martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Un saggio del socialista Luigi Iorio per migliorare
il “sistema Italia”
Pubblicato il 20-02-2014


Copertina_libro_Iorio“Pronti a cambiare! Dall’Europa dell’austerità ai diritti del terzo millennio. Analisi e proposte per ricostruire un’Italia diversa”. Questo il titolo del saggio – articolato in due parti – di Luigi Iorio, avvocato, dirigente nazionale Psi e presidente dell’Assemblea nazionale del Forum dei Giovani. Dopo aver rilevato le difficoltà in cui versa l’Italia, il libro dell’esponente socialista presenta una parte di approfondimento contenente numerosi interventi di esponenti della politica e non solo: da Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi a Nichi Vendola, segretario nazionale di Sel, passando per Susanna Camusso – segretario generale Cgil, Stefano Fassina, economista del Pd e Andrea Orlando, attuale ministro per l’Ambiente. Vi sono poi i contributi di Marco Di Lello, presidente del gruppo socialista alla Camera, Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo, e del giornalista-saggista Alessandro Cecchi Paone. “A volte qualche esponente della nuova classe dirigente tende a twittare troppo, e a concludere poco” dichiara all’Avanti! l’autore del saggio – edito da Nuova editrice Mondoperaio – e a breve disponibile nelle librerie Feltrinelli.

Iorio, nella prima del saggio ti concentri su una serie di problematiche strutturali dell’Italia, ponendole in evidenza e al centro del dibattito.

Sì, affronto una serie di tematiche che vanno dall’Europa ai diritti, passando per il lavoro, il welfare, i saperi e la giustizia. Sul fronte dell’Europa rimarco l’assenza di Istituzioni forti e l’eccesso di austerità; per quanto concerne il mercato del lavoro e della mobilità sociale evidenzio il fatto che non si è realizzata alcuna flessibilità, ma anzi, si è andati incontro a una situazione di precarietà che ha visto il fallimento della riforma Fornero e la distruzione – anche a causa dell’austerity europea – del welfare italiano, tra i migliori dagli inizi del secolo scorso. Il momento è difficile, è indubbio, ma la finanza speculativa e le ricette neoliberiste hanno le loro responsabilità. Affronto inoltre il tema del reddito minimo di cittadinanza e della sua importanza, per poi soffermarmi su quello dei tagli consistenti all’università e alla ricerca: 12% in 5 anni.

Un capitolo è dedicato alla giustizia e ai diritti, temi cari ai socialisti.

Sono rinomati i tempi lunghi della giustizia italiana. Il mio auspicio è quello di riformare il processo civile e migliorare quello penale. Dedico un paragrafo alla piaga sociale della questione carceraria: sono circa 90 le carceri costruite e poi abbandonate. Sul fronte dei diritti, il nostro Paese è fermo dagli anni ’70: dobbiamo sciogliere i nodi del matrimonio tra persone dello stesso sesso, lo ius soli, il testamento biologico e il divorzio breve.

Iorio, da dove origina l’idea di scrivere questo saggio?

É stata una sorta di esigenza. L’obiettivo è immaginare e raccontare un Paese diverso. Il Paese che vogliamo. In Italia si parla tanto di problemi e difficoltà, ma di fatto si resta fermi, non si trova una via d’uscita. Io ricerco soluzioni condivise per il miglioramento del “sistema Italia”, ricostruendo una nuova sinistra di governo partendo da un comune perimetro di idee che sia da collante per un progetto ampio e ambizioso. Per un’Italia giusta, solidale e moderna, dunque progressista.

Silvia Sequi

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