, ma quella violenta. E torneremmo a produrre iniziativa politica.

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Commenti all'articolo
  1. La federazione di Como è con te:
    Manifestazione a Roma dei socialisti, delegazione dal Presidente Napolitano e raccolta firme per fare una petizione da inviare al Presidente della Repubblica chiedendo di non promulgare un obbrobrio.
    Grazie

  2. Caro Mauro, sono completamente d’accordo con questa posizione chiara e netta sulla legge elettorale e potrebbe diventare la proposta riformista di tutti quelli al di fuori di PD e Forza Italia.
    Il PSI ha commesso un grave errore nel non parlarne e non proporre niente nei due recenti convegni di Bologna e Salerno, che hanno visto una grande partecipazione di amministratori e dirigenti. Una grande occasione mancata!
    Recuperiamo il tempo perduto e ……moviamoci!

  3. Mauro é una una posizione giusta coraggiosa e utile oltre a noi al Paese. Temo che il segretario, che fin’ora é stato un po’ reticente su questo problema, non sia così convinto di intraprendere una posizione così forte e decisa. Siamo davanti ad una svolta, o si trovano soluzioni alla pseudo rivoluzione del 1992/93 con tutti i danni che si sta ancora portando dietro o si ricreano le condizione per il perdurare di questo stato di cose. Renzi fa solo propaganda.

  4. Caro direttore ci sono voluti quasi vent’anni perche il disfacimento dell’impianto bipolare producesse le scissioni ultime. Con la legge in ipotesi si preparano a ripararlo, di nuovo cambiando forse la verice esterna, ma la sostanza rimane. Se Napolitano resta in’operoso la frittata è servita. Gli sbarramenti vengono giustificati con l’invocazione delle primarie, altra magnifica invenzione all’italiana, i listini regionali, le liste bloccate o no, lunghe o corte che siano, chi le decide? sempre le segreterie perche la scelta è fatta sempre dalle stesse persone, non a caso è più aspra la lotta all’interno di un partito che fra avversari, anzi sapendo chi decide ci si accomoda a trovare le soluzioni migliori per le esigenze dei convenuti, magari al nazzareno.
    P.S la tua analisi è precisa e puntuale, ma che ce ne facciamo di un treno che arriva puntuale se non ha passeggeri?

  5. Caro direttore,
    non si tratta di essere d’accordo o meno sull’Italicum.
    Lo ripeto, sono per il doppio turno alla francese.
    Bisogna essere realisti, l’accordo B.R ha preso il sopra vento
    e sarà legge, più o meno corretta.
    Spero che il Congresso del P.S.E di fine febbraio a Roma, possa aprire una nuova strada per la sinistra riformista italiana; è li che si giocherà il nostro futuro.

  6. Caro Mauro , scusami ma se non ho capito male le ultime vicende politiche, se il PSI ha finalmente dopo molti anni una sua rappresentanza, se pure ristretta , in Parlamento, con a capo il Segretario Nencini, non lo si deve esclusivamente ad un accordo diretto con il PD di Bersani?
    Non ti sembra allora che per coerenza si dovrebbe proseguire su questa linea anche con il nuovo segretario del PD Renzi e quindi sostenerne pienamente la battaglia di riforma elettorale maggioritaria?
    Ce lo immaginiamo cosa accadrebbe se in caso di elezioni anticipate allo schieramento di sinistra a guida PD dovesse mancare proprio quello 0.8% attribuito dalle statistiche all’attuale PSI ed essere battuto per questo dal polo di destra a guida Berlusconi-Casini-Alfano-Storace-Meloni e compagnia cantando?
    Saluti cordiali.

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