martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tsipras: il nuovo Achille contro la barbara Germania
Pubblicato il 07-02-2014


Oggi a Roma Alexis Tsipras, il leader greco di Syriza, lancerà ufficialmente la sua lista per le elezioni europee di maggio.

Capo carismatico della sinistra radicale greca, Tsipras si presenta ai futuri elettori come la stella della sinistra radicale europea (GUE, la Gauche Unitaire Européenne) per fronteggiare la linea Merkel. Quella linea politica fatta tutta di ricette di austerity che, secondo il candidato, porta solo povertà, miseria e criminalità. Tsipras ritiene che quelle che lui definisce formule neoliberiste della Germania non facciano i conti con i principi solidaristici presenti e sanciti nella Costituzione Europea.

In Grecia gli ultimi sondaggi pongono Syriza come il primo partito di opposizione al governo, anch’esso, di larghe intese di Samaras, sostenuto da Nea Dimokratìa e i Socialisti Greci. Tuttavia più i giorni passano, più i consensi aumentano. Da evidenziare la partenza, quest’oggi, di una delegazione di cinque persone dall’Italia con destinazione la Grecia per raccontare la crisi in modo ironico. La delegazione è stata formata dall’economista Alberto Bagnai, il quale sul suo blog, mette in discussione le politiche di austerity e l’insuccesso della ricetta del “risparmio a tutti i costi”. Un punto di vista molto keynesiano, quello di Bagnai, ma interessante perché rivisto e aggiornato per la contemporaneità. Bagnai non è un anti-europeista, ma si definisce un euroscettico fino a quando il sistema economico europeo non apporterà le giuste misure politiche sociali e lavorative per risollevare il popolo del Continente.

La lista Tsipras, dunque, sfiderà l’altro candidato della sinistra europea, il Partito Socialista Europeo, Martin Schultz. Il candidato del PES, appartenente al Sozialdemokratische Partei Deutschlands, e quindi sostenitore della compagine governativa tedesca, non sembra discostarsi molto da quelle che sono le politiche economiche della “Cancelliera di ferro”. Rigore, ma anche riforme in materia di lavoro e politiche sociali.

Tsipras ha trovato in Italia un nutrito gruppo di intellettuali che sosterranno la sua candidatura con il GUE per la presidenza della Commissione Europea. Luciano Gallino, docente di sociologia; Paolo Flores d’Arcais, filosofo e giornalista; Marco Revelli, storico e sociologo; Guido Viale, economista; Andrea Camilleri, scrittore e regista; Barbara Spinelli, giornalista; Gustavo Zagrebelsky, giurista, si sono schierati a favore del leader greco.

I partiti che appoggeranno il GUE saranno SEL e Rifondazione Comunista. L’unica richiesta avanzata da Tsipras è di non inserire nelle liste di eurodeputati politici “riciclati” e di aprire le porte a personalità esperte, oneste e con un forte spirito di solidarietà e giustizia sociale. Niente a che vedere dunque con le Iva Zanicchi. Il miracolo a cui la sinistra italiano spera di assistere è quello di ricompattare i piccoli partiti e movimenti che si ispirano ai principi di uguaglianza, socialità e cooperazione per rifondare un’Europa in cui molti europei non credono più.

Gli oppositori di Alexis Tsipras lo additano come un anti-europeista. Lui risponde: “Non sono anti-europeista. Sono contro quest’idea di Europa, presente solo nel momento di battere cassa”. La Grecia, la grande malata dell’Unione Europea, è allo stremo delle forze. Il malcontento è dilagante. La disoccupazione colpisce tutte le fasce produttive del Paese; il debito pubblico aumenta, i tagli al welfare state e agli stipendi hanno subìto una sforbiciata di circa il 35% in tre anni.

Il tasso di disoccupazione in Grecia è del 27%, il PIL si è ridotto del 25% e le famiglie hanno percepito una riduzione del reddito pari al 40%. In Europa 120 milioni di persone vivono in condizione di estrema povertà. La sfida di Tsipras è stata lanciata: abbattere il muro tra i ricchi e i poveri. Un vento ellenico di progresso, giustizia e parità di diritti tra gli uomini soffia ancora una volta sull’Occidente.

Manuele Franzoso

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