martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Gazprom, la “mano invisibile” di Mosca
Pubblicato il 02-03-2014


GasdottoTutti noi stiamo assistendo, in questi giorni, alla tensione crescente tra Russia e Ucraina, senza tener conto dei tesi messaggi che si scambiano Barack Obama e Vladimir Putin. Il presidente russo ha ribadito la linea del Cremlino: difendere gli interessi di Mosca. Ma quali sono questi interessi?

La Gazprom è la più grande compagnia russa per l’estrazione e la distribuzione di gas e petrolio. Gli ultimi rilevamenti in Siberia e in prossimità del Polo Nord, su cui la Russia possiede la sovranità, hanno evidenziato enormi giacimenti ancora da sfruttare. Si stimano circa 18.991 chilometri cubici di gas naturale, tra il centro urbano di Noril’sk e quello di Anadyr; mentre per il petrolio la cifra si aggira intorno a 119 miliardi di barili. La fortuna di Gazprom ha coinciso con l’elezione e la nuova politica energetica di Putin e con l’acquisizione della compagnia petrolifera Sibneft nel 2005.

A partire dal biennio 2003-2004 Gazprom è il fornitore privilegiato di Bosnia-Erzegovina, Estonia, Lettonia, Lituania, Macedonia, Slovacchia, Bulgaria, Ungheria, Repubblica Ceca e Ucraina. Contratti vantaggiosi per le forniture di gas sono stati stipulati con Austria, Germania, Francia e Italia. Insomma, tutta l’Europa è dipendente dall’energia proveniente dalla Russia.

La strategia economica di Gazprom non si ferma a quanto detto finora. Infatti la compagnia russa è proprietaria della squadra di calcio FC Zenit di San Pietroburgo, e sponsor ufficiale del Chelsea Football Club, dello Schalke 04 e della competizione europea UEFA Champions League. Una fitta rete di profitti, pubblicità e, soprattutto, potere. Il potere di decidere a chi vendere energia, fonte di ogni attività umana, e a quale prezzo.

Rete GazpromDopo l’allontanamento del presidente ucraino, filo-russo, Viktor Yanukovic e l’instaurazione del governo di unità nazionale guidato da Arsenj Iatseniuk, la Gazprom ha fatto sapere che l’Ucraina è insolvente di 1.59 miliardi di dollari. Il portavoce di Gazprom, Sergej Kupriyanov, ha sollecitato più volte negli ultimi giorni di saldare il debito contratto, pena: il dimezzamento delle forniture attuali di gas e un aumento di quelle consentite.

I gasdotti che dalla Siberia arrivano fino in Ucraina, e non solo, possono essere bloccati da Gazprom, fermando di conseguenza l’economia del Paese, già in serio pericolo di default finanziario. La sensazione è che Putin abbia inviato le sue truppe in Crimea per fare delle pressioni sull’attuale governo di Kiev, il quale non ha l’autorità per poter trattare con lo Zar. La Crimea conta una popolazione fortemente connotata da radici russe; infatti nel 1954 la federazione russa “donò” la penisola bagnata dal Mar Nero alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina grazie a Nikita Sergeevič Chruščёv.

Gli interessi economici di Gazprom si coniugano perfettamente con le aspirazioni geo-politiche di Putin. Se l’Ucraina, stato indipendente e sovrano, dovesse cedere alle richieste dello Zar, il quale non riconosce l’attuale governo, la Crimea potrebbe diventare terra di conquista russa e i rapporti con Kiev ancora più tesi. La Gazprom potrà allora mettere in atto le minacce di dimezzare le forniture di gas e petrolio e far piombare l’Ucraina nel caos più totale.

Manuele Franzoso

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