lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I casi Craxi
Pubblicato il 04-03-2014


Stefania Craxi invita Matteo Renzi, domani in visita in Tunisia, a recarsi sulla tomba di Bettino Craxi. Personalmente mi associo all’invito. Sarebbe un atto di solidarietà umana, prima che politica, di un presidente italiano a un suo predecessore, al di là delle condivisioni politiche e del giudizio sulle questioni giudiziarie. Renzi mostrerebbe una sensibilità diversa rispetto ai precedenti presidenti italiani. E dopo aver pilotato l’ingresso del Pd nel Partito socialista europeo, e credo anche nell’Internazionale della quale Craxi era vice presidente, troverebbe un altro e forse decisivo aggancio col mondo socialista italiano. Non solo con quello aggregato da noi, poca cosa in verità. Ma anche con le disperse membra di una più vasta area collocata altrove.

Ho qualche dubbio, ma spero di ricredermi, che questo possa avvenire. Renzi é troppo attento ai sondaggi, non ha il gusto e la temerarietà di sfidarli e orientarli diversamente con l’azione politica. Pare anche lui, come Berlusconi, troppo attratto dalla dimensione estetica della politica, i volti nuovi, le facce pulite, le donne carine, i sottosegretari con lo zainetto, i successori a sindaco con la giacchettina e la cravattina e il ciuffettino, per osare tanto. E tutto sommato, anche se non seguirà il nostro consiglio, non perderà un punto nella classifica del più amato dagli italiani.

Resterebbe in noi l’impressione che l’Italia, con l’eccezione delle chiare indicazioni contenute nella lettera del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, indirizzata alla moglie Anna nel decennale della morte di Bettino, non voglia fare i conti col suo passato. Ci giunge qualche voce sulla perplessità, non diciamo opposizione, perché non penso siano giunti veti a chi già ricopriva un incarico nel governo Prodi, manifestata all’eventualità del nome di Bobo Craxi come candidato al governo. Eppure i figli di Ferri e di Costa sono tranquillamente nell’esecutivo e proprio al ministero della Giustizia, credo accolti con favore anche dallo stesso Berlusconi. Insomma, non vorrei che mentre si scoprono vecchie figure forse anche ingiustamente trascurate, e si rivaluta perfino Cencelli assieme a quell’Acerbo che stese il testo della legge fascista del 1923, il solo Craxi restasse ancora sul banco dei reprobi a pagare un prezzo che la sua lontananza dall’Italia e la sua morte non hanno ancora esaurito. Dopo la condanna a morte anche la condanna ad aeternum…

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Commenti all'articolo
  1. la visita di Renzi a Bettino sarebbe la vera svolta! Mi auguro che chi ha incontrato Silvio Berlusconi,non considerandolo un ‘nemico’ ma l’avversario politico per aprire un concreto confronto democratico, può avere anche l’illuminazione di iniziare a cancellare quella che è una grande voragine aperta nel nostro Paese!!!!

  2. Io non avrei mai chiesto a Renzi di recarsi a Tunisi per rendere visita alla tomba di Craxi.La sensibilità di una persona,sul piano umano,sociale e politico,non può,non deve essere stimolata o incoraggiata.Se c’è, se ne prende atto con soddisfazione;se manca,ci si comporta di conseguenza.Se mai ora Renzi dovesse recarsi in visita a Tunisi,saremmo mai in grado di stabilire da quale impulso sia stato mosso?Calcolo politico o vera solidarietà?Ai posteri …… .

  3. Caro Direttore
    sono anch’io convinto che oggi Renzi non si rechera’ sulla tomba di Craxi,attento com’e’ ai sondaggi e a non volersi mischiare col passato. Lui deve solo dare l’idea del nuovo. In fondo,per uno cosi’,e’ acqua passata. Al momento Renzi ha solo seguito la sua grande ambizione. Ha voluto essere premier ora,in un momento cosi’ delicato. Una scelta politicamente a dir poco rischiosa,ma al contempo,se riuscira’ ,gli permetterebbe di entrare a lettere cubitali nei libri di storia. Uno con una ego simile,non ha tempo di pensare al passato. Ma vorrei anch’io essere smentito. Sarebbe una bella pagina di storia.
    Massimiliano Bernazzali

  4. Ribadisco per l’ennesima volta che Craxi si onora maggiormente facendo vivere il PSI e la sua storia.
    Se tutti questi galantuomini che fanno questo piagnisteo, quando è stato il momento anziché scappare, come topi quando la nave affonda, avessero fatto muro contro tutti i reazionari che cantavano e ballavano contro il PSI oggi, forse, non ci troveremmo in questa situazione.

  5. Caro direttore,
    non aspettiamoci gesti che potrebbero apparire di riconoscenza nei nostri confronti.
    Finchè il partito rimarrà nell’oscurità, nessun riconoscimento ci verrà concesso. Non credo che un Vice Ministro, se pur di prestiggio come lo sarà certamente Riccardo Nencini, ci possa far uscire da questa maledetta situazione.
    Occorrono iniziative forti che possano avere impatto sui media, altrimenti lo sforzo che facciamo noi conpagni di provincia con le nostre, a volte lodevoli iniziative, non hanno e non avranno nessun esito positivo.
    E’ ammirevole la tua capacità, la tua bravura nell’analizzare e argomentare qualsiasi evento politico; ma in quanti al di fuori dei fedeli compagni legono le tue lucide analisi?

  6. Quante sottigliezze, questa è un’occasione per dimostrare che Renzi è diverso e rappresenta il vero cambiamento, altrimenti i miei dubbi sulla sua sincerità aumenteranno notevolmente.

  7. Quando l’argomento tocca le corde più recondite del nostro animo i commenti ai tuoi articoli si moltiplicano, ne deduco che l’amore che ci accomuna nel comune sentire è forte e deciso. Qualsiasi cosa decida di fare il nostro capo di governo, va bene, constatato che da Pantelleria la costa tunisina è visibile ad occhio nudo, quale approdo naturale dell’europa e passaggio obbligato nel mediterraneo, porta naturale d’ingresso per il continente africano, prima o poi con gli attori della nostra storia i conti qualcuno li dovrà pur fare.

  8. Per quanto mi riguarda, ritengo la circostanza dell’ingresso nel PSE del tutto superflua rispetto all’opportunità – e direi pure alla giustizia – di una simile visita. Certo, parlo da liberale e come tale non faccio differenza tra le persone in base al loro schieramento politico ma per il rispetto di quelle altrui e degli altri in generale.
    Nel caso di specie, neanche l’enorme contributo (le “luci” di cui ha parlato il Presidente della Repubblica) dato dal Presidente Craxi al progresso del Paese è un aspetto indispensabile.
    A rilevare invece è la profonda ingiustizia dell’ostracismo – quantomeno questo – patito dal leader di un partito che non era certo il più ricco né il più stravagante del Parlamento italiano – e, anzi, qualcuno potrebbe anche pensare che se il Presidente Craxi non fosse stato un grande leader non avrebbe subito un simile trattamento.
    Ma in questo Paese di fideisti non si parla mai dei faccendieri dei martiri, dei martiri-pagatori, di ognuno e non qualcuno dei conti in Svizzera e dell’afflusso di valuta estera – senza che questo significhi dimenticarsi di niente, ovviamente.
    E poi è sempre prudente non prendere le parti di un proscritto. Anche se si rischia il sonno della Ragione.
    Avanti, davvero.

  9. Caro Direttore, Che il Caso C. celeberrimo continui a restare aperto a distanza di anni è prova delle enormi e vistose contraddittorietà e ambiguità che hanno permeato la Seconda Repubblica sino ai giorni nostri e la sua difficoltà di affrontare i nodi del passato; Qualcuno se n’è fatto una ragione, io non sono fra questi, e so di non essere il solo fra i Socialisti e molti italiani.
    Non conoscevo il secondo, certo meno rilevante, Caso Craxi :
    Tu scrivi : ” Ci giunge qualche voce sulla perplessità, non diciamo opposizione, perché non penso siano giunti veti a chi già ricopriva un incarico nel governo Prodi, manifestata all’eventualità del nome di Bobo Craxi come candidato al governo…” Non ne ero a conoscenza, è una questione che meriterebbe approfondimento, è una Questione che considero tutt’altro che personale ma politica. Se così fosse anche il giudizio sui veti e le perplessità inficierebbero lo stesso mio, ma penso non solo mio, atteggiamento nei confronti del Governo.

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