sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Segnale di vita
Pubblicato il 05-02-2014


Il sondaggio di Repubblica sulle intenzioni di voto alle europee segnala alcune direzioni di voto non trascurabili. La prima è un’ulteriore avanzata del movimento di Grillo che non solo non registrerebbe alcuna crisi, ma aumenterebbe, sia pur leggermente, anche rispetto alla percentuale di anno fa. La tendenza anti europea è forte e sommata al voto della Lega, che col nuovo segretario Salvini sta accentuando la vocazione anti euro, arriva al 30 per cento.

Poi, rispetto ai più recenti sondaggi nazionali, emerge un consolidamento del centro-destra e un forte ridimensionamento del Pd, anche se rispetto alle europee precedenti si registra una duplice tendenza di segno opposto. Certo che dopo l’accordo BR sulla legge elettorale le tre conseguenze elettorali, segnalate dai sondaggi, sono tutte negative per il centro-sinistra: la perdita del Pd, l’aumento dei Cinque stelle, l’incremento del centro-destra anche a seguito dello sfaldamento del centro. Poi, perché non dirlo, si certifica un inaspettato segnale di vita del PSI, che avrebbe un risultato attorno al 1,5 per cento.

Questo senza alcuna forma di programma, di campagna, nemmeno a fronte di un annuncio di presentazione della lista, é un incoraggiamento a non tralasciare l’idea di marcare un colpo. Ha fatto bene Nencini a rivolgere l’ennesimo appello ai socialisti europei ad una lista comune. Bisognerà pur prendere atto che Sel ha scelto un’altra strada e che Scelta civica non c’entra nulla col Pes. Dunque il tema è se fare una lista col Pd o da soli. Se il Pd accetterà di presentare il nome e il simbolo del socialismo europeo credo che noi dovremmo accettare un accordo, se no il simbolo possiamo presentarlo noi da soli. E quel segnale potrebbe rafforzarsi.

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Commenti all'articolo
  1. Se il PD di Matteo Renzi aderirà al PSE, avrebbe poco senso presentare una lista autonoma. A meno che non si preveda, ragionevolmente, di superare lo sbarramento del 4%. Obiettivo non impossibile se il PSI avesse il coraggio di adottare una linea di deciso e radicale sviluppo. Un esempio?
    Abbandono delle presunzioni ecologiste in favore di un equilibrio ragionevole fra crescita e ambiente;
    abbandono della posizione anti OGM in favore di una visione laica del futuro dell’agricoltura e dell’industria alimentare, consapevoli della popolazione mondiale, da sfamare, di sette miliardi destinata a crescere nei prossimi decenni;
    piano energetico nazionale laico, che punti alla drastica riduzione del costo dell’energia, non antinucleare e decisamente orientato agli idrocarburi (rigassificatori, nuove tecniche estrattive) con un ruolo italiano nel mondo secondo la scuola di Enrico Mattei;
    informatizzazione spinta nel campi della scuola e della cultura con un conseguente programma di formazione-adeguamento di tutto il personale;
    incentivi alla robotizzazione del comparto manifatturiero ottenendo, per questa via, la riduzione del costo del lavoro, individuando nuove mansioni nella progettazione, conduzione, manutenzione, controllo, secondo la scuola di Adriano Olivetti;
    rinascita dell’ambizione per opere ardite e progetti di frontiera come l’esplorazione spaziale o il ponte di Messina, cercando partner come la Cina Popolare;
    ….
    Potrei proseguire. Forse lo farò ma con poca convinzione. Perché abbiamo giustamente sostituito la falce e il martello con un fiore ma abbiano dimenticato il libro e il sol dell’avvenire.

  2. Se ho capito bene sono d’accordo. Certo, mi aspetto da Nencini più idee riformiste, più accordi con Renzi, più presenze nelle tv e giornali. A volte mi chiedo: ma dove siete?
    Non se il PD sceglierà il PSE, se no avanti da soli, diventeremo un club di riformisti laici liberali, pazienza…

  3. Nencini e Renzi sono entrambi di Firenze, capitale Europea della cultura e dell’arte, si conoscono bene da sempre e ritengo si stimino.
    Quale occasione storica migliore per prendere insieme le sorti di questo disgraziato e frantumato Paese?
    Certo occorrono idee vincenti per spostare e attrarre quella massa di consensi necessaria e sufficiente per convincere e vincere con la nuova legge elettorale maggioritaria e per governare bene e a lungo.
    Una possibile idea?
    Si faccia ad esempio una legge di drastica sanatoria fiscale vera e non finta come quella avviata faticosamente di recente con rischio di totale flop dal governicchio Letta-Alfano-SC, che promette miserabili sconti del 5-10% a chi paga tutto e subito l’arretrato accumulato con Equitalia, a causa di una mostruosa legislazione fiscale vessatoria e usuraia, da parte di una massa disperata e spropositata di vittime fiscali letteralmente alla pistola!

  4. Qualora accadesse che presentiamo il simbolo in assoluta solitudine avremmo l’opportunità di quel segnale che da anni manca in italia, Di nuovo su tutti i media di nuovo PSI/E gli Italiani tornerebbero a conoscere una realtà per anni oscurata/mistificata.Chi non risica non rosica.

  5. Ripeto quanto to già al congresso di Venezia e al nostro congresso provinciale.
    1) se vogliamo cambiare la politica europea , Dio solo quanto ne abbiamo bisogno, occorre che la sinistra italina raccolga il massimo consenso possibile,
    2)Come dissi a Venezia Sel fa già un’altra strada
    3) se il PD farà una lista targata Pse con anche noi, i nostri candidati sarebbe fregati con il giuoco delle preferenze,inoltre molti voti PD mancheranno all’appello perchè più indirrizzati al PPE. ricordarsi di come eleggemmo Pia Locatelli
    4) occorre far annullare lo sbarramento del 4% , sarebbe difficile anche per Sel il superarlo, che il PD resti un alleato per fare un gruppo comune, anche al congresso del PSE il PD avvii la procedura , ma non entri perderà un 30% dei voti e già alle europee ne perde senpre di suo.
    In sintesi noi dobbiamo presentare la nostra lista , possibilmente come Pse , aperta all’Italia migliore, quella non rassegnata alla decadenza , che non riconosce in questa classe politica inadeguata, che ha ancora senso dello stato ,ma che diserta le urne in misura di un buon 40%, è li che sta il nostro elettorato, basta con l’infilarci in liste altrui, che possono si eleggere qualcuno di noi m( temo che comunque anche così la festa è finita) ma che fanno sparire poco alla volta (ma ormai ci siamo vicini) , la sensazione nell’elettorale della nostra inesistenza.
    Facciamo il comitato che suggeriva Formica, sosteniamo ,,facciamo nostre e di tutto partito ,l’azione di Felice Besostri contro le porcate elettorali.
    Fraterni saluti Compagno Maurizio Molinari fed. di Torino

  6. Se il psi vuole risorgere x il Paese (uscendo dall’enclave per i 4 gatti) deve anzitutto darsi l’identità di un partito tipo art.49 CC, che garantisce la partecipazione con il “metodo democratico” al suo interno e che si batte perkè possa presentar liste soltanto quelli che fanno altrettanto:la democrazia disegnata dalla nostra Carta non può funzionare se non così.E infatti è degenerata! Nell’immediato,sulla riforma (?) elettorale,vista l’ubriacatura del bipolarismo e delle altre ..furbate,battersi per una delle due:
    1) togliere il 37% e il resto degli sbarramenti ed ammettere al ballottaggio i due Partiti (non alleanze) maggiori. il più votato prende il 52% dei seggi e gli altri sono assegnati proporzionalmente;
    2)ballottaggio tra i due che siano candidati da un ‘Assemblea (Camera e Senato,poi soltanto la prima?) costituita con la proporzionale a preferenza unica del 92. chi vince è nominato (riformata la Carta,eletto) Premier dal Capo dello Stato e lucra un Listino come alle regionali. La prima ipotesi assicura la maggioranza,la seconda la favorisce. Pacifico che non ci ascolteranno,varrà a meritare l’apprezzamento di una parte dell’elettorato senz’altro superiore a quel ch’è rimasto (anche per l’organizzazione da clan che persiste!)

  7. Presentiamo la lista del PSE ritorniamo nelle piazze e nei territori con le forze che abbiamo sarebbe un grande segnale al popolo italiano i socialisti sono ritornati a fare politiche autonome, dei bisogni della gente, sulla crescita, sulla disoccupazione, su un nuovo stato sociale, su come produrre ricchezza perchè la sinistra conservatrice è brava a dire come va distribuita ma come produrla è sempre stato un tabù.

  8. Alla Spezia da mesi è presente un gruppo consiliare, primo in Italia che ha inserito nella denominazione del gruppo il richiamo al Socialismo Europeo, da settimane alla Spezia si lavora per costituire il circolo culturale ” Socialismo Europeo”, ne fanno e ne faranno parte personalità e semplici cittadini appartenenti a tutti i partiti della sinistra riformista.
    Ci stiamo attrezzando, anche in forma organizzativa, nella campagna elettorale per le europee, poi proseguiremo il cammino per facilitare la coesione politica tra tutti coloro che si riconoscono nei valori fondanti del socialismo europeo, lavoro, diritti, legalità, equità sociale etc ma anche nella cultura e nella responsabilità di governo.

  9. Siamo ad un bivio di portata storica per il PSI: sono in corso trasformazioni epocali nel quadro politico. L’avvento di Renzi apre nuovi scenari nel modo d’essere del PD, che con l’adesione al PSE di fatto sancisce l’adesione ai valori e agli ideali del Socialismo democratico, che già sono i nostri dalla scissione di Livorno. Dobbiamo perciò chiederci: ha ancora senso coltivare un distinguo che può al massimo garantirci una presenza dell’ 1, 5% e l’ elezione di 4, 5 rappresentanti in Parlamento, ma sempre condannati ad essere un partito, diciamo, di nicchia o, se vogliamo trasmettere ai nostri figli, ai nostri giovani e anche ai nostri vecchi compagni una prospettiva di crescita in un contesto democratico, non é il caso di abbandonare qualsiasi forma di dietrologia e di egoismo e fare un autentico atto d ‘amore verso i nostri ideali di giustizia, libertà, uguaglianza e costituire un solo e grande partito socialista democratico? Penso che dobbiamo interrogarci seriamente, se vogliamo uscire dall’ angustia del presente e proiettarci in un contesto più ampio, dal respiro nazionale, europeo, mondiale.

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