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Opinioni e commenti
 

Europee. Lista Tsipras e il nodo delle firme
Pubblicato il 27-03-2014


Europee-tsiprasLe elezioni europee (25 maggio) si avvicinano e riemerge il problema della raccolta delle firme per la presentazione delle liste. Un ostacolo per chi non ha già una rappresentanza parlamentare e si presenta con una Lista nuova di zecca come è il caso della Lista Tsipras, la formazione elettorale che si è aggregata attorno a SEL e ad altre associazioni della sinistra radicale.

Il nodo delle firme risiede soprattutto nell’assurdità di una legge che impone gli stessi numeri in regioni e circoscrizioni affatto diverse. Così per la lista Tsipras se in valle d’Aosta non saranno raccolte 3mila firme in due settimane, a rischio è non solo la presentazione nel Nord-Ovest ma anche il quorum nazionale (4%) venendo a mancare i voti di regioni importanti come Lombardia e Piemonte. Se salta infatti una delle condizioni, salta tutta la circoscrizione.

Gli esponenti della Lista hanno scritto alla presidente della Camera Laura Boldrini e oggi l’hanno incontrata. La Lista Tsipras ha già raccolto 100mila firme per la presentazione delle liste alle europee, ma ci sono gli ostacoli dovuti alla regola delle 3mila firme minime in ogni regione e delle 30mila minime in ogni circoscrizione, ha spiegato la delegazione alla Boldrini, che “si è dimostrata molto sensibile alla problematica e ha condiviso il senso delle nostre riflessioni esprimendo la sua intenzione a rendere pubblica la sua valutazione”. La delegazione ha messo in rilievo che il nodo è proprio lì nella “distribuzione del numero delle firme”. L’incongruenza è che sulle 150mila firme necessarie, 3mila devono essere raccolte in tutte le regioni e questo risulta assai più difficile, ad esempio, in una regione come la Val D’Aosta che ha un bacino elettorale di 90mila elettori, mentre è di 30mila la soglia per ogni circoscrizione compresa però anche quella delle isole che comprende due sole regioni.

La presidente della Camera si è dimostrata sensibile alle argomentazioni – e non poteva essere altrimenti visto anche che il partito in cui milita è proprio SEL – e ha definito “ragionevole” modificare la regola delle 3mila firme, ma ha anche ovviamente sottolineato come la questione “può essere risolta solo mediante intervento legislativo. Un testo contenente alcune modifiche alle norme per il voto europeo è già stato votato dal Senato ed è ora all’attenzione della Commissione Affari Costituzionali della Camera”.
Armando Marchio

La legge elettorale per il Parlamento europeo

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Commenti all'articolo
  1. La raccolta delle firme, oltre al problema segnalato, comporta spesso azioni illegali. L’autenticatore spesso non é presente al momento della firma. Inoltre, quante firme false sono state depositate! Davvero non si può cambiare qualcosa?
    Autorizzare l’autenticazione a rappresentanti designati da partiti regolari sarebbe già qualcosa. Perché non sostituire le firme con un euro per ogni firma necessaria? Si eviterebbero tante liste civetta e si raccoglierebbero fondi per ridurre le spese elettorali. Soprattutto si eviterebbe di commettere reati per raccolta di firme false.

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