domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Un diluvio di abogados
Stop al turismo forense?
Pubblicato il 11-02-2014


abogadosUltimi posti disponibili per Spagna e Romania, con il biglietto di andata da laureato e ritorno da avvocato. Si è svolta stamattina, martedì 11, presso la Corte di Giustizia delle Comunità europee, a Lussemburgo, l’udienza in merito al rinvio pregiudiziale del Consiglio nazionale forense sulla questione ‘abogados’. Il quesito davanti alla Corte era se rappresenti un eventuale “abuso del diritto comunitario” la pratica di acquisire la laurea in giurisprudenza in Italia, o come abitudine consolidata negli ultimi anni trasferirsi in Spagna per ottenere il titolo di ‘abogado’ e poi tornare in Italia chiedendo l’iscrizione all’elenco speciale degli avvocati ‘stabiliti’.

L’udienza davanti alla Gran Chambre della Corte è stata approfondita e molto partecipata: tra gli osservatori, anche una delegazione di giudici della Suprema Corte Usa, in visita istituzionale a Lussemburgo. Le conclusioni dell’avvocato generale presso la Corte Ue sono previste per il 10 aprile. Solo dopo verrà emessa la sentenza che potrebbe fermare l’esodo e il turismo forense verso la Spagna e la Romania, i Paesi dove grazie anche alla vicinanza linguistica tra italiano, spagnolo e rumeno i tanti laureati in giurisprudenza possono portare in patria il titolo di abogado o avocat. La posizione del Consiglio nazionale forense, volta a verificare se la direttiva comunitaria cosiddetta “di stabilimento” osti a una valutazione caso per caso delle richieste di iscrizione da parte dei Consigli dell’Ordine eventualmente opponendo un diniego in caso di comportamento abusivo, è stata sostenuta davanti alla Corte anche dal Governo italiano e da quello austriaco e romeno.

L’auspicio, spiega il Consiglio nazionale forense, “è che la Corte Europea confermi il suo precedente indirizzo in tema di abuso del diritto”, come articolato nella sentenza Cavallera del 2009, adottato con riguardo alla direttiva qualifiche e che ha applicato il principio del divieto di abuso del diritto. La rilevazione effettuata nelle scorse settimane dall’ufficio studi del Consiglio forense presso tutti gli Ordini forensi per “censire” il fenomeno degli avvocati “stabiliti” in relazione alla loro nazionalità ha dimostrato che il 92% degli avvocati iscritti nell’elenco degli avvocati “stabiliti” sono italiani. Di questi, l’82% dei nuovi avvocati ha conseguito il titolo in Spagna e il 4% in Romania.
Un vero tour internazionale per un titolo non così raro in Italia, dati alla mano, se in Europa ogni 100.000 abitanti ci sono 127 avvocati, la media italiana è di 406. Nel 1921 Calamadrei scriveva “troppi avvocati”, oggi dovrebbe aggiungere anche gli abogados e gli avocat.

Sara Pasquot

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