martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Caso Marò, se ne riparla dopo le elezioni (indiane)
Pubblicato il 28-03-2014


Maro-elezioni-IndiaQualcosa si muove in merito alla situazione dei nostri due fucilieri di Marina, agli arresti domiciliari in India dal 15 febbraio 2012. La Corte Suprema indiana ha accolto il ricorso dei legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone contro l’utilizzo della Nia, la polizia antiterrorismo, nella formazione del procedimento d’accusa e sospeso il procedimento presso il Tribunale speciale. In poche parole l’Italia disconosce l’iter giudiziario che ha finora caratterizzato la vicenda dei due marò accusati di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati del mare che tentavano un assalto alla nave portacontainer Enrica Lexie, battente bandiera italiana, su cui erano imbarcati e che avevano l’incarico di difendere proprio contro eventuali arrembaggi.Secondo fonti legali, il ricorso accolto dalla Corte “contesta in toto il diritto dell’India a condurre l’inchiesta e a giudicare i marò” e sulla base di questo il governo italiano ha chiesto ufficialmente che sia la giustizia italiana a occuparsene e il loro immediato ritorno in Patria. “Il governo – afferma una nota di Palazzo Chigi – continuerà a svolgere tutte le azioni internazionali utili a raggiungere quanto prima entrambi gli obiettivi”.

Dopo la decisione del tribunale indiano di non tenere conto della Sue Act (la legge anti – terrorismo ), escludere dalle indagini anche la Nia mette comunque fuori pericolo i nostri militari da una possibile, incredibile, ma possibile accusa di ‘terrorismo’.

Da ricordare come proprio la Nia aveva invitato i nostri militari a scendere a terra, dopo aver fatto entrare la nave in porto per un ‘controllo’, traendoli invece in arresto e requisendo loro armi e documenti.

L’Italia punta comunque a un’azione internazionale concertata e allo stesso tempo più ampia. L’inviato speciale del Governo, Staffan De Mistura, ha detto chiaramente che l’Italia ‘’non riconosce la giurisdizione indiana sul caso e che quindi rifiuterà il processo e non presenterà i due militari in tribunale.’’ Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha posto ieri (27 marzo) la questione anche nel colloquio con il Presidente Barack Obama, chiedendo un intervento diplomatico americano a sostegno delle nostre ragioni. “Abbiamo parlato della vicenda dei due marò illegalmente trattenuti in India. Ho ringraziato il governo degli Usa per il supporto dato in questa fase di discussione internazionale e ho chiesto al presidente Obama di poter contare su un ulteriore appoggio e sostegno”, ha detto Renzi nella conferenza stampa al termine della visita a Roma del Presidente Usa.

Intanto la Corte Suprema indiana ha aggiornato la prossima udienza tra quattro settimane, sospendendo di fatto il giudizio fino alle fine delle elezioni. Nonostante la sentenza di oggi, rimane comunque alta l’insoddisfazione dello staff legale dei due militari italiani mentre ormai è consolidfata la convinzione che questa vicenda potrà trovare una conclusione solo al termine delle elezioni politiche indiane che avranno inizio il 7 aprile e che si concluderanno il 12 maggio. Solo allora infatti, sulle decisioni del Tribunale non peseranno più gli interessi politici di una campagna elettorale che ha avuto una forte connotazione nazionalistica.

Alessandro Munelli

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