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Opinioni e commenti
 

Spagna: controriforma sull’aborto. No a mozione PSOE
Pubblicato il 12-02-2014


Aborto-Medici obiettoriIl Parlamento spagnolo ha bocciato, con voto segreto, la mozione socialista che chiedeva la revoca della riforma della legge sull’aborto.

Una delle riforme più contestate e discusse in Spagna e in tutta Europa negli ultimi mesi. Al Congreso de los Diputados i parlamentari hanno così respinto la proposta con 183 voti che spianano il cammino alla legge sull’aborto più restrittiva della storia democratica spagnola.

La riforma, firmata da ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardon e sostenuta dalla comunità cattolica, era stata approvata dall’esecutivo lo scorso mese ed era divenuta immediatamente oggetto di una vera e propria battaglia al Congresso, con tutti i partiti dell’opposizione (tranne uno Unió Democrática de Catalunya) schierati contro il governo. Nel nuovo testo, a differenza di quello passato nel 2010 (Ley Aido), si limita la possibilità di ricorrere all’aborto solo in caso di stupro confermato dalla polizia o in caso che la madre dichiari (e che il medico certifichi) di soffrire di gravi problemi psichici.

La riforma aveva suscitato qualche malumore anche nel Partito Popolare del premier Mariano Rajoy: tra i critici, la vice presidente della Camera, Celia Villalobos, che ha chiesto al proprio partito di lasciare libertà di voto. Libertà di voto praticata oggi solo da 6 deputati popolari.

“Non ci fermeremo fino a quando la legge non sarà cancellata”, ha detto il leader socialista Alfredo Perez Rubalcaba, sostenuto dal senatore Joan Saura del partito catalano Icv secondo cui si tratta di “una legge scritta per la sofferenza delle donne, non per la difesa dei loro diritti”. A difendere la riforma è il suo promotore, il ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardon, convinto della necessità di bilanciare i diritti delle donne con quelli dei bambini non nati.

Con la nuova legge sull’aborto la libertà delle donne torna indietro all’epoca della dittatura franchista e allontana la Spagna dal resto dell’Europa in materia di diritti.

Sara Pasquot

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