domenica, 19 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Che fare alle elezioni europee?
Pubblicato il 22-03-2014


Se la direzione ha chiarito la posizione del Psi sulla questione della legge elettorale, non è ancora chiaro quale sarà il modo col quale il Psi affronterà le elezioni europee che si svolgeranno tra poco più di due mesi. Se ne dovrà occupare il Consiglio nazionale di sabato prossimo. Sull’argomento vorrei esprimere qualche opinione. La novità dell’adesione del Pd di Renzi al Partito del socialismo europeo non può essere trascurata. Se questo era l’unico argomento polemico nei confronti del Pd, allora si dovrebbe ammettere che non sussistono più distinzioni di fondo e trarne le logiche conseguenze.

Personalmente mi sono sforzato di proporre per il Psi, direi piuttosto isolato, dopo le elezioni politiche, ma in realtà da sempre, il problema di una identità liberalsocialista, che lanciava al Pd non solo la sfida sulla questione del socialismo europeo, che peraltro il Pds, poi Diesse, aveva risolto senza per questo che fosse stato sciolto un partito, anzi più partiti, di tradizione socialista italiana. Ci sono fondamentali valori che attengono alla democrazia, vedasi appunto questa legge elettorale immonda, e che si riferiscono ai diritti civili, alla laicità, alla giustizia, che ci vedono ancora su sponde diverse. È vero che il Pd di Renzi pare voglia accentuare la sensibilità del partito anche sui temi cosiddetti etici, e se l’uomo nuovo, così decantato da destra ancor più che da sinistra, cancellerà anche questa differenza ne prederemo atto.

Certo la comune adesione al socialismo europeo e la reciproca indicazione di Martin Schulz alla presidenza della Commissione impone una seria riflessione sulla scelta da compiere. Se il Pd fosse disponibile a formare una lista del socialismo europeo senza presentare il suo simbolo credo che dovremmo accettare di unire le forze o meglio una forza e una debolezza, per essere realisti. Esistono le preferenze, certo. E una lista comune, tra un elefante e una zanzara, offre scarsi margini di successo per quest’ultima. Dovrebbe saper pungere oltre l’immaginabile. Diciamo che potremmo concorrere e molto difficilmente arrivare. L’alternativa è partire subito a preparare una lista del Psi, magari allargata a non saprei chi, ma, se fossero disponibili, ad esempio ai compagni di Sel che non vogliono appoggiare Tsipras. Sarebbe un’idea tutt’altro che peregrina.

Esiste il problema delle firme e non si tratta di questione irrilevante per noi. Bisognerebbe chiarire una volta per tutte se per presentare una lista basta l’esistenza di un gruppo parlamentare, come quello di Socialisti e Autonomie al Senato, per esserne esonerati. Certo se è complicato eleggere in una lista col Pd con le preferenze, è forse ancor più complicato raggiungere la soglia minima del 4 per cento per ottenere deputati europei con una nostra lista. Aspettare che il tribunale di Napoli si pronunci sul nuovo ricorso presentato, tra gli altri, dal nostro bravo Besostri, mi pare utopistico. Siamo chiamati a compiere una scelta tra pochissimi giorni, non rinviabile, e non conosciamo ancora queste due variabili (l’atteggiamento del Pd sul simbolo da presentare e la necessità o meno di raccogliere le firme per presentare una lista nostra) correndo purtroppo il rischio, com’é accaduto in occasione delle elezioni politiche che, decidendo all’ultimo momento, si debba mangiare qualsiasi minestra per non saltare dalla finestra.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. caro Del Bue, da riformista ex PCI auspico una lista socialista autonoma alle europee (e anche dopo). Il 4% è una montagna ma considerate: la diaspora socialista e il fallimento del berlusconismo, le insoddisfazioni della sinistra PD, le incertezze di SEL e qualche ex rifondatore pentito..E magari qualche grillino rinsavito. Io ci spero ma per questo obiettivo ora occorre lavorare con convinzione (vero Nencini?).Carlo51

  2. Siamo poveri, ma nanteniamo almeno la nostra NOBILTA’ laica, che ci consente a che di difendere la nostra storia. Poveri ma belli e meno intransigenti. Più che aprire a SEL, che non serve, bisogna riaprire a tutte le anime socialiste che non si riconoscono nel PSI della rosa e uscira dalla posizione “né carne, né pesce” per essera aggreganti di molti cottadini che non aspettano altro.
    Quindi, massimo sforzo (come fece De Michelis a suo tempo) per identificare il PARTITO DEL SOCIALISMO EUROPEO: ROSA E GAROFANO ASSIEME.
    Sarà certamente un successo, sia in voti che in seggi!
    Vedi Mauro, non possiamo tagliarci i c….ni, per far dispetto a qualcuno. Riprendiamoci la dignità e l’orgoglio. Certamente non guasta

  3. Caro Mauro, è quel “non saprei a chi” che taglia la testa al toro. Una lista del solo Psi alle europee (al netto dei problemi legati alla raccolta firme,operazione a mio giudizio improponibile, considerate le nostre forze) sarebbe un diabolico errore. Perché come recita il detto:”sbagliare è umano, perseverare è diabolico”. In altre parole sarebbe voler ripetere, in condizioni di partenza ancora più sfavorevoli l’esperienza del 2008 che ci portò ad un passo dall’affissione del cartello “si chiude per cessata attività”. Nel 2008 il Psi aveva più iscritti, un tesoretto (che oggi non c’è) da investire in campagna elettorale, sondaggi che un mese prima del voto ci collocavano attorno al 2,5% con un margine di crescita dello 0.5. Il risultato fu sconfortante e agghiacciante: lo 0.9%. Oggi, tra tutti i sondaggi, quello a noi più favorevole ci stima all’1.1%. Un altra considerazione: alle europee del 1999 (15 anni fa) lo Sdi ottenne il 2.2%, cinque anni dopo il npsi, poco meno. In entrambi i casi furono eletti 2 parlamentari ma, come ben sai, non c’era lo sbarramento al 4%.
    Non perseguire la strada, peraltro votata da 500 delegati al congresso di Venezia, di una lista riformista legata al Pse a sostegno di Martin Schulz, per tentare un’altra volta quella identitaria, con nessuna possibilità di successo è, a mio parere, pura follia. E chi insiste nel proporla pare vivere su un altro pianeta. Nessuno pensi che la nostra antica appartenenza al Pse possa costituire una sorta di clausola di salvaguardia per il futuro. Non è così perché l’ingresso del Pd nel Pse ha cambiato radicalmente lo stato delle cose. Bene ha fatto il segretario, durante la sua relazione all’ultima direzione a portare l’esempio della resistenza jugoslava nella seconda guerra mondiale. Il conservatore monarchico e anticomunista Churchill con cinico pragmatismo tra i monarchici di Mihailovic e i comunisti di Tito non ebbe dubbi: scelse di appoggiare questi ultimi perché meglio armati e più forti. Ciò che contava per Churchill era vincere la guerra. Codesto è, mutatis mutandi, il medesimo atteggiamento dei vertici del Pse alla viglia delle elezioni europee.
    E’ meglio che tutti noi ce ne facciamo una ragione.
    Dunque è necessario serrare le fila, sostenendo il non facile tentativo di costruire con il Pd (e con chi ci sta) una lista che abbia visibile nel suo simbolo il riferimento al socialismo, concorrendo con nostri candidati a fare si che il Pse ottenga una vittoria che consenta a Martin Schulz di essere eletto presidente della Commissione europea. Consapevoli che, con i chiari di luna attuali,in Italia ed in Europa, non sarà facile.

  4. Per come la rappresenti la questione non sembra offrire grandi margini di manovra. Visti i tempi ristrettissimi voglio sperare che siano già in corso contatti con quei compagni di SEL in disaccordo con l’operazione TSIPRAS, per verificare se esistano le condizioni di una lista; intanto però attrezziamoci a raccogliere queste firme, se poi il PD decidesse di presentare una lista del socialismo europeo rinunziando al proprio simbolo, anche per noi zanzare con pungiglione scarso, tanto meglio. La cosa peggiore è rimanere accucciati ad aspettare che dal banchetto dei commensali cada qualche briciola sotto il tavolo.

  5. Vorrei votare per il PSE senza dover scegliere il PD di Renzi. Mi piacerebbe una lista socialista non solo di partito ma aperta a intellettuali del mondo liberalsocialista e laico. Non solo italiano, ma europeo. Caratterizzata da valori come il federalismo europeo, moderne ed inclusive proposte di welfare universalistico, una ecologia attuale e non primitivista, laicità e diritti civili. Un pungolo riformatore insomma. Con molte candidature (e nelle posizioni giuste) giovani e nel rispetto della diversità di genere. Diversamente, una lista unitaria con il PD, rischierebbe di rendere invisibile il PSI. Una sorta di cespuglio. Spero che non accada. Una lista aperta a tutti con il solo simbolo del PSE potrebbe essere accettabile, ma non dovrebbe essere una cosa solo di facciata. Ma di contenuto. Ad esempio, che ci starebbe a fare lì quella parte di PD che fa riferimento a Fioroni?

  6. caro Mauro,
    la tua analisi è pienamente condivisibile.. tuttavia il nostro partito, spesso per “utili” o “futili” ragioni di “bottega ” , non sa essere così incisivo e lucido come tu lo vorresti. Stimolare il PD sulla scelta europea di piena adesione al PSE, che significa sposarne non solo i riti più esteriori, ma assumere pienamente i connotati del socialismo democratico europeo, adottando anche un simbolo consono a tale scelta, deve essere la missione a cui i pochi socialisti del PSI devono essere pronti a “sacrificarsi”. Dobbiamo essere stimolo e pungolo perché ciò accada. Temo che nel PD , uomini e donne innovativi e aperti al nuovo come appare Renzi, siano nella realtà assai ben pochi… spesso è seguito perché Lui è il carro vincente che può portare lontano… ma purtroppo la mentalità di molti di costoro è più vuota di una zucca essiccata!! Hai ragione il tentativo va comunque fatto. E questa considerazione , dovrebbe trovare anche utile applicazione sul terreno delle prossime elezioni amministrative… il Pd se vuole essere più credibile come forza socialista -democratica di stampo europeo, non può fare a meno dei socialisti del PSI. Siamo utili non solo per dare un “parvenza di socialismo ” alle loro liste, ma serviamo per vincere!!! Per attrarre anche quei “vecchi socialisti ” ora non più folgorati da Silvio Berlusconi…. chissà se avranno l’intelligenza di capire ciò!! Ai posteri l’ardua sentenza.
    un saluto fraterno Adelmo Candolo .

  7. Tra le Tue considerazioni e quelle del compagno Pecheux vedo già che andremo a finire a sostenere la Lista del PD, non solo perchè non avremo tempo per la raccolta delle firme, ma perchè è un processo segnato e voluto dalla Dirigenza. Altrimenti è inammissibile non avere chiesto e ottenuto ancora risposte dal PD sulla Lista PSE a sostegno di Schulz. E’ vero che con la lista PD ci saranno molti Socialisti che non voteranno.

  8. Caro Pecheux.
    Guarda che chi vive in un altro pianeta. sei tu
    Il Pd forse inserirà , hai minimi termini peggio delle clause assicurative ,la magica parola Pse, nella quale noi putroppo ci illuderemo di vedere motivi sufficrenti per una lista comune Pse alla quale aderire con nostri candidati ma sarà una lista PD nella quale e all’ultimo momento , per carita cristiana , verra inserito un nostro candidato per ogni circoscrizione .
    Credimi siamo noi che diamo tutta questa importanza all’entrata del PD nel Pse ma, in realta non è cambiato niente .
    Il Pse è diventato semplicemente Pse Socialisti e Democratici, in pratica nella sigla e nella sua organizzazione si è preso atto che al parlamento vi è un gruppo unico di Socialisti e Democratici, che da sempre in Italia era ed è il Pd il riferimento del Pse più che noi piccolo Psi,ma non è cambiato nulla .
    Ai tempi del Pds Ds questi non solo erano nel se ma anche nell’Internazionale , questo non ha fatto il venir meno della necessità per SI e SDI di rappresentare il popolo socialista ,se non è stato rappresentato al meglio è per i limiti di SI e SDI non perchè il Pds / Ds erano nel Pse.
    Ora non mi si invochi che i tempi sono cambiati perchè l’evento della segreteria Renzi, ha aumentato nella nostra società la spazio e la necessità di una presenza autenticamente socialista, che sopratutto dica e faccia quello che gli altri ,Pd sopratutto ,non vuole o non può dire o fare. L’unica alternativa e che il Pd faccia la sua lista e che noi facciamo la nostra .
    I motivi per questa scelta sono anche di natura elettorale , se il Pd caretterizza sempre di più la sua natura ,tra l’altro non vera, di partito socialista, perde voti e in maniera forte, se fara una lista con al lunicino il riferimento Pse, non perderà mol.i voti suoi ma perderà i nostri perchè non verra riconosciuta dal nostro elettorato. Dio solo sa quanto c’è bisogno i sostenitori dello schieramento Pse/democratici non perda voti , se non vince Schulz , saranno brutti tempi per altri 5 anni.
    Una nostra lista non subererebbe il 4% ? Certo questo sarebbe un peccato che ancor5a una volta mettera in berlina la stupidita di quest sbgarramenti, inoltre compagne e compagni il conmpito di partito , se vuole essere un partito, è quello di accettare le battaglie elettorali , se ci si rifugia sempre in liste altrui finisce con lo sparire nell’immaginario del corpo elettorale, l’eleggere qualcuno negli organismi elettivi deve essere una conseguenza di una azione politica , non il fine stesso dell’azione politica . Io mi auguro che sabato faremo , con coraggio, la nostra giusta scelta ,una nostra lista PSI alle europee , aperta e aperta a chi ? Semplice all’Italia migliore a quel 50% che tra schede bianche e assenteismo non va più a votare perchè non si riconosce più in una classe politica che ha perso completamente il suo ruolo la sua credibilità e,se questa Italia non la rappresenta il PSI chi diavolo la potra mai rappresentare????
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari

  9. Fra morire combattendo e credere di vivere essendo già morti (nelle liste altrui) non avrei dubbi. Non confondiamo il destino del socialismo con la sorte di qualche dirigente, per piacere. Il PSI è ridotto male anche perché a rinunciato ad essere indipendente dal PD da tempo. Perché mai i cittadini ci dovrebbero votare? Vedete come a livello locale, è invece – talvolta – diverso? Quando ci siamo e autonomi, ma coerenti con la nostra tradizione, e recuperiamo capacità di critica del PD, anche sotto il profilo dell’uso del potere, i voti arrivano.
    Riccardo Ciuti, Pisa

  10. Rimane il fatto che il segretario del PD vuole cancellare i piccoli partiti. Non si può dire che lo fa di nascosto. Lo ha detto a chiare lettere. Lo sbarramento alle europee, visto che non discute di governabilità, serve soltanto ai partiti più grandi per prendersi più deputati per loro. In barba alla democrazia. Si può essere contenti anche se cornuti. Anche il PES dorme! Avrebbe dovuto costituire un partito socialista europeo vero federando i partiti socialisti nazionali. Una campagna elettorale europea sotto nome e simbolo PES. Invece si lasciano crescere gli antieuropeisti! Che delusione!

  11. Non dobbiamo temere di raggiungere il 4%, il non raggiungerlo non può costituire l’essenza del nostro essere.La non presenza sulla scheda è solo la certificazione del nostro nulla.

  12. La posizione di assorbimento nelle liste del PD del partito Socialista Italiano che verrà proposta dal Segretario alla prossima Assemblea Nazionale del partito sta destando molto sconcerto fra i socialisti che reputano il secondo accordo elettorale con il PD di fatto propedeutico alla scomparsa dell’organizzazione autonoma del Socialismo italiano. Io continuo a ritenere quest’evenienza un vero danno democratico. Avverrebbe nel momento in cui nei fatti si è conclamata la forza e l’originalità del Socialismo Italiano ed Europeo e il fallimento di altre dottrine oggi costrette a fare i conti con la nostra storia italiana ed europea. Mi auguro che la maggioranza del Consiglio Nazionale respinga questa ipotesi a vantaggio di una lista Socialista italiana collegata al Socialismo Europeo presente sulle schede elettorali di maggio.

  13. La lista comune Pse il Pd non la farà e la nostra semplice annessione è di una tristezza e non ci garantisce niente e poi non trovare una lista Psi sulla scheda sarebbe la prima e più grande sconfitta. Saluti socialisti!

Lascia un commento