lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Troppe due camere. Ma quale tagliare?
Pubblicato il 05-02-2014


Camera deputatiIl problema è di metodo, oltre che di merito. Che la strada da intraprendere sia quella di abolire il bicameralismo non ci sono dubbi, è opinione condivisa dalla classe politica come dell’opinione pubblica. Ma, il senatore socialista Buemi lancia una provocazione sul come e sul perché si debba fare: «Il ddl costituzionale che abbiamo presentato oggi, in Senato, prevede la soppressione della Camera bassa del Parlamento in risposta a chi contesta il ‘bicameralismo perfetto’. Abolendo la Camera si risparmierebbe molto di più che chiudendo il Senato».

Una risposta alla demagogia di chi cavalca il sentimento anti-politica proponendo soluzioni che nascondono assenza di contenuti: di fatto, sostiene Buemi, «nel ddl poniamo anche che i costi relativi al funzionamento di presidenza della Repubblica, del Csm e del Senato non debbano superare mai lo 0,1% del bilancio dello Stato. Così facendo dagli attuali quasi 2 miliardi che si spendono per il funzionamento degli organi costituzionali, si arriverebbe così ad una spesa di 528 milioni di euro».

Buemi precisa, infatti, che si è deciso «di presentare questo disegno di legge anche per rispondere al modo in cui sta venendo trattato Palazzo Madama. É da qualche tempo che ci mandano dei provvedimenti solo nella speranza che noi ci limitiamo a ratificare quanto deciso dalla Camera e basta. E questo ovviamente non è possibile, non solo perché spesso abbiamo migliorato progetti di legge che ci erano arrivati dalla Camera in condizioni inaccettabili, ma anche perché noi non siamo dei passacarte».

Del resto, è proprio di queste ore la notizia che il Senato ha approvato il decreto sulla Terra dei fuochi e sull’Ilva in via definitiva apportando significative modifiche al arrivato dalla Camera soprattutto sulle questioni inerenti le emergenze ambientali ed industriali attraverso l’introduzione del reato di combustione illecita dei rifiuti.

Buemi continua sottolineando che «il Senato non è un passacarte» e commenta quanto avvenuto in merito alla questione della compravendita di senatori: «Il Senato si costituisca parte civile nel processo a carico di Silvio Berlusconi e Walter Lavitola sulla presunta compravendita dei senatori», afferma in una nota congiunta Riccardo Nencini e Fausto Longo, secondo i quali è «dovere del presidente del Senato, dell’Ufficio di presidenza e dell’assemblea senatoriale difendere il prestigio e il valore democratico del Senato, anche in sede giudiziaria».

Certo l’abolizione di Palazzo Madama rimane sul tavolo, come ricorda all’Avanti! Luciano Pellicani che sostiene la necessità di «eliminare il bicameralismo perfetto se si vuole dare impulso e governabilità al sistema politico italiano». Il sociologo sottolinea che «è ormai chiaro che il bicameralismo non esiste da nessuna parte, non in Germania, non in Spagna e rappresenta un residuo del passato, un residuo del vecchio Senato di nomina regia».

RdA!

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