sabato, 16 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Discutiamo
della lista per le europee
Pubblicato il 09-03-2014


Hegel avrebbe detto che lo spirito del tempo pervade sia me che te. Oppure siamo di fronte ad un tipico caso di telepatia socialista.
Ambedue, il 6 marzo, abbiamo sentito l’esigenza di parlare della presentazione della lista socialista alle elezioni europee. Lo spirito del tempo ci mette, anche, di fronte a scelte coraggiose: nel caso di Riccardo Nencini il dilemma è tra il rispetto del nostro statuto, che dovrebbe avere carattere sacrale, e la convocazione di un nuovo congresso, che, oltre a svenarci economicamente, non direbbe nulla di nuovo dal punto di vista della direzione politica e degli equilibri di partito. Il punto, secondo me, è che una piccola formazione come la nostra non può permettersi l’accumulo di cariche, pena la sua trasformazione in monarchia. Una reggenza forte, che identifichi una o più persone alla guida del partito e lasci al compagno Nencini il tempo e l’agio di portare avanti la sua azione di governo, potrebbe essere una soluzione.
Ben peggiore è lo scoglio della presentazione della lista socialista alle europee. Comprendo la paura di certificare la nostra piccolezza. Presentare nostri candidati nella lista dei democrats, però, vorrebbe dire abdicare alla nostra autonomia ed al nostro ruolo di “socio fondatore” del PSE. Primo passo verso la nostra scomparsa politica. Prendo atto, con soddisfazione, della tua posizione: né noi, né il PD dovremmo presentare i rispettivi simboli, bensì adottare quello del PSE. Soluzione che ci salverebbe dall’assorbimento nel PD e porrebbe al centro della politica la nostra radicale identità socialista. Toccherebbe al Partito Democratico dimostrare quanto, in realtà, ci tenga all’identità del socialismo europeo.
Sia l’affaire Nencini che la presentazione delle liste alle europee abbisognano, secondo me, di una base di discussione molto più ampia della sola segreteria. Urge la convocazione del Consiglio Nazionale. Scelte così importanti, che ineriscono alla compatibilità od incompatibilità del nostro segretario e alla scomparsa del nostro simbolo, che avvengono su di un terreno diverso da quello che ha visto lo svolgimento del nostro ultimo congresso, non possono essere prese da venti persone, per quanto sagge possano essere, ma hanno bisogno di una base estesa e realmente rappresentativa del partito. Il CN esiste proprio per questo.
Ti chiedo quindi, come direttore del nostro organo ufficiale, di dare visibilità alla richiesta di convocazione del CN e come membro della segreteria nazionale di perorare, nella segreteria fissata per il 12 marzo, la causa della convocazione del nostro massimo organo democratico, affinché i socialisti possano scegliere.
Fraterni saluti
Mario Michele Pascale

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