lunedì, 18 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Congresso YUSI
Il socialismo è soprattutto internazionalismo
Pubblicato il 04-03-2014


Iusy-worldNon di solo PSE vive il socialismo.
Negli stessi giorni in cui a Roma si teneva il congresso elettorale del PSE, segnato per noi italiani dall’adesione del PD, ho partecipato in qualità di delegato dell’FGS al XXX Congresso Mondiale della IUSY, l’Internazionale dei Giovani Socialisti. Sono stati tre giorni intensi, che mi hanno portato a riflettere sui destini di uno dei pilastri portanti del primo socialismo: l’internazionalismo. Sia chiaro, sono convinto che la galassia del socialismo e della socialdemocrazia europea, in tutte le sue varianti e sfumature, è e deve essere punto di riferimento insostituibile per i socialisti italiani.

E non potrebbe essere altrimenti, appurato che le decisioni che più influenzano politica ed economia ormai si prendono tra Bruxelles e Strasburgo, e non a Roma. A questo aggiungiamo il processo di democratizzazione delle istituzioni europee (che ci auguriamo sia sempre più rapido ed incisivo), che renderà imprescindibile la più stretta integrazione politica tra i partiti dell’Unione.

Iusy-world-voting cardNon dovremmo però fare l’errore di dimenticare la gloriosa tradizione internazionalista del socialismo italiano. Una tendenza che ci ha sempre portato a guardare oltre i confini nazionali prima, ed oltre quelli della comunità europea poi. Penso ai rapporti con i compagni portoghesi, spagnoli e greci, a lungo costretti ad agire in clandestinità. O alla vicenda del Cile durante e dopo il golpe militare del ‘73, che vide il PSI in prima fila nel soccorrere i compagni cileni, braccati dalla feroce repressione del Generale Pinochet. Penso ai dissidenti di oltre cortina, come Jiri Pelikan, o agli amici polacchi di Solidarność. Senza dimenticare i rapporti con Al-Fatah e con quel Medio Oriente che nel dopoguerra è diventato una delle zone più calde del pianeta.

In questo quadro non dovremmo dimenticare la nostra presenza, unico Partito italiano, nell’Internazionale Socialista. Perchè se l’adesione del PD al PSE è una buona notizia, non dobbiamo dimenticare che si tratta di una adesione dettata dalla convenienza, non certo da una convinzione ideologica (come conferma Gianni Cuperlo sulle pagine dell’Unità).

Durante i tre giorni del congresso della IUSY a Copenhagen, esperienza umana e politica straordinaria, ho avuto la fortuna di incontrare, tra gli altri, i compagni ucraini, tibetani, birmani e venezuelani. Ho conosciuto direttamente le storie di chi, con l’impegno politico, mette a repentaglio la propria vita e rischia esilio, torture e prigione.
Il socialismo o è generosamente internazionalista, o non è. Euro Bond, Patto di Stabilità e Deficit sono questioni certamente dirimenti, ma non dimentichiamoci di chi, nella rincorsa ad un futuro migliore, mette in gioco la propria vita e quella dei suoi familiari, ai quattro angoli del pianeta.

Non c’è solo l’Europa, non c’è solo il PSE.

Riccardo Galetti
Federazione dei Giovani Socialisti

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Ho militato a lungo nel MGS e poi nella FGSI e condivido in pieno la posizione del compagno Galetti. Senza internazionalismo, il socialismo non avrebbe senso,specie nell´epoca della globalizzazione. Anch´io, oltre quarant´anni fa, parlai con un compagmo cileno in esilio, che era stato torturato e da un paio d´anni non sapeva nulla della moglie e della figlia. Perché non pubblicare un bollettino, con le vicende da tutto il mondo, curato dalla Iusy e distribuito on line, nelle varie lingue, dalle organizzazioni nazionali? La stessa cosa potrebbero farla anche i “grandi”.
    Ferdinando Leonzio

  2. Vero quello che scrive GALETTI, è la distinzione tra socialismo internazionale, socialismo nazionale, e via nazionale al socialismo. Segnalo all’uopo gli scritti di mio padre ADRIANO, degli anni 50 e 60, sul PENSIERO NAZIONALE di STANIS RUINAS. Giuste le considerazioni fatte.

Lascia un commento