martedì, 21 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Gli emigrati col trolley
Pubblicato il 05-03-2014


Senza le stelle

La storia degli ultimi anni ci ha insegnato che il PSI può raggiungere obiettivi importanti.
Lo abbiamo visto con l’ingresso in Parlamento nel 2013 e con la partecipazione al Governo nel 2014.
Nel collegio europeo abbiamo costruito e ricostruito le federazioni del PSI in Lussemburgo, Svizzera, Germania, Inghilterra e stiamo lavorando su altri Paesi dove la emigrazione italiana del dopoguerra ha portato molti compagni a lavorare. Un’altra emigrazione, quella dei « trolley » è giunta negli ultimi tempi, e possiamo intercettarla se adeguiamo il nostro linguaggio.
Lavorare, coordinare, fare proposte interessanti ha prodotto i suoi effetti, specialmente con i compagni socialisti che ci sono, esistono, e dobbiamo solo riattivarli, rimotivarli. Per i nuovi, dobbiamo attrarre la loro attenzione.
Nel collegio europeo abbiamo partecipato alle elezioni del 2013 ed ottenuto un risultato molto buono, ma putroppo non sufficiente ad entrare in Parlamento per questa volta.
In tema di “Ricordanze”, il miglior dono alla storia e tradizione del PSI è crescere.
A tal fine dovremo tutelare gli interessi di alcune categorie di persone oggi trascurate dai partiti: i praticanti liberi professionisti che lavorano di fatto alle dipendenze di uno studio, ma non ricevono adeguate tutele.
Dovremo difendere gli emigrati del “trolley”, scappati dall’Italia con un titolo di studio e che potrebbero essere convogliati in data base centralizzati per essere utilizzati in Italia, facendo tesoro di quelle competenze acquisite all’estero, evitando di trasformarli in nuovi emigranti.
Dovremo parlare alla generazione Erasmus che oramai vive nel mondo parallelo dell’Europa, proponendo loro un Erasmus della politica da svolgere negli altri paesi europei.
Dovremo ovviamente difendere come sempre i diritti civili e la libertà. Dobbiamo occuparci dei diritti umani dei tanti nulla tenenti che vivono in condizioni disumane, nelle grandi città, che chiedono elemosina, che sono sfruttati da criminali e dovremo altresì preoccuparci dei diritti umani dei migranti che sbarcano in Italia e dei diritti umani dei popoli martoriati dalle guerre civili o dalle guerre strascico di antichi imperialismi.
Dovremo recuperare i compagni della diaspora, che condividono la nostra storia e valori e possono aiutarci nelle nostre battaglie.
A tal fine il collegio europeo ci può offrire un esempio importante.
In Europa abbiamo parlato con tutti, i socialisti storici, quelli finiti nel PD e quelli finiti in Forza Italia.
Abbiamo navigato senza le stelle per vent’anni, è ora di tornare alla luce.
Leonardo Scimmi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Ottimo articolo. Condivido in tutto. Sono un vecchio socialista , militante da sempre. Da anni vivo in Romania con tutta la famiglia.
    Non ci sono propio tanti italiani qui , ma nel mio piccolo sto cercando quei compagni che credono ancora negli ideali socialisti per costituire anche qui , in Romania , una sezione PSI.
    Un salutone a Leonardo Scimmi.

Lascia un commento