martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Augusto, un po’ meno sconosciuto grazie al FAI
Pubblicato il 13-03-2014


Fai-mausoleo-AugustoOltre 7.200.000 visitatori e 7.700 beni aperti. Questi i dati che le Giornate FAI di Primavera hanno riportato dalla prima edizione ad oggi. Ed anche quest’anno, giunta alla sua ventiduesima edizione, l’apertura della più grande festa di piazza dedicata alla cultura e all’ambiente non sarà da meno. Sabato 22 e Domenica 23 marzo 2014, saranno più di settecentocinquanta i beni straordinariamente aperti ai visitatori per l’occasione, alla quale aderiscono ben 20 regioni. Fra le aperture, 177 luoghi di culto, 136 palazzi e ville, 16 borghi e quartieri; ed ancora castelli, aree naturalistiche, mostre, concerti, caserme, arsenali, archivi e tanto altro.

Quest’anno l’edizione è dedicata ad Augusto (63 a.C. – 12 d.C.), nel secondo millenario della sua morte, con l’apertura di 120 luoghi che ne raccontano la storia. A Roma non possiamo non menzionare il Mausoleo di Augusto, il più grande sepolcro a pianta circolare conosciuto e mai reso accessibile fino ad ora, il Foro di Augusto, costruito per commemorarne la vittoria nella battaglia dei Filippi e il Teatro di Marcello, l’unico conservato dei tre teatri di Roma antica. Ma l’itinerario dei luoghi dedicati alla figura dell’Imperatore Augusto comprende aperture straordinarie e visite guidate in vari siti archeologici e musei di tutta Italia, dal museo archeologico nazionale a Reggio Calabria all’ Arco di Augusto ad Aosta. Una dedica ad un personaggio che ha segnato una forte pausa nell’espansione dell’Impero Romano, ma dalla quale è riuscito non solo a risollevarne le sorti, ma a ristrutturarlo, partendo dalle fondamenta e dalla memoria e portandolo alla grandezza. Quindi un periodo storico nel quale ci possiamo identificare come nazione; un uomo a cui dovremmo ispirarci, portatore di temi e valori che non sono mai stati così attuali e necessari come oggi.

Non solo musei e siti archeologici, ma “tutto quello che la storia ha prodotto”, dice il vicepresidente esecutivo FAI, Marco Magnifico. Dalla possibilità di visitare la Sede RAI di Milano, all’archivio di Stato di Napoli; dal bellissimo Arsenale Marittimo a La Spezia, fatto edificare da Camillo Benso conte di Cavour, al Carcere San Sebastiano a Sassari, costruito sul modello panottico.

Non mancano, inoltre, visite esclusive riservate a coloro che sostengono la Fondazione con partecipazione e concretezza come, per esempio, Palazzo Labia, splendido edificio barocco di Venezia, ora di proprietà della RAI, dove è possibile ammirare gli affreschi dipinti da Giambattista Tiepolo; l’antico palazzo del Corriere della Sera e le sue stamperie, a Milano, dove sarà possibile assistere in diretta, nelle ore notturne, alla produzione del giornale e Villa Lucia a Napoli, ritrovo di intellettuali ed artisti del 900. Quest’anno particolare attenzione vi è anche per degli stranieri, con delle visite guidate su più di 42 beni e, per i più sportivi, ci sarà l’occasione di fondere cultura ed attività fisica con 50 biciclettate in collaborazione con la FIAB- Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

Un evento dove si può riassaporare la tradizione e la cultura secolare del nostro paese, ricostruendone la conoscenza e ammirandone la bellezza. Una festa fatta per noi e da noi: sono più di 22.000 quest’anno gli apprendisti ciceroni e più di 7.000 i volontari. “La missione del FAI è quella di curare i luoghi, di vigilare su di essi ma, soprattutto, di educarci al patrimonio. E questo è possibile solo con la partecipazione piena della società civile” , ricorda Andrea Carandini, presidente del FAI. E chiunque può farlo, iscrivendosi alla Fondazione oppure donando un euro tramite messaggio al 45595, aiutando così studenti e volontari a rispettare il ricordo del nostro passato, ma anche vivendo insieme tante storie diverse, che, in fondo, ne raccontano una sola: la nostra. Aggregazione, unione, conoscenza, questo è l’obbiettivo dell’opera di sensibilizzazione del FAI, perché, come ricorda Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, “le persone salvano ciò che amano, ma amano ciò che conoscono”.

Gioia Cherubini

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