giovedì, 19 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Buemi: risparmio doppio
se si abolisce la Camera
Pubblicato il 12-03-2014


Camera-deputati“Siamo in un momento di grande evoluzione negli scenari di governance del Paese.” Così il senatore Psi Enrico Buemi, alla presentazione del libro di Domenico Argondizzo sul bicameralismo in Italia. “Essi si fondano su un tripode di strumenti normativi che vanno maneggiati con cura, come è l’insegnamento dei Padri costituenti: Costituzione, legge elettorale e regolamenti parlamentari”, ha commentato Buemi.

“Nell’ultimo mese, invece, la celerità – che si vuole imprimere a questi tre treni – rischia di farli deragliare l’uno sull’altro”, continua il senatore Psi. “La nostra sfida è quella di scendere sul terreno mediatico, per dimostrare come il diktat può essere trasformato da tragedia in farsa.”

“La provocazione dei socialisti si incentra su di un tripode altrettanto efficiente: una riforma costituzionale che ‘fa risparmiare’ il doppio, abolendo la Camera più numerosa, una riforma elettorale che ‘accelera’ l’esito della legislatura più e meglio di quanto faccia l’Italicum – spiega Buemi – perché si fonda sui collegi del Mattarellum (per cui rappresenta uno stimolo fortissimo ai grandi partiti ad abolire i restanti seggi, salvo il diritto di tribuna); una riforma dei regolamenti parlamentari che scelga la sede redigente come modalità di trattazione per tutti i disegni di legge ordinari (voto degli articoli in Commissione, in Aula solo il voto finale).”

“La provocazione è volta ad abolire gli emendamenti di propaganda: azzerando la demagogia, sin qui spesa da tutti gli schieramenti – continua Buemi – si può ottenere un percorso diverso, che non sacrifichi l’azione di riforma, attesa dal Paese, ma vi inserisce un momento di meditazione e di equilibrio, che oggi manca.”

“La Corte costituzionale ha già chiarito che l’indicazione del capo della coalizione – all’atto del deposito delle liste elettorali – non pregiudica le procedure costituzionali sulla scelta del Presidente del consiglio, di spettanza dell’incontro di volontà tra Capo dello Stato e Parlamento (sentenza n. 23 del 2011)”, continua il senatore Psi. “Se si vuole maggiore rapidità del procedimento legislativo, si possono sostituire alcune competenze legislative ordinarie della Camera alta con una maggiore vocazione al controllo, alla condivisione delle nomine ed al miglior rapporto con le autonomie locali. Ma occorre tener conto che non il Parlamento, ma il Governo ha finora ingolfato il procedimento legislativo, con la proliferazione dei decreti-legge, con i maxi-emendamenti e con le questioni di fiducia poste a ripetizione su tutti i principali provvedimenti”, specifica il senatore socialista.

“Il libro di Argondizzo argomenta su questa patologia, che affonda le sue radici già nel periodo statutario e che era ben presente ai Costituenti – continua Buemi – mantenere “entro la cornice costituzionale i rapporti istituzionali tra Governo, Parlamento e Presidente della Repubblica nello svolgimento della funzione legislativa” è la priorità, che il giudice Cartabia ha giudicato violato dalla legge Fini/Giovanardi. Ecco perché non si può agire “a detrimento delle ordinarie dinamiche di confronto parlamentare” (sentenza n. 32 del 2014): occorre che il nesso fiduciario non “inquini” la legislazione torcendo il braccio del Legislatore oltre il consentito dall’attuazione del programma di governo.”

“La garanzia può essere offerta limitando ad una sola Camera il nesso fiduciario, come prevede il disegno di Renzi, oppure con altre modalità, compresa quella norvegese del Parlamento in seduta comune individuata dal costituente Tosato. Quel che è certo, però, è che il valore della governabilità, cui i socialisti sono da sempre attenti – conclude Buemi – ha senso soprattutto nel sistema elettorale della Camera che esprime la fiducia. L’altra Camera ha da essere, ma non può che ispirarsi al valore della rappresentatività, assicurando un diritto di tribuna a tutte le opinioni e non invece una deriva super-maggioritaria che non avrebbe più alcun senso.”

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento