sabato, 19 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Crimea, speriamo che
finisca in … musica
Pubblicato il 17-03-2014


Devo essere sincero. Alla Crimea ed alle volte che essa ha incrociato la storia dell’Italia mi ha fatto ripensare giovedi sera Maurizio Crozza con la sua battuta “questa Crimea che è dai tempi di Cavour che ci scassa i c……i”.

Ed in effetti è vero. Non la satirica “scassatura”, per carità, ma il fatto che le vicende della penisola del Mar Nero si siano in quell’epoca intrecciate con quelle italiane.

Siamo nel 1855. Francia,Gran Bretagna e Turchia sono impegnate dal 4 ottobre del 1853 in una guerra contro la Russia zarista. Il “casus belli” fu l’accordo raggiunto dalla Francia, a maggioranza cattolica, con la Turchia musulmana per il controllo dei luoghi santi della cristianità in territorio ottomano.

L’intesa venne sconfessata dalla Russia ortodossa come insufficiente e pericolosa. Da qui parte il “tourbillon” interventista.

La Gran Bretagna, protestante, si schiera a fianco della Francia e della Turchia, anche per non dare troppo spazio nella regione, ai cugini d’Oltre Manica. L’Austria non invia truppe, ma mette a disposizione, principalmente degli Alleati anti-russi, la propria maccanica diplomatica. Il Piemonte sabaudo, timoroso di un eccessivo avvicinamento all’Austria della Francia, invia un contingente di 18 mila soldati.

La guerra fu vinta dagli Alleati anti-zaristi. Ma non fu questo esito militare il risultato importante. Grazie a questo intervento infatti il Regno di Piemonte ottenne il diritto a sedersi al tavolo delle trattative di pace che si svolsero a Parigi. Insomma un riconoscimento internazionale per il piccolo Stato piemontese, embrione di quello che sarà, da lì a sessanta mesi, il Regno d’Italia.

Sono passati 158 anni. La Russia non è più un Impero, ma dal 1917 Repubblica, prima dei Soviet e dal 1989 Federale. L’Ucraina è indipendente e contiene nel suo ambito territoriale la Repubblica Autonoma di Crimea. Ma la Francia e la Gran Bretagna sono ancora fra le massime potenze diplomatiche mondiali.

La Germania ha invece soppiantato in tale ruolo, per l’area mitteleuropea, l’Austria, il cui Impero, smembrato dopo la sconfitta nella I° Guerra Mondiale ha dato vita a diversi Stati. Il Regno di Sardegna, nome ufficiale del Piemonte Sabaudo, ha lasciato il posto all’Italia, prima monarchica (1861) poi, dal 1946, repubblicana. È in questo quadro attuale che Matteo Renzi va a a Parigi e Berlino. Temi dei colloqui l’economia, ma avendo sullo sfondo ancora la Crimea ed il referendum secessionista. Speriamo che non debba partire un contingente di italici soldati. Auspichiamo invece che tutto si risolva con la stesura di una bella canzone. Come nel 1898 quando da quelle parti, ad Odessa esattamente, Giovanni Capurro ed Edoardo Di Capua composero “O’ Sole mio” pensando alla patria lontana.

Ma su questo più che il Presidente Renzi dovrebbero darsi da fare gli italici cantautori. A meno che non si scopra qualche nuovo … Apicella.

Fabrizio Manetti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro Manetti , la situazione e molto seria e non credo finisca con “O Sole Mio”.possiamo speralo ma non credo
    Per onor del vero la Crimea non è Ucraina ma, nemmeno Russia ma dei Tatari .. Dalla Crimea ne furono espulsi da Stalin e vi tornarono in molto pochi, anzi pochissimi fecendo cosi spazio all’immigrazione russa.
    Ora il problema non è tatnto la Crimea , già repubblica autonoma in seno all’Ucraina ma che Putin non si fermi, con il movente di difendere i russi ,non in Russia ,tenti in realta di ricostruire una cintura di staterelli ai suoi confini dobbiamente legati alla Russia , di inglobare parte della Ucraina russofona.. Peggio ancora sarebbe se rivolesse inglobare i 3 stati baltici Lituania , Lettonia ed Estonia che hanno minoranze russe fino al 55% della popolaziano , questi 3 paesi sono menbri della Nato e noi abbiamo il dovere , in virtù di questa alleamza di difenderli.
    Una domando al nostro governo , abbiamo fatto qualche azione per la difesa dei beni e dell’incolumità degli Italiani di Crimea. ?
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari fed. di Torino

Lascia un commento