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Opinioni e commenti
 

Senza fine
Pubblicato il 24-02-2014


Governo di legislatura? Questo è quel che giustifica, secondo il mio amico Graziano Delrio, il cambio di Letta con Renzi. Non è stata una resa dei conti. Si è trattato di un cambio di identità del governo. Non più un esecutivo a tempo, un anno e poco più, per fare la riforma elettorale e qualche intervento in economia e poi ricondurre il Paese al voto, ma un governo che dovrebbe durare quattro anni. E dunque chi era più autorevole del segretario del maggiore partito per guidarlo? Naturalmente la prima obiezione è che non si capisce perché Letta non fosse sufficientemente autorevole e non avrebbe potuto guidarlo lui. Ma lasciamo perdere.

Approfondiamo invece l’idea stessa di governo di legislatura. Certo la trasformazione della natura dell’esecutivo è evidente. Dall’emergenza, segnata con la durata limitata, si passa all’ordinarietà. E il governo, da gabinetto di necessità e propedeutico a poche riforme, si trasforma in politico e funzionale a molte riforme. Civati non ha torto quando lo sottolinea e afferma che il patto con il Nuovo centrodestra diventa un’intesa strategica, così come la rottura con Sel. Non ascoltiamo le giustificazioni politiche di Alfano, né prendiamo per buoni i sondaggi che riconsegnano il suo partito al recinto berlusconiano. Se il governo sarà di legislatura il Nuovo centrodestra non potrà tornare ad allearsi cogli avversari del governo del quale sarà stato così tanta parte per ben cinque anni.

A meno che, appunto, il governo di legislatura non sia che una foglia di fico per giustificare il cambio a Palazzo Chigi e per convincere i parlamentari, che in dono hanno avuto la promessa di una legislatura intera. Se la coalizione del futuro sarà più o meno quella di bersaniana e berlusconiana memoria, il governo durerà poco. E tra Pd e Nuovo centrodestra non tarderanno a esplodere dissensi per legittimare nuove collocazioni. Forse per questo Matteo Renzi mette al primo punto all’ordine del giorno ancora la riforma elettorale. Che bisogno ne ha, se il governo è di legislatura? Si ha piuttosto l’impressione che il suo governo sia senza un termine, cioè senza fine. E non si dica che egli ha accolto il lodo Lauricella, che prevede di partire con la trasformazione del Senato. Lo prevede la Costituzione, che all’articolo 57 contempla le modalità di elezione del Senato. Dunque una riforma elettorale, col Senato vigente, non può prescindere o da una legge costituzionale o dal Senato. Possibile che nessuno ci sia arrivato prima? Renzi parla alle Camere e dirà cose interessanti. Merita tanti auguri, perché di mezzo c’è una parola che ha un sapore antico: Italia. Per il resto non possiamo che attendere. Tutto, Matteo, è ormai nelle tue mani…

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Commenti all'articolo
  1. Sicuramente dirò qualcosa di molto opinabile e banale, ma io spero che questo governo semplicemente faccia.
    Secondo me non c’è niente di peggio che rimanere in questa situazione stagnante, da dove sembra essersi persa ogni speranza di poter uscire.
    Se si riesce a concretizzare qualche provvedimento, si torna a credere che le cose si possono cambiare e se i provvedimenti non ci piacciono torneremo pure a votare una buona volta!

  2. L’Italia va e ‘ RENZ ‘ !!! In dialetto napoletano l’espressione non è affato positiva.Infatti,nella traduzione letterale il significato è che il nostro Paese va storto.In aggiunta si può anche interpretare che va di spighetto.Anche questo regge perchè è fin troppo evidente che per come l’eroe Renzi ha fatto fuori Letta effettivamente la sua nomina è avvenuta di ‘spighetto’. Per l’Italia che ancora va ‘storta’ il programma di governo renziano non ha niente di chiaro perchè al di la delle esternazioni ancora non sono chiare le modalità come affrontare le questioni che affliggono il Paese.Se non ci sarà finalmente chiarezza sulle riforme costituzionali,l’ammodernamento del walfare,la riforma della pubblica amministrazione ed una patto serio generazionale effettivamente stiamo andando e ‘ RENZ ‘ !!! chiudo con un’altra e significativa espressione napoletana,senza equivocare sull’aspetto generazionale, che se il neo presidente del consiglio non darà segnali di cambiamento ‘ è iuta a fnnì a PAZZIELLA mman e criatur ‘ ovvero IL GIOCATTOLO E’ ANDATO A FINIRE IN MANO AI BAMBINI !!!! e come diceva il grande Luigi De Filippo: ed ho detto tutto !!!!!

  3. Non ci vuole un Einstein della politica per capire che un governo con la stessa maggioranza di prima e perennemente sotto ricatto può solo fare le cose che gli impongono chi ricatta…E se dietro chi ricatta c’è sempre il solito mr.B. allora è altrettanto ovvio che abbiamo già fatto un patto sulle spalle degli italiani ed a favore delle lobbyes che hanno consentito nel giro di pochi anni ad essere al potere senza essere eletto da nessuno se non da elettori di primarie anomale e molto chiaccherate ma che non rappresentano certo la maggiornaza degli elettori italiani…

  4. Appunto: come si fa a legiferare una legge elettorale nuova che non contempli la elezione del Senato senza prima abolire il Senato? Ci ero arrivato anche io …. Mauro ha più che ragione

  5. E’ molto facile calcolare la fine e i tempi di questa legislatura.
    Durerà fino a luglio 2015 (con relative elezioni nello stesso anno), quando gli attuali parlamentari avranno scollinato la metà dei 5 anni e quindi maturato e assicurata l’intera contribuzione di legislatura.
    Solo così si possono convincere i senatori a votare per l’eliminazione del Senato!

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