domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cile. La sfida riformista di Michelle Bachelet
Pubblicato il 11-03-2014


Bachelet_Michelle_CileDopo quattro anni torna Michelle Bachelet, dopo quattro anni il Cile torna socialista, e un nuovo paese latinoamericano sarà guidato da una donna come in Argentina (Cristina Kirchner), Brasile (Dilma Rousseff), Costa Rica (Laura Chinchilla), Giamaica (Portia Simpson) e Trinidad e Tobago (Kamla Persad-Bissessar).

A quattro anni di distanza dal suo primo mandato, la Bachelet si ripresenta ai cileni con un’ambiziosa agenda riformista per ridurre le disparita’ sociali. Un programma riformista che punta all’innovazione del sistema fiscale e dell’istruzione, in particolare quella universitaria lacerata da anni di tagli e da dure proteste studentesche. Durante la campagna elettorale, che l’ha portata nel dicembre scorso a sbaragliare la sfidante conservatrice Evelyn Matthei con il 62% delle preferenze, ha promesso istruzione universitaria gratuita e fine dei sussidi statali agli atenei privati, entrambi i temi al centro delle dure proteste studentesche che hanno scosso il Paese.

Non di solo welfare si occuperà Michele Bachelet, che torna alla guida del proprio Paese dopo l’esperienza a capo dell’Onu Donne, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dell’uguaglianza di genere e di empowerment femminile. Bachelet punta a modificare la Costituzione, una sfida importante per la leader socialista che nell’attuazione di un’audace riforma fiscale potrebbe ottenere 8,2 miliardi di dollari, pari al 3% del Pil. Un obiettivo ambizioso da raggiungere di fronte al rallentamento della crescita e al declino della domanda asiatica di rame, primaria risorsa naturale cilena.

Al momento, la Presidenta gode della maggioranza necessaria al Congresso per far passare la riforma fiscale, ma deve ancora formare alleanze con l’opposizione e gli indipendenti per mettere mano al sistema universitario e alla Costituzione, quest’ultimo, secondo gli analisti, uno scoglio

non facile da superare. Tra le sfide interne, anche la composizione della vasta coalizione che l’ha portata alla vittoria, composta da cristiano democratici, socialisti e comunisti, con le rispettive istanze e interessi da comporre.

Un secondo mandato eccezionale, chiamata a giurare direttamente nelle mani della presidente del Senato, Isabel Allende, figlia di Salvador Allende e prima donna a ricoprire un simile incarico. Insieme a lei, c’era il nuovo esecutivo composto da 14 uomini e 9 donne. “La vittoria di oggi è un sogno collettivo che trionfa”.

Sara Pasquot

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