venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

ANSCHLUSS
Pubblicato il 18-03-2014


Crimea-annessa-Russia

È durato 47 minuti il comizio di Vladimir Putin nella Piazza Rossa in cui ha annunciato ciò che già ormai tutti davano per scontato dopo il risultato del referendum di domenica: l’annessione della Crimea alla Federazione Russa.

Stiamo correggendo ‘un errore’ commesso giusto sessant’anni fa – ha spiegato il leader del Cremlino a una folla in tripudio – quando nessuno avrebbe mai potuto immaginare che l’URSS si sarebbe frantumata e che la Crimea sarebbe rimasta all’Ucraina, in quello che i russi considerano né più né meno come un ‘furto’.

Putin ha ripetuto, tra gli applausi, le ragioni di Mosca che non sono solo il ‘ritorno’ della Repubblica autonoma di Crimea alla Russia a cui apparteneva prima che Kruscev nel ’54 ne facesse gentile dono alla sua terra natale, ma anche le accuse all’Europa occidentale e in particolare agli Stati Uniti, di tramare per alimentare disordini. “Alcuni politici – ha spiegato – già ci minacciano, non soltanto con le sanzioni economiche ma anche facendo riferimento ai problemi interni. Vorrei sapere a cosa stanno pensando: alle azioni di qualche quinta colonna o dei traditori del Paese? Oppure ci dobbiamo aspettare che puntino a far aggravare la situazione economica e sociale per provocare le proteste popolari?”

Gli aggressori sono insomma gli altri e le proteste occidentali sarebbero senza fondamento perché in passato, la Nato è intervenuta militarmente con la scusa di ‘false ragioni umanitarie’ nel 1999 in Kosovo contro la Serbia (storico alleato dell’Urss) e in Libia nel 2011 per rovesciare Gheddafi, anch’egli in buona rapporti con Mosca. E per fortuna, aggiungiamo, che in Siria gli Usa hanno rinunciato a intervenire militarmente contro Assad, il più prezioso alleato di Putin nel Mediterraneo.

Insomma ‘scagli la prima pietra chi è senza peccato’ sembra voler dire Putin per rintuzzare le accuse occidentali, che ha anche ricordato come il contingente militare russo sia sempre rimasto nel limite di 25 mila uomini come previsto dagli accordi per le basi militari della Flotta russa del Mar Nero. Dunque sono gli altri che ‘provocano’ e minacciano la pace. E sì perché proprio oggi un portavoce della Casa Bianca ha definito come “una minaccia alla pace” delle decisioni del Cremlino e preannunciato nuove sanzioni.

Il presidente ad interim dell’Ucraina, Oleksandr Turcinov, salito al potere dopo la rivolta di piazza Maidan, ha detto che Putin, annettendo la Crimea, seguirebbe l’esempio della ‘Germania nazista’. “Le autorità russe – ha tuonato Turcinov – hanno avviato oggi un sordido gioco per annettere la Crimea. Con l’annessione dei territori di altri Stati, la Germania nazista diede il via alla II guerra mondiale. E ora Putin segue l’esempio dei fascisti del XX secolo”.

Ma per fortuna, per ora, fatta eccezione per un piccolo scontro a fuoco con un militare ucraino ferito in una base dell’esercito a Kubanskoye, nei pressi di Sinferopoli, tutti sperano di mantenere la tensione solo a livello verbale. E non è poco.

Se Gli Usa pigiano sull’acceleratore delle sanzioni – anche perché il costo di queste misure viene inevitabilmente pagato soprattutto dai Paesi europei che hanno un fitto interscambio economico con la Russia – la UE, sempre in difficoltà quando si tratta di prendere decisioni rapide ed efficaci, per ora si è limitata ad affermare che “non riconosce e non riconoscerà l’annessione della Crimea e di Sebastopoli alla Federazione russa”. Nella dichiarazione i presidenti del Consiglio e della Commissione Herman Van Rompuy e Josè Manuel Barroso, hanno spiegato che “sovranità, integrità territoriale e indipendenza dell’Ucraina devono essere rispettate. L’Unione europea non riconosce né il referendum in Crimea, illegale e illegittimo, né il suo risultato. In linea con la dichiarazione dei capi di Stato e di governo Ue del 6 marzo e con la nostra sulla Crimea il 16 marzo, il Consiglio Europeo discuterà la situazione in Ucraina alla sua riunione questa settimana e concorderà una risposta europea unitaria”.

Quanto all’Italia, la ministra degli esteri Federica Mogherini, in un intervento in Parlamento, ha definito l’annessione della Crimea “un grave sviluppo negativo della crisi ucraina e prefigura un isolamento grave della Federazione, in quanto frutto di azioni unilaterali non giustificate” preannunciando la possibilità di un inasprimento delle sanzioni. Fra le misure ci sarebbe l’esclusione della Russia dal G8. “Si tratta di una sospensione e non di un superamento del formato G8”, poi del “dispiegamento di una missione dell’Osce, molto consistente, con diverse centinaia di osservatori”. Ma la notizia più importante l’ha data alla fine, ed è una notizia che serve a rispondere alle ansie più profonde di Putin: “Non riteniamo e mi auguro che continueremo a non ritenere nelle prossime settimane che l’ambito Nato sia quello giusto per affrontare il tema dell’Ucraina. Sono rassicuranti le parole di esponenti di Kiev che oggi escludono l’adesione dell’Ucraina alla Nato”.

Dunque la conferma che, per fortuna e per ora, il confronto resta sul piano diplomatico dove, come si sa, una soluzione alla fine la si trova sempre.

Armando Marchio

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