giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Davide contro Golia,
FGS contro la legge elettorale BR
Pubblicato il 22-03-2014


socialI giovani socialisti della FGS dell’Emilia Romagna in piazza della Libertà,  a Bologna, contro la legge elettorale proposta da Matteo Renzi. Un’iniziativa di volantinaggio e informazione organizzata da giovani militanti socialisti per porre l’accento sugli accenti “fortemente antidemocratici” del progetto di legge elettorale in discussione in Parlamento, approvato in prima istanza alla Camera, e poi passato al Senato.

Tre almeno le ragione per cui i giovani socialisti emiliani rilevano rischi di antidemocraticita’: la prima  è che manca  il voto di preferenza  e i parlamentari sono scelti dagli apparati dei partiti, incoraggiando così la già diffusa sfiducia dei cittadini nei partiti e nella stessa motivazione di voto.

La seconda è che la maggioranza dei seggi non viene attribuita a chi ottiene la maggioranza dei voti ma è assegnata alla coalizione che arriva al 37 per cento che però è solo un terzo dei voti complessivi, penalizzando la rappresentatività elettorale dei partiti.

La terza ragione è che, con lo sbarramento all’ 8 per cento per i partiti in una coalizione e al 4,5 per i partiti che si presentano da soli,  si lasciano senza rappresentanza milioni di elettori.

Nel caso infatti  in cui un piccolo partito contribuisse a far vincere una coalizione potrebbe però rischiare di non ottenere alcun seggio.

La principale organizzatrice dell’evento, Federica Gullotta , che fa  parte del direttivo regionale  dell’Emilia Romagna, ha poi sottolineato, in un’intervista rilasciata nell’occasione, come occorra cambiare  radicalmente questa legge in nome di una sistema proporzionale più adatto alla tradizione politica italiana rispetto alla forzatura di un bipolarismo perfetto all’americana che favorisce solo chi vota i due gradi partiti di Renzi e Berlusconi a discapito di chi sceglie di votare le altre formazioni. In questo secondo caso infatti  non  verrebbe tutelata la pluralità di opinione che comunque è una libertà fondamentale dell’individuo.

– Federica, com’è nata la vostra iniziativa politica?

La nostra iniziativa politica è nata come conseguenza della situazione politica italiana che si è vista negli ultimi mesi, nelle ultime settimane e in particolare è stata una reazione alla nuova legge elettorale derivata dall’accordo Renzi-Berlusconi e che prevede dei punti che noi abbiamo esposto nel nostro volantino della  campagna “Tu sei per la democrazia? Noi Psi” .

Questa campagna è rivolta contro la  legge elettorale che non ci soddisfa perché questa, com’è attualmente, è secondo noi fortemente antidemocratica visti anche gli ultimi sviluppi, per esempio il rifiuto delle quote rosa , della parità di genere e soprattutto dell’alternanza di genere all’interno delle liste elettorali. Riguardo a quest’ultimo punto volevo anche aggiungere una cosa; sii sa che le quote rosa esistono già da tempo e il PD, in particolare Matteo Renzi,  ha scritto  su Twitter che comunque all’interno delle liste PD l’alternanza di genere è sempre stata rispettata e continuerà ad esser rispettata. Beh, questo non vuol  dire assolutamente  nulla perché io credo che in una democrazia si debba dare la possibilità a tutti i partiti,  sia di destra che di sinistra,  di avere l’alternanza di genere  anche nei casi in cui magari i segretari o coloro che guidano i partiti non vogliano consentire quest’alternanza. Quindi ovviamente io sono felice che nel PD ci sia l’alternanza di genere, però il PD non è l’unico partito e questo dovrebbe essere un diritto per tutti.

– In che senso ritenete che la  legge elettorale di Renzi possa essere antidemocratica?

Allora, i punti fondamentali  sono tre: il primo è che nella legge elettorale di Renzi  non c’è voto di preferenza  e i parlamentari sono scelti dagli apparati dei partiti.

Siccome sappiamo che attualmente c’è  molta sfiducia da parte dei cittadini  nei confronti degli apparati dei partiti, mi sembra  che in questo modo si possa solo continuare ad alimentare questa sfiducia  e ad aumentare anche l’astensionismo, cioè le persone che  non vogliono più votare.

Secondo punto è che la maggioranza dei seggi non va a chi ha preso la maggioranza dei voti ma è assegnata alla coalizione che arriva al 35 per cento che però è solo un terzo dei voti, quindi  non sarebbe rappresentativo a sufficienza.

Inoltre c’è  un ultimo punto molto importante, ovvero con lo sbarramento all’8 per cento e al 4,5 per cento per i partiti non in coalizione, solo 3-4 partiti  si ripartiscono i seggi, lasciando quindi senza rappresentanza milioni di elettori. Quindi possiamo dire che un partito che si unisca ad una coalizione pur facendo vincere questa coalizione con il suo apporto di voti, con il suo bacino elettorale, magari potrebbe comunque non avere rappresentanti in parlamento.

Per esempio se noi come socialisti  entrassimo nella coalizione del PD e comunque coi nostri voti un minimo determinassimo la sua vittoria, il PD avrebbe i seggi ma a noi non toccherebbe nessun seggio e quindi  i nostri elettori non si sentirebbero rappresentati.

– Tenendo conto del fatto che la legge elettorale è stata approvata in prima istanza alla Camera ed è passata al Senato,  quali sono i vostri obiettivi  nell’immediato  e quali le proposte?

Allora,  visto che non sono stati approvati gli emendamenti che noi come socialisti volevamo assolutamente che fossero approvati come per esempio,  dicevo prima, l’alternanza di genere,  sicuramente  al Senato le donne del nostro partito che ci rappresentano, per esempio la deputata Pia Locatelli, spingeranno i nostri senatori  a fare una lotta per ottenere l’alternanza di genere , al Senato perché purtroppo alla Camera è stata bocciata e così anche la nostra rappresentante  nazionale delle Pari Opportunità Rita Cinti Luciani che già sta facendo una campagna in questo senso insieme alla Federazione di Ferrara. Inoltre certamente ci sforzeremo per far sì che questi emendamenti vengano approvati  e anche l’emendamento riguardante le preferenze e poi cercheremo di modificare  la legge in modo tale da essere più democratica e più accettabile dalla popolazione, da tutti, anche da coloro che vogliono votare  diversamente.

Per quanto riguarda il mio parere personale,  io ritengo che questa legge  vada cambiata radicalmente perché secondo me in Italia  non è possibile il bipolarismo perfetto all’americana  o comunque sul modello degli altri paesi europei  ma sarebbe preferibile il proporzionale o comunque non certamente il bipolarismo perfetto  perché comunque  gli elettori potrebbero  non riconoscersi nell’elettorato berlusconiano o nell’elettorato  renziano e quindi dovrebbero  esserci anche delle vie d’uscita  perché altrimenti non  viene tutelata la pluralità di opinione che comunque è una libertà fondamentale dell’individuo.

– Lotterete per innalzare lo sbarramento percentuale  e la quota minima per avere il premio di maggioranza?

Si, lo faremo sicuramente , adesso in Senato ci sarà un’ulteriore mobilitazione dei nostri rappresentanti, i nostri senatori, fra cui anche il nostro segretario Riccardo Nencini,  che sicuramente faranno si , come abbiamo detto prima,  che questa legge ottenga  uno  sbarramento più basso e che quindi ci sia una maggiore possibilità di rappresentanza non solo per noi  ma anche per tutti gli altri partiti piccoli. Noi infatti non parliamo solo per il partito socialista, parliamo anche per tutti gli altri partiti sia di destra che di sinistra  che hanno una percentuale  più bassa rispetto ai partiti dominanti ma che hanno  lo stesso diritto degli altri partiti maggioritari di essere rappresentati; quindi la nostra è una battaglia non solo per il nostro partito ma è di respiro molto più ampio. La nostra è una battaglia per la democrazia.

A cura di M. Goldoni

 

 

 

 

 

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