mercoledì, 22 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Tennis, Fognini manca l’impresa. Bene Nishikori, Berdych e Halep
Pubblicato il 17-02-2014


Ferrer-Fognini-Buenos AiresIn questo inizio settimana il panorama mondiale del tennis si presenta quanto mai movimentato: Fabio Fognini si ferma in finale a Buenos Aires. Conferme, invece, vengono dalla rumena Simona Halep a Doha nel Qatar; dal giapponese Kei Nishikori che, per il secondo anno consecutivo, trionfa a Memphis, nel Tennessee; e da Tomas Berdych a Rotterdam in Olanda.

ATP BUENOS AIRES – Non riesce purtroppo  a Fabio Fognini l’impresa di bissare, replicando con una vittoria anche al torneo ATP di Buenos Aires, dopo quella della settimana precedente all‘ATP di Viña del Mar (dove con un netto 6/2 6/4 si è imposto su Mayer). E’ invece costretto a fermarsi in finale a Buenos Aires, facendosi sorprendere da un David Ferrer in ottima forma. Lo spagnolo si impone per 6/4 6/3, confermandosi perfettamente a suo agio sulla terra rossa. L’italiano non riesce a fare il suo gioco e, alla fine, è costretto ad arrendersi alla maggiore freschezza atletica dell’avversario. Nel finale l’azzurro è molto nervoso, non ci sta a perdere, vuole vincere, ma non riesce a mettere pressione né in difficoltà un veterano della terra battuta quale Ferrer. E sembra quasi rassegnarsi, buttar via tutte le palle e gli ultimi colpi, quasi a voler uscire subito fuori dal campo per dimenticare questo match non perfetto. Anche se, con sportività, non manca di rendere onore al merito all’altro, sicuramente più “in giornata”. Forse Fognini ha pagato anche lo scotto di un torneo comunque duro per lui a Viña del Mar, tanto da chiedere l’intervento del medico in campo sul 5-4 a favore di Ferrer. Proprio a Buenos Aires, poi, il n. 14 del mondo aveva incontrato, al secondo turno, e sconfitto nuovamente sempre Mayer. Tutto rimandato alla settimana successiva, al prossimo torneo di Rio de Janeiro, per la scalata al n. 13 del nostro connazionale. Il trofeo va, per la terza volta consecutiva, all’attuale n. 4 del mondo spagnolo, che guadagna una posizione su Del Potro con questa vittoria guadagnata in soli 74 minuti.

ATP MEMPHIS – Come nel 2013, invece, si conferma vincitore assoluto del torneo ATP 250 di Memphis il giovane Kei Nishikori. Classe ’89, gli bastano 90 minuti per avere la meglio sul veterano croato Ivo Karlovic. Tutto facile per il tennista giapponese. Neppure nel tie-break del secondo set l’avversario riesce a fare partita, non riesce ad entrare nel match, nonostante provi a rompere più volte il ritmo all’avversario, più preciso, che chiude a 0 anche il tie-break stesso. Un 6/4 7/6(0) che impartisce una dura lezione al croato, troppo falloso, e schiacciato dal gioco più versatile e vivace di un Mishikori molto ispirato, che quest’anno si era già fatto notare agli Australian Open, arrivando sino al quarto turno dove è stato sconfitto dal finalista Rafael Nadal per 7/6 7/5 7/6. La sua forza risiede nella sicurezza con cui gioca, con una calma che non gli fa mai perdere il controllo, ottenendo col minimo rischio il massimo risultato. Un alto grado tattico e di concentrazione indottagli anche dal maestro Michael Chang, che in passato ha contribuito a scrivere la storia del tennis internazionale (vincendo molto anche al Foro Italico a Roma). Per il giapponese si tratta del quarto titolo in carriera. In semifinale aveva battuto facilmente, per 6/3 7/5 Michael Russell, che nei quarti aveva sconfitto l’australiano Lleyton Hewitt per 6/3 7/6(6). Non sfrutta, invece, Karlovic il ritiro di LU in semifinale sul 6/1 a suo vantaggio. Con la vittoria sul cemento del giapponese (che porta a casa un montepremi di 568.805), anche i nipponici si aprono al tennis.

ATP ROTTERDAM – E, sempre nel maschile, l’indoor di Rotterdam (da 1.500.000 euro) non porta fortuna al vincitore, la scorsa settimana, del torneo Atp 250 di Zagabria: il croato Marin Cilic, che si ferma in finale. Il titolo va al ceco Tomas Berdych, che domina il match, confermandosi uno dei giocatori più in voga del momento, e capace di lottare ai vertici del ranking mondiale. Dopo l’exploit iniziale nei primi games in cui parte meglio Cilic e Berdych appare un po’ “legato”, non passano molti minuti e il ceco, finito di riscaldarsi per così dire, entra in partita e mette a segno un punto dietro l’altro senza lasciare scampo all’altro, visibilmente in difficoltà. Vince agevolmente la partita soprattutto grazie al servizio (9 aces, 83% di punti vinti sulla prima). Conferma l’ottimo esordio di inizio anno agli Australian Open, quando si arrese solamente in semifinale al vincitore del torneo, lo svizzero Stanislas Wawrinka, cedendo solamente dopo 4 set, col punteggio di: 3/6 7/6 6/7 6/7.

WTA DOHA – Infine parentesi femminile col torneo di Doha. Ad aggiudicarselo è la 22enne rumena Simona Halep che, dopo la non facile vittoria in semifinale contro la slovacca Agnieska Radwanska, testa di serie n. 2, si impone anche sulla tedesca Angelique Kerber. Nonostante la difficoltà di giocare contro una mancina, che comunque mette in campo un buon tennis (ma commette qualche errore di troppo), la testa di serie n. 7 del torneo ha la meglio. Col punteggio di 6/2 6/3, Halep porta a casa il settimo titolo in carriera, diventando n. 9 WTA. Il merito della rumena è di riuscire a controllare bene il gioco delle avversarie, anche quelle più insidiose come Radwanska e Kerber, facendole muovere e rompendo loro il ritmo di palla. Le manda fuori di giri (questo è avvenuto soprattutto in finale con la tedesca), variando notevolmente il tipo di tiro che rimanda loro: non permette, con un gioco in top spin tutto da fondo campo, che forse la penalizzerebbe, alla tennista che ha di fronte di “appoggiarsi” sui suoi colpi piatti, penetranti e sempre vicino alla linea. Piuttosto si concede qualche attacco, qualche smorzata e soprattutto palle in back o lobate, anche senza troppo peso, scariche, in modo che siano più difficili da spingere. Ed ecco che gli errori per le avversarie aumentano. Padroneggia bene il campo, non perdendo mai la lucidità. Nella finale di Doha la Kerber ha peccato nel sembrare di avere troppa fretta di fare il punto e di accorciare lo scambio, quando invece avrebbe dovuto palleggiare molto di più per ritrovare la sensibilità sulla racchetta. Nei momenti decisivi le è mancato quel tocco di palla di precisione che, invece, ha sostenuto Halep. Quest’ultima si è dimostrata versatile e capace di giocare bene sia a fondo che a rete. Anche il servizio non l’ha tradita.
Barbara Conti

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento