martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Breve vademecum: Inps, la nuova Apsi
Pubblicato il 10-03-2014


La riforma del lavoro 2012 del ministro Fornero ha introdotto, in materia di ammortizzatori sociali, una nuova indennità di disoccupazione, l’Aspi e la mini Aspi. Esattamente dal 1° gennaio 2013 l’ASPI e la Mini-Aspi  hanno fatto il loro ingresso ufficiale. Da questa data infatti, presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti ex art. 24 della legge n. 88/89, l’Assicurazione Sociale per l’Impiego, la cd ASpI, è attribuita ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. Un’indennità di disoccupazione mensile quindi che da una parte ha sostituito la preesistente assicurazione contro la disoccupazione involontaria e dall’altra si caratterizza per l’ampliamento della platea dei soggetti tutelati, per l’aumento della misura e della durata delle indennità erogabili agli aventi diritto. L’Aspi, pertanto, destinata a sostituire l’indennità di mobilità, di disoccupazione non agricola ordinaria, di disoccupazione con requisiti ridotti e di disoccupazione speciale edile, può  dunque essere applicata a tutti i lavoratori privati con contratto a tempo indeterminato e determinato, ai dipendenti della pubblica amministrazione a termine e finalmente anche ad artisti e apprendisti.Requisiti – I requisiti per essere ammessi al trattamento economico sono analoghi a quelli che hanno consentito fino a prima dell’entrata in vigore della nuova prestazione l’accesso all’indennità di disoccupazione non agricola ordinaria, cioè 2 anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane di lavoro nell’ultimo biennio.Durata – Questo tipo di assicurazione ha una durata di 12 mesi per i lavoratori con meno di 55 anni di età e di 18 per quelli con almeno 55 anni di età. Inoltre i periodi di lavoro inferiori a 6 mesi sospendono l’erogazione dell’assegno, con ripresa alla fine dell’attività lavorativa mentre quelli superiori a 6 mesi, in presenza dei requisiti contributivi, fanno ripartire la prestazione.Importo – Il trattamento economico, prevede un’indennità con un tetto massimo, per il 2014, pari a 1.165 euro, che si abbatte del 15% dopo i primi 6 mesi e di un ulteriore 15% dopo altri 6.Mini-Aspi (trattamenti brevi) – Sempre a partire dal 2013, con la mini-ASPI è stato del tutto modificato l’impianto del precedente sussidio di disoccupazione con requisiti ridotti. La prestazione non viene corrisposta l’anno successivo ma durante il periodo di disoccupazione e viene calcolata in maniera del tutto analoga a quella prefigurata per l’ASPI.

Requisiti – Il requisito di ammissione al trattamento è la presenza di almeno 13 settimane mobili di contribuzione negli ultimi 12 mesi.

Durata – La durata massima è pari alla metà delle settimane di contribuzione accreditate negli ultimi 12 mesi detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel medesimo lasso di tempo. Inoltre è ipotizzata la sospensione dell’erogazione del beneficio per periodi di lavoro inferiori a 5 giorni.

Contribuzione – Si mantiene l’aliquota di copertura dell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria pari a 1,31% per i lavoratori a tempo indeterminato mentre è lievitata dell’1,4% per gli altri. L’aliquota aggiuntiva non si applicherà ai lavoratori assunti in sostituzione di altri, ai lavoratori stagionali e agli apprendisti. Nel caso in cui il contratto divenga a tempo indeterminato, si avrà una restituzione pari all’aliquota aggiuntiva versata, con un massimo di 6 mensilità. Giova al riguardo ricordare che qualora fosse disposta, la restituzione avverrà al superamento del periodo di prova. A partire dal 2016, i datori e i lavoratori non tutelati dalla cassa integrazione dovranno finanziare lo strumento che consentirà loro, in caso di necessità, di usufruire di un sostegno al reddito.

Chi non ha diritto all’Aspi? – Non ha titolo all’assegno in questione chi sconta una o più pene per reati di mafia, terrorismo, strage e eversione, mentre lo stesso diritto sarà perso anche da chi rifiuterà un’offerta di lavoro con uno stipendio superiore del 20% all’indennità.

Per le Pmi: più semplice gestire le procedure per la salute e la sicurezza

Nelle aziende di piccolissime, piccole e medie dimensioni sarà più semplice l’adozione di un sistema di gestione della salute e sicurezza. Sulla Gazzetta ufficiale numero 45 del 24 febbraio, infatti, è stato pubblicato il decreto emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che semplifica le procedure per le piccole e medie imprese che decidano volontariamente di adottare un modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (Mog), idoneo ai fini dell’efficacia esimente nei confronti dei reati previsti dall’articolo 25 septies del decreto legislativo 231/2001 (omicidio colposo o lesioni colpose gravi e gravissime derivanti dalla violazione delle norme antinfortunistiche).

“L’Istituto ha sempre sostenuto l’utilizzo di questi sistemi”. “Da anni sosteniamo l’importanza strategica di adottare modelli organizzativi e di gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro come strumento di prevenzione – ha commentato Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione dell’Inail – L’adozione di questi modelli, se efficacemente attuati, consente infatti di prevenire alcuni reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro e, di conseguenza, di essere esentati dalla responsabilità amministrativa a essi collegata”.

Frequenza e gravità degli infortuni inferiori nelle imprese virtuose. “Valutando dati statistici forniti dalla Consulenza statistico attuariale – ha aggiunto Fabrizio Benedetti, della Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp) dell’Inail – abbiamo rilevato che nelle aziende in cui si adottano questi sistemi di gestione si riscontrano indici di frequenza e gravità infortunistica inferiori rispetto a quelle che non le adottano. Mediamente si tratta del 27% in meno nel caso dell’indice di frequenza e del 35% in meno per la gravità infortunistica”.

Facilitato l’adempimento degli obblighi giuridici. Il decreto semplifica l’adempimento degli obblighi giuridici, tenendo conto della struttura dell’impresa. Il modello di organizzazione e gestione della salute e della sicurezza non è, infatti, obbligatorio e la sua applicazione deve essere valutata dalla direzione aziendale in base alle proprie specifiche esigenze. “Credo che le aziende aderiranno volontariamente all’adozione di questi modelli – ha puntualizzato Benedetti – anche in conseguenza della promozione portata aventi dall’Istituto in questo senso”.

La modulistica scaricabile online. L’elaborazione delle procedure semplificate per le Pmi è scaturita dai lavori della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, istituita presso il Ministero del Lavoro, cui l’Istituto partecipa attivamente attraverso diverse professionalità presenti in qualità di esperti. L’articolo 30 comma 5 bis del decreto legislativo 81/08 prevede, infatti, che la Commissione elabori “procedure semplificate per la adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese”. Le Pmi possono utilizzare la modulistica pubblicata nella sezione “Sicurezza nel lavoro” sul sito del Ministero, che può essere adeguata e integrata a seconda della complessità organizzativa e tecnica aziendale.

Carlo Pareto

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