venerdì, 18 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

UCCIDIAMOLI DA PICCOLI
Pubblicato il 03-02-2014


Legge elettorale-Renzi-piccoli partiti-jpg

“La combriccola del Blasco era poco più di un pugno, ma se si stringeva colpiva molto duro”, cantava Vasco Rossi qualche anno fa. Ma, il giovane Renzi, nonostante il soprannome “Fonzie”, sembra non averle mai ascoltato le parole del famoso rocker, forse intento ad ascoltare il suo “We are young”. Non bastavano i dubbi che il progetto di legge firmato ‘BR’ aveva sollevato tra i costituzionalisti. Non bastava l’aver ridotto la rappresentatività e lasciato i partiti nelle mani dei segretari. Non bastava l’aver risollevato il Cavaliere disarcionato. Non bastava l’aver cercato di imporre per legge il bipolarismo/bipartitismo dopo non essere riusciti a conquistarlo per voto.

Stando a quanto rilevato con un sondaggio Ipsos, riportato dal Corriere, la creatura di Renzi sarebbe riuscita a fare il miracolo: con il grande ritorno di Pierferdinando Casini tra le braccia di Berlusconi, nonostante il giuramento di “mai più” pronunciato da Pier, il centrodestra potrebbe farcela al primo turno. Ricompattato intorno a Forza Italia. I piccoli partiti, dunque, pur tagliati fuori in partenza, dalla soglia di sbarramento, e così dalla rappresentanza dell’elettorato, paradossalmente sembrano avere ancora la capacità di colpire molto duro.  Lo fanno nel momento in cui, come portatori d’acqua, sono in grado di dare al partito guida i voti sufficienti a superare al primo balzo la fatidica soglia del 37%. Pur prendendo con il beneficio dell’inventario il valore del sondaggio, sicuramente la questione non è di poco conto.

Proprio su quest’aspetto, infatti, è intervenuto sulle pagine del Corriere della Sera, il segretario del PSI, Riccardo Nencini, esprimendo preoccupazione rispetto all’orizzonte delle prossime elezioni politiche e agli effetti che al momento sembra determinare l’Italicum: «Il fantasma della legge elettorale sta ricoalizzando il centrodestra. E la sinistra riformista? Sola contro tutti. La condizione peggiore per affrontare il futuro. Prima che l’Italicum sia legge, questa è la priorità. Molti avversari non equivale a molta gloria».

Insomma, il Renzellum convince sempre meno, nei contenuti, nei metodi e, soprattutto, rispetto ai possibili risultati politici.

«L’accordo Belusconi-Renzi consegna al Parlamento una bozza di legge peggiorativa, se possibile, della legge 270/2005», il cosiddetto Porcellum, «annullata in due parti fondamentali dalla Corte Costituzionale». É quanto scrive il socialista Felice Besostri, uno dei promotori del ricorso contro il Porcellum accolto dalla Corte Costituzionale, in una lettera ai parlamentari del Psi, chiedendo loro di farsi «carico dell’onore e dell’onere di sostenere una chiara e netta opposizione alla legge Renzi/Berlusconi». Besostri, avvocato, ex senatore, firma la lettera come presidente di Rete Socialista.

Secondo Besostri, «le soglie d’accesso rischiano di lasciar fuori dal Parlamento milioni di voti di cittadini che non si sentono rappresentati dai due maggiori partiti e noi socialisti facciamo parte di questa platea di cittadini esclusi. Il rifiuto di tornare a poter esprimere una preferenza sui candidati, così come stabilito dal referendum del 1993 e riconosciuto dalla sentenza 1/2014 quale legittimo diritto dei cittadini, consegna alla storia una nuova legge truffa costruita per procrastinare nel tempo l’autocrazia di leader». L’esponente socialista sottolinea nella lettera di «ritenere particolarmente grave ripetuto attacco al presunto “potere di ricatto dei partitini” ripetuto più volte dal segretario del Pd.
Anche il Psi è un partitino, ma ha una cultura che si basa sulla proporzionalità della rappresentanza elettorale. Storicamente negli ultimi 20 anni piccoli partiti come il Psi non hanno ricattato nessuno, ma sono, invece, stati vittime di scelte discriminatorie, come il diniego di coalizione nelle politiche 2008 e l’introduzione di soglie di accesso assurde nelle europee 2009. Sono i grandi partiti, che si sono rivelati incapaci di governare l’Italia».

Parole alle quali si sommano le parole di Rino Formica che ha rivolto un appello al direttore dell’Avanti!, Mauro Del Bue, invitandolo a farsi promotore della creazione di un comitato trasversale “per la difesa della democrazia”, “contro la violenza e lo squadrismo nelle Istituzioni e nel Paese” e ”contro la rassegnazione e l’astensionismo impotente”.

Nel merito, dunque, la legge trova oppositori feroci e critici. Al coro di questi ultimi, andatosi ampliando con il passare dei giorni, si somma la voce del segretario socialista, Riccardo Nencini, che, sempre sul Corriere della Sera ha detto che «l’Italicum ancora non è legge ma ha già sortito due effetti. Impone modifiche alla Costituzione ma di queste non si parla. Proporzionale e Carta furono concepiti assieme. Se stravolgi il primo devi rivedere alcune parti della seconda, esempio il sistema di elezione di Csm e Corte». Nencini critica anche l’altro aspetto delle riforme messe a punto da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi: «Se poi abroghi il Senato, le modifiche costituzionali aumentano e vanno messe in armonia con la nuova legge. I protagonisti dell’accordo dovrebbero pensarci».

RdA!

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. La strategia è sempre quella e la madre di tutte queste furberie è sempre il compromesso storico che prima aveva un obiettivo uccidere il PSI, ora è quello di uccidere i piccoli partiti e le grandi culture democratiche, le formazioni politiche guado non portano da nessuna parte se non l’immobilismo e l’allontanamento dalla società e dei suoi problemi.

  2. Ottima sia l’analisi che il senso dell’articolo. Un pò meno quando indica a mezzo dell’appello di Rino Formica l’impotenza dell’astensionismo. La potenzialità attuale dell’astensionismo (soprattutto grazie al porcellum vecchio e nuovo) è invece elevatissima, e questo, a dispetto di tale considerazione, lo stanno capendo milioni di elettori che non si sentono più rappresentati dalla lungimiranza cieca e sorda di una partitocrazia autoreferenziale. A breve, infatti, l’astensionismo sconfinerà, in ogni verifica elettorale, nella maggioranza assoluta degli italiani (in molti casi già avvenuta)…. Definire questa nuova forma di espressione politica “impotente” significherà, a breve, rifare nuovamente i conti con la storia e con i suoi “sovrani” protagonisti…

Lascia un commento