venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Europee. Grillo vuole cancellare la libertà di mandato
Pubblicato il 27-03-2014


Europee-Grillo“Siamo venuti a conoscenza che sarebbe in distribuzione un modello, sottoposto alla firma di ciascun candidato del M5S alle elezioni europee del 25 maggio prossimo, contenente l’impegno in bianco a dimettersi da deputato europeo in caso di inadempienza rispetto al codice di comportamento. Se non bastasse sul modello sarebbe specificato che in caso di grave inadempienza l’eurodeputato è tenuto a versare l’importo di € 250.000 al Comitato Promotore Elezioni Europee MoVimento 5 Stelle”. A denunciare il fatto è il senatore del PSI, Enrico Buemi, capo gruppo in Commissione Giustizia e neo vice presidente del Gruppo Per le Autonomie-Psi-Maie. La dichiarazione di Buemi conferma quanto affermato dallo stesso Grillo nel corso della sua intervista di qualche giorno fa con Enrico Mentana su La7.

La decisione di Grillo che intende annullare la libertà del mandato, un caposaldo delle democrazie liberali parlamentari – l’alternativa è infatti un pigia bottoni al servizio del suo capo politico, pandan perfetto con la legge elettorale vecchia e nuova, che prevede la ‘nomina’ dei parlamentari attraverso liste bloccate – ha sollevato le rimostranze dei parlamentari dissidenti dei Cinque Stelle.

“Rappresenterebbe – prosegue Buemi – un precedente pericolosissimo, in palese violazione della Costituzione italiana. La giurisprudenza costituzionale sul punto è assolutamente tassativa. L’articolo 67, infatti, recita: ‘Ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’. La dottrina giuridica sostiene che è l’assenza di vincoli di condizionamento a consentire al parlamentare di rap­presentare la Nazione, di identificarsi con il popolo. Il divieto di mandato imperativo affonda le radici addirittura nella Costituzione del 13 settembre 1791 della Francia Rivoluzionaria, che all’articolo 7 della sezione III dichiarava: ‘I rappresentanti nominati nei dipartimenti non saranno rappresentanti di un dipartimento particolare, ma della Nazione intera, e non si potrà dar loro alcun mandato’”.

E la Costituzione repubblicana non fa eccezione nel panorama europeo, come sottolinea ancora Buemi che riporta la normativa per Strasburgo là dove recita che ‘i membri del Parlamento europeo votano individualmente e personalmente. Non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere mandato imperativo … i deputati sono liberi e indipendenti. Qualsiasi accordo sulle dimissioni dal mandato prima della scadenza o al termine della legislatura è nullo … i deputati votano individualmente e personalmente. Essi non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere mandato imperativo. Qualsiasi accordo sulle modalità di esercizio del mandato è nullo’.

“Ai sensi della legge italiana – dice ancora Buemi – gli statuti dei partiti debbono essere redatti nel rispetto della Costituzione e dell’ordinamento dell’Unione europea. Per questo ho presentato una interrogazione a risposta urgente, fatta propria da un Gruppo per la trattazione immediata in Assemblea ,perché il Governo si pronunci su un tale abuso perpetrato impunemente dal M5S a dispetto di qualsiasi legge vigente”.

A protestare pubblicamente il senatore Luis Alberto Orellana, ormai però pubblicamente in rotta col suo leader: “Leggo del futuro impegno degli europarlamentari del partito a 5 stelle di versare una penale di 250mila euro in caso si vada in contrasto ai capi politici Grillo e Casaleggio. Non mi sembra costituzionale tentare di imporre il vincolo di mandato in questo modo surrettizio. Immagino che però molti del partito a 5 stelle la riterranno questa una ottima idea e mi domando quindi se i parlamentari a 5 Stelle alla Camera e al Senato non chiederanno di aggiungere questa clausola al codice di comportamento. Altrimenti mi sembrerebbe che non sono sicuri del fatto loro e sono pronti a lasciare…”

“Molti dei senatori ex M5S – commenta ancora Buemi – hanno sottoscritto la mia interrogazione a risposta urgente sul nuovo abuso del Movimento di Grillo che alle europee vorrebbe far sottoscrivere ai propri candidati l’impegno in bianco a dimettersi da deputato europeo in caso di inadempienza rispetto al codice di comportamento. “É la dimostrazione che le regole di gestione delle candidature al Parlamento europeo del Movimento 5 Stelle sono palesemente antidemocratiche, incostituzionali e in contrasto con le norme della UE. L’interrogazione è stata sottoscritta, oltre che dai senatori del mio Gruppo, Fravezzi, Lanièce e Longo e dal senatore del Pd, Tonini, anche dagli ex grillini Gambaro, De Pin, Campanella, Battista, Casaletto, Bencini, Bocchino, Orellano e Mastrangelo”.

Redazione Avanti!

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