giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Tennis maschile: Federer vince a Dubai,
Lorenzi in finale in Brasile
Pubblicato il 03-03-2014


Federerdubai-winsIl tennis maschile è stato impegnato su ben tre campi in contemporanea: a Dubai, nel Quatar, ad Acapulco e a San Paolo, dove l’italiano Paolo Lorenzi è arrivato in finale compiendo l’impresa di raggiungere la sua prima finale appunto. È, però, soprattutto nell’ATP di Dubai che il trionfo di Roger Federer mette tranquilli tutti i suoi fans. Lo svizzero, comunque sempre sulla cresta dell’onda, in quest’inizio 2014 era apparso un po’ sottotono, un po’ stanco e demotivato; tanto che c’era già chi parlava dell’elvetico quale di un tennista ormai non più molto competitivo. Invece si impossessa del 78esimo titolo in carriera, andando così a incrementare un già ricco montepremi.  

ATP DUBAI Vittoria lottata, sofferta, cercata e meritata per Federer nell’ATP di Dubai. Dopo aver eliminato in semifinale la testa di serie n. 1 del torneo, il serbo Novak Djokovic, in tre duri set, ne occorrono altrettanti allo svizzero per avere la meglio in finale di Tomas Berdych. Entrambe le partite sono speculari. L’elvetico sembra sfavorito e sempre in rimonta, sotto col punteggio. Tanto da perdere in tutte e due i casi il primo set in maniera netta e senza lasciare neppure troppe speranze di riprendere il bando della matassa di una partita difficile sia nella semifinale che in finale. Invece l’estro del campione emerge e, inaspettatamente, quando meno gli spettatori lo credono possibile, si vede Federer tirare fuori il meglio di sé, con la precisione di colpi che gli è consueta e persino ritrovando l’energia vincente all’attacco, a rete e al servizio. In semifinale, nel match contro Djokovic, è stata complice un’interruzione per pioggia che, sicuramente, ha permesso allo svizzero di riordinare le idee.

Ed è così che riprende le redini di entrambe le partite, dimostrando più concentrazione e più tenacia che nei precedenti tornei. Il suo schema tattico mostra nettamente che non ci sta a perdere, che vuole vincere, tornare ad essere il numero uno, “il Re”. 3-6, 6-3, 6-2 il punteggio che rifila a un buon Djokovic; e 3-6, 6-4, 6-3 quello che gli permette di conquistare la finale contro un Berdych combattivo. Una vittoria ottenuta riuscendo a mandare “fuori palla” gli avversari, ritrovando i propri colpi vincenti e, al contempo, alzando la percentuale dei vincenti (sia nei servizi che nei colpi classici) che diminuendo quella di errori (soprattutto gratuiti). Si tratta, comunque, ad onore del vero, di incontri molto equilibrati: tanto che il primo set della semifinale si conclude con uno scambio di circa 26 colpi, portato a casa da un Djokovic in quel momento più preciso e più fresco.

ATP ACAPULCO Equilibratissima anche la finale del torneo di Acapulco, che vede imporsi in tre set Grigor Dimitrov, che recupera una partita che gli stava sfuggendo di mano contro Kevin Anderson. Messo a segno, abbastanza facilmente, il primo set per 7/6 (1), il bulgaro si ritrova clamorosamente sotto nel punteggio senza neppure accorgersene, nel giro di poco tempo, perdendo il secondo set per 3/6. Ugualmente lottata anche questa seconda frazione di gioco, però, evidenzia un Dimitrov più falloso, in difficoltà nel trovare ed applicare lo schema tattico e i colpi vincenti che gli avevano garantito il primo set, vinto agevolmente seppur al tie-break, con games lunghissimi ed equilibrati. Lottata anche la terza parte del match, per un set che si conclude nuovamente al tie-break come il primo.

Anche qui Dimitrov impiega qualche punto in più per venire a capo dell’avversario, dopo quasi tre ore di un lungo e duro gioco in cui i finalisti si inseguivano nel punteggio. Fino all’ultimo nessuno sapeva come sarebbe andata a finire, poiché nessuno era in grado di dominare l’altro. Anche per questo, inutile dire e tentare di descrivere l’esultanza del bulgaro Dimitrov dopo l’ultimo punto conclusivo che gli ha assegnato la vittoria e il secondo titolo in carriera.

Anche nella sezione WTA di ACAPULCO, una piacevole sorpresa viene dalla Cibulkova, che porta a casa il suo quarto trofeo, dopo l’ottimo esordio di inizio anno, quando fu finalista agli Australian Open dove perse dalla LI. In finale, la tennista slovacca, n.13 al mondo, batte la statunitense Christina McHale, dopo un match faticato. La Cibulkova viene, infatti, a capo della partita solo dopo tre set: 7/6 4/6 6/4 il punteggio finale.

ATP SAN PAOLO Ottimo torneo anche per l’italiano Paolo Lorenzi nell’ATP 250 di San Paolo, in terra e con montepremi di circa 474.000 dollari. Egli approda alla finale, battendo prima, ai quarti, l’argentino Juan Monaco, testa di serie n.4, per 7-6 (8-6), 6-7 (4-7), 6-4. Inutile dire che si è trattato di un match faticosissimo, ma la bravura dell’azzurro è stata quella di rimanere sempre attaccato all’avversario, favorito, ma forse meno in giornata; il fatto che Monaco fosse leggermente più falloso ha sicuramente avvantaggiato il nostro Lorenzi che ha saputo mantenere i nervi saldi anche nei momenti più difficili dell’incontro, con un avversario comunque esperto.

In semifinale, poi, Lorenzi ha potuto sfruttare il ritiro del tedesco Tommy Haas, numero 1 del seeding e 12 del mondo, sul 6/3 3/2: già questi due ottimi risultati conseguiti fanno una vittoria per il 32enne toscano, numero 114 del ranking mondiale. Cede il titolo solamente al terzo set nella finale contro Federico Delbonis per 4-6 6-3 6-4. L’arresto a un passo dal successo, probabilmente, è dovuto anche all’ingente dispendio di energie per ottenere un punto impiegato da Lorenzi, non troppo abituato ad arrivare fino all’ultimo turno di un torneo. Ne esce, comunque, a testa alta, avendo messo in campo un ottimo tennis.

Barbara Conti    

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