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Opinioni e commenti
 

Silvio, perché non voti Matteo?
Pubblicato il 19-02-2014


Dopo il faccia a faccia in streaming con Grillo, finito, anzi condotto, a male parole, da parte del comico genovese, a bocca chiusa all’Ariston di Sanremo e carico come una molla a Montecitorio, il vento si è improvvisamente placato e il clima si è fatto normale, anzi tendenzialmente mite. Al posto di Grillo si è presentato Silvio. Berlusconi, dopo l’incontro tra le due delegazioni, ha anche voluto un tête a tête privato con il giovane presidente incaricato. Per scambiarsi auguri, forse, ma anche per esprimere il senso di una condivisione affettiva che va al di là delle parole di maniera.

Berlusconi poi ha tenuto una veloce conferenza stampa tutta tesa a tessere le lodi di Matteo. Collaborerà sulle riforme, non solo quelle istituzionali che condivide, apprezza il ringiovanimento dell’esecutivo e anche e soprattutto un presidente del Consiglio che ha esattamente la metà dei suoi anni. D’altronde che a Silvio Matteo piaccia e molto non è certo una scoperta. Dall’incontro di Arcore, e soprattutto dall’incontro del Nazareno, Matteo per Silvio è molto di più di un semplice avversario “normale”.

Credo che, se potesse, Berlusconi vorrebbe anche la fiducia. In questo momento farebbe volentieri a meno di votare contro al suo simpatico amico. Si vede, si sente, questa sua forte, fatale attrazione. E allora perché Berlusconi, che ha rotto tanti riti e convenzioni, non fa quel che sente. Dal più profondo dell’anima. Forse perché al governo c’è anche Alfano, il suo ex pupillo, oggi accusato di tradimento. Ma sì, se non ci fosse Alfano Silvio non so se si presenterebbe in Aula per votare no alla fiducia al governo Renzi. Meno male, per lui, che c’è stata la decadenza…

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Commenti all'articolo
  1. Il fatto è, Mauro, che è questa la politica, quella democratica che non rischia di scivolare ne fascismo o nella guerra civile. La politica richiede due squadre avversarie che si sfidano con onestà e con rispetto reciproco. Che si candidano alla leadership e sanno che si alterneranno, in cicli dettati dalla presenza di un leader carismatico o dalla fine naturale di una fase o dall’inizio di un’altra: maggiore libertà e attenzione al merito, maggiore giustizia sociale e attenzione al bisogno. Laburisti, conservatori, repubblicani, democratici si alternano ma fra di loro non c’è una grande differenza. La nuova squadra non demolirà il lavoro della vecchia e quello che nessuno oserà mai rinnegare è il senso di appartenenza al proprio Paese. Renzi e Berlusconi ci stanno insegnando questo!

  2. Se ci fosse la Politica direttore, non ci sarebbe un presidente del consiglio che non sia passato prima al vaglio degli elettori, non ci sarebbe l’anomalia Berlusconi, e neanche quella di Grillo,
    se ci fosse la POLITICA.

  3. Caro Direttore, col passare degli anni sembra più difficile dedicarsi alla politica mantenendosi onesti, perchè tutto è diventato intermedio qualcosa fra l’ignoranza e la scienza, quando diventeremo un Paese dove i Cittadini potranno dire a proposito dello stesso bene ” questo è mio” e questo non è mio.

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