martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Caracas, Paniz torna libero
ma la repressione continua
Pubblicato il 17-03-2014


Gustavo-paniz-liberoGustavo Paniz, Segretario dei giovani socialdemocratici di “Un Nuevo Tiempo”, è tornato libero nella notte di venerdì 16 marzo. Scadute le 48 ore di custodia cautelare, limite massimo fissato dalla legge venezuelana, il nostro compagno e concittadino è stato rilasciato in regime di libertà condizionale, con obbligo di firma ogni 30 giorni e divieto di lasciare il paese. Il tribunale non ha reso noti i motivi della carcerazione di Paniz ed ha, inoltre, trattenuto una parte dei suoi effetti personali sequestrati al momento dell’arresto (tra i quali il telefono cellulare).

L’ambasciata d’Italia a Caracas, allertata dalla FGS poche ore dopo l’arresto, è intervenuta attivamente nella vicenda ed è entrata in contatto con i familiari di Gustavo e con la Guardia Nacional Bolivariana, corpo che gestisce il carcere militare in cui era stato recluso.

Alla mobilitazione internazionale lanciata dalla Federazione dei Giovani Socialisti (unica giovanile socialista europea ad interessarsi della vicenda) si sono uniti anche i nostri parlamentari eletti in America Latina, ed in particolare Fausto Guilherme Longo, Senatore del PSI, e il Deputato del Partido Democratico, Fabio Porta.

Gustavo è tornato in libertà, anche se controllata, ma sembra che il pugno di ferro del regime di Maduro, in difficoltà per i fallimenti della politica chavista, abbia colpito anche altri cittadini italiani.

La scorsa settimana, durante la repressione di una manifestazione studentesca, sarebbero stati arrestati gli studenti italo-venezuelani Rocìo Gabriela D’Ettore, Andrea Vecchionacce e Armando Maglione. Quest’ultimo si troverebbe ancora nelle carceri della GNB e sembra sia stato duramente maltrattato riportando una profonda ferita alla fronte, che avrebbo richiesto l’intervento di personale medico e di punti di sutura.

È notizia di ieri, infine, l’arresto del professore universitario Nico Di Rienzo, cittadino italo-venezuelano docente di contabilità presso l’Università di Santa Maria.

Ci auguriamo che il Governo, il Ministero degli Affari Esteri e l’Ambasciata d’Italia a Caracas seguano da vicino la vicende venezuelana tutelando i nostri concittadini, e non solo loro.

In Venezuela sta andando in scena una delle più violente repressioni degli ultimi anni. Si contano già 30 morti, oltre ad un numero imprecisato di feriti ed arrestati.

Riccardo Galetti

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